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Colpo d'occhio sul fantastico muro di Las Animas a El Salto in Messico
Fotografia di Maurizio Oviglia
Rolando Larcher sulla fantastica monocanna di La Carinosa, 5.13b
Fotografia di Maurizio Oviglia
El Arte de Volar (5.12c), uno dei tiri più belli di Las Bocas
Fotografia di Maurizio Oviglia
Un altro 8a a vista per Luca Giupponi a Las Animas
Fotografia di Maurizio Oviglia

Arrampicare a El Salto in Messico

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Maurizio Oviglia presenta El Salto a Monterrey, una delle più belle falesie d'arrampicata in Messico.

El Salto si trova circa 50 km a sud della metropoli di Monterrey, terza città del Messico, ed è una delle zone di arrampicata sportiva più conosciute del paese. Sviluppatasi relativamente di recente, almeno in confronto all’area "storica" di El Potrero Chico, a differenza di questa El Salto vanta un buon numero di settori molto strapiombanti che offrono un’arrampicata atletica su canne, che negli ultimi anni ha di gran lunga surclassato la vecchia scalata demodè sui muri grigi, tipica di El Potrero. Non essendo molto distanti dal confine con il Texas, anche qui, anche se in misura minore rispetto al Canyon di El Potrero, è facile incontrare un gran numero di climbers americani che soggiornano in prossimità delle falesie per settimane, desiderosi di scalare al sole nella stagione invernale. Ma la quota (1300 metri) ed il relativo isolamento rispetto alla città, ha preservato queste falesie dalla ressa, mantenendo il luogo tutto sommato selvaggio, nonostante l’accesso alle falesie sia sempre molto comodo.

Base per arrampicare a El Salto è il piccolo paesino di Cienega de Gonzalez, non più che una manciata di case attraversate da una strada sterrata. Due negozi di alimentari, un paio di ristoranti, aperti soprattutto il sabato e la domenica. Per il resto della settimana la quiete o la desolazione più completa, a seconda dei punti di vista e di cosa vi aspettate dal Messico! Anche se El Salto deve il nome ad un canyon poco a monte del paese, sbarrato appunto da una gigantesca marmitta, nelle vicinanze si diramano diversi canyon, tutti con un buon potenziale di falesie, per ora solo in minima parte attrezzate. Vi sono anche notevoli pareti più alte, ma sovente la qualità della roccia non è come possa sembrare a prima vista, e la vegetazione è spesso spinosa e piuttosto invadente! Le vie di più tiri sono comunque ancora poche, almeno rispetto ai monotiri.

I settori principali di quest’area sono quattro, tutti caratterizzati da un’arrampicata atletica su muri strapiombanti a tacche o canne. Qua e là ci sono altri settori in espansione, con poche vie (per ora).
Il calcare è ovunque ottimo, ma tende a lucidarsi con la frequentazione, sicuramente più velocemente di quello a cui siamo abituati in Europa. La qualità delle vie, in compenso, è notevole, ed esse si sviluppano anche oltre i 40 metri sugli infiniti muri che incombono sul canyon. Generalmente, i tiri così lunghi sono però spezzati da una catena intermedia. La chiodatura è ovunque da buona a ottima, prestate però attenzione ai moschettonaggi dei primi e secondi spit, spesso distanziati: quando si scala a vista non è sempre comodo moschettonare!
Le valutazioni delle vie sono espresse in scala americana. Il settore Las Animas, più datato, ha gradi più severi di quelli recenti.
Il periodo ideale per la scalata a queste latitudini è l’inverno, anche se la temperatura è soggetta a forti sbalzi, ed alcuni giorni potrebbero essere molto freddi o troppo caldi! Il tempo nella stagione invernale è per contro generalmente buono e molto secco.

Logistica
Per arrivare a El Salto conviene volare dall’Europa su Monterrey, nello stato del Nuevo Leon. Attenzione che se passate dagli Stati Uniti, per esempio da Miami, sono necessari tutti i visti di ingresso negli USA, anche se non uscite dall’aereoporto. Una volta in Messico potete affittare un auto e guidare verso sud sulla Pino Suarez Avenue per una cinquantina di km. Lasciata la superstrada si svolta a destra per la Cola de Caballo, una località turistica senza niente di particolarmente interessante da vedere. La strada diventa stretta e si inerpica sulla montagna in direzione della Laguna Sanchez sino a oltre 1500 metri di quota, poi scende in una vallata dove si trova il paese. Qui potrete affittare una piccola cabane da Dona Kika, che viene dai locali definita la "mamma degli arrampicatori". Se le portate una torta, sicuramente ve la farete amica! I prezzi sono generalmente contenuti, ma dovrete fare spesa ed organizzarvi per fare da mangiare, in quanto durante la settimana è tutto chiuso! Per contro il sabato e la domenica arrivano un gran numero di turisti chiassosi dalla città ed il luogo si trasforma…. L’attrattiva del luogo è il quad… quindi preparatevi al peggio!

