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Ultimi tiri della via Sos de Urtullè.
Fotografia di Vincenzo Carcangiu
Maurizio Oviglia apre "Testa di Cane" nel settore Nel Regno di Onan
Fotografia di Cecilia Marchi
Fabio Erriu sul terzo tiro della via Dream Catcher
Fotografia di Maurizio Oviglia
topos del settore Capo Pecora
Fotografia di archivio Maurizio Oviglia

Arrampicata in Sardegna news #8 (Scuola di trad e nuove multipitches)

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Ottavo appuntamento dell'aggiornamento di Maurizio Oviglia con le novità dell'arrampicata in Sardegna. In questo numero: il trad nel Regno di Onan a Capo Pecora, il Supramonte di Urzulei con la via Sos de Urthullè e Villacidro con la via Dream Catcher sulla Torre Cinzia.

Dopo le aree clean, che in Sardegna son state proposte sin dal 2002, il passo per coniare le falesie di iniziazione al clean climbing sembrava essere breve ma ci sono voluti ben dieci anni perché venisse compiuto. Il pretesto è stato un corso del CAI di perfezionamento all’arrampicata libera, in gergo tecnico AL2, organizzato dal CAI di Cagliari con istruttori nazionali esterni in cui, forse per la prima volta, è stata inserita una giornata di scuola di clean climbing, ovvero arrampicata su tiri totalmente da proteggere con i friend.

Per questa giornata un po’ speciale, che è coincisa con l’Epifania, Maurizio Oviglia e Fabio Erriu hanno aperto e approntato ben 13 monotiri nel settore Nel Regno di Onan a Capo Pecora, che si vanno ad aggiungere al primo, aperto da Marco Marrosu ed Isabella Zuddas nella primavera del 2012. Un settore perfetto non troppo esposto alle mareggiate in cui sono state attrezzate a spit le soste (con inox 316L). Fatto certamente insolito nel clean climbing puro, ma un compromesso forse necessario per avvicinare a questo stile i giovani, desiderosi di apprendere l’arte della posa delle protezioni ed il brivido del “trad” in maniera soft. La giornata è stata un successo, tanto che è quella che è rimasta maggiormente impressa nei ricordi degli allievi, a dimostrazione che il trad viene da lontano ma riesce a coinvolgere i giovani almeno quanto l’arrampicata sportiva. Ora il settore è a disposizione di tutti e, in anteprima sulla guida “Pietra di Luna trad e multipitch” presto in uscita, pubblico una topos con tutte le vie, ricordando di prestare attenzione a qualche pietra ancora instabile indossando il casco. Le soste sono state finanziate dalla Scuola Sandro Partel del CAI di Cagliari.

Cambiando parzialmente stile, segnalo una nuova linea di Corrado Pibiri e Vincenzo Carcangiu nel cuore del Supramonte di Urzulei, a monte delle Gole di Gorroppu. Questa bella via, che si svolge naturalmente su calcare da favola, segue un evidente diedro fessurato che incide una parete rimasta sino ad ora vergine. La chiodatura è a spit ma occorre integrare con friend sino al 4BD. Il nome della via è “Sos de Urthullè”, si sviluppa per 200 m ed ha ancora un tratto da liberare. L’accesso si svolge dall’ovile Sedda Ar Baccas, oltrepassando la Codula Orbisi verso S’iscalone ‘e Su Portellu, in 20 minuti circa.

E’ invece una multipitch sportiva l’ultima nata a Villacidro, una cittadina del centro Sardegna dove si arrampica già dalla fine degli anni settanta. Una delle strutture più belle è senz’altro la Torre Cinzia, esplorata dagli alpinisti cagliaritani nel 1979, una slanciata torre granitica di un centinaio di metri. Nel 2003, in compagnia di Andrea Mannias, vi avevo aperto due vie moderne che percorrono lo spigolo rosso della torre. Arrampicate dalle caratteristiche molto simili al granito della Restonica in Corsica, molto provvisto di tafoni e tacche. In quell’occasione Andrea aveva individuato un bel diedro nero nella struttura addossata alla Torre, nota con il nome di Cima Franco Ghidini, più alta ma meno slanciata della Torre stessa. Il progetto però era sempre rimasto nel cassetto ed il trasferimento a Milano di Andrea aveva fatto naufragare le speranze di realizzare insieme il suo piccolo sogno.

Non ce ne vorrà dunque Andrea se, in compagnia di Fabio Erriu, glielo abbiamo “rubato” portandolo a compimento in una giornata e mezza di questo sciroccoso gennaio. Sei tiri di splendida arrampicata su uno sviluppo di 170 metri, hanno confermato l’intuizione di Andrea che non si è arrabbiato affatto per il nostro gesto, ma anzi ha accettato volentieri di battezzare la nuova via con un nome già famoso negli USA ma perfetto per la circostanza: “Dream Catcher”. Come le altre due vie della Torre, anche quest’ultima è completamente attrezzata a spit, senza però rendere l’arrampicata banale.

L’accesso alla Torre è di 30 minuti e l’esposizione è sud-est. Qui potrete trovare un articolo relativo all’apertura delle vie del 2003 http://www.sardiniaclimb.com/Articoli/Torre_Cinzia/Torre_Cinzia.html

Maurizio Oviglia (CAAI)

Si ringrazia Corrado Pibiri per la collaborazione a questo numero di Sardinan News

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