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Up & Down free per Brenna sullo Scudo del Chogolisa

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Il 10/07 Cristian Brenna, accompagnato da Giovanni Ongaro, ha liberato "Up & Down" la via aperta e salita sullo Scudo del Chogolisa (5300m circa - Parete S-SE, Pilastro Centrale) da Hervé Barmasse, Luca Maspes, Francesca Chenal e dallo stesso Cristian Brenna, alla fine dello scorso mese di giugno. Difficoltà max in libera della via 7c.

UP & Down, Pakistan Chogolisa, Brenna

Il 10 luglio Cristian Brenna, accompagnato