Sicurezza
Come molti sanno il Messico è un paese piuttosto instabile, dove la delinquenza e la criminalità legate al traffico di droga sono molto diffuse. E’ bene quindi che sappiate che non è possibile girare ovunque e lasciare la vostra auto incustodita, sperando di ritrovarla. Ci sono periodi più o meno caldi, ciò dipende dagli accordi di non belligeranza tra la malavita e le forze dell’ordine (!!). Comunque a El Salto non ci sono problemi, ma se decidete di fare i turisti "fai da te" prendete qualche precauzione, magari scegliendo un punto fisso e sicuro da dove muovervi senza fare campeggio itinerante…

SETTORI
Las Animas Wall

Si trova nel Canyon principale, lungo la strada, appena prima del salto che ostruisce il canyon e che dà il nome all’intera zona. La strada lo evita con una serie di curve ed in una di queste anse si trova la falesia. Las Animas è un grande muro strapiombante a canne con arrampicate di grande qualità, molte delle quali attrezzate più di 10 anni fa, altre più recenti. Le prime vie furono persino aperte dal basso ed erano molto expo! Forse per questo anche oggi la spittatura è rimasta talvolta distanziata con passaggi obbligatori, con i moschettonaggi non sempre facili. Alcune vie sono un po’ lucidate, ma il clima secco rende sopportabile questo piccolo difetto. La parete è al sole nelle ore centrali della giornata, a seconda del clima tenete presente la presenza del sole. La Animas si raggiunge dal paese in circa 20/30 minuti seguendo il fondo del canyon. www.thecrag.com/climbing/mexico/el-salto/area/11761855

La Cueva del Tecolote

Proseguendo oltre Las Animas, sul lato destro del canyon, si alza una grande parete. Poco oltre si apre una grotta con diversi itinerari atletici su canne e stalattiti. Ombra il tardo pomeriggio. www.thecrag.com/climbing/mexico/el-salto/area/11761831

Las Bocas

Si tratta della parete più vicina al paese ed una delle più frequentate. E’ caratterizzata da un grande muro di un’ottantina di metri, nella parte bassa strapiombante ma striato da canne e tacche di ogni genere. Tiri di gran qualità. All’ombra di pomeriggio. Dal paese la si raggiunge in una decina di minuti imboccando il canyon verso est. www.thecrag.com/climbing/mexico/area/514869738

La Sabrosa

Uno degli ultimi settori attrezzati dall’americano Alex Catlin, risulta anche uno dei più appartati e meno frequentati. Tiri strapiombanti su canne, anche molto lunghi. Roccia ancora "nuova" e non patinata. Continuando oltre Las Bocas e tralasciando alcuni piccoli settori, camminare per circa 15 minuti sul fondo, poi seguire un sentiero sulla sinistra che si inerpica sino alla grotta. Ombra di pomeriggio. www.thecrag.com/climbing/mexico/area/855789045

Altri link utili

Informazioni e topos: climbing-mexico.over-blog.com
Il blog di Ulric Rousseau, arrampicatore di alto livello canadese e chiodatore di molte delle vie di El Salto. Qui trovate informazioni utili e le ultime novità: ulricrousseau.blogspot.it
Altri topos potrete chiederli in paese da Dona Kika

di Maurizio Oviglia

Video - Seasons in Flight di Ulric Rousseau


22/02/2016 - Pico Pirineos in Messico, nuova via a Monterrey per Giupponi, Oviglia e Larcher
Rolando Larcher, Maurizio Oviglia e Luca Giupponi hanno aperto "El lobo del desierto", una nuova via sulla parete est e nord del Pico Pirineos, sulle guglie che fiancheggiano a sud-ovest la metropoli di Monterrey in Messico. La via, aperta in 5 giorni e liberata dagli stessi apritori, si sviluppa per 12 tiri (470m) con difficoltà sino al 7c (5.12d). La big wall è stata aperta dal basso senza uso di artificiale tra un punto e l’altro, nonostante la roccia necessitasse di parecchia pulizia.

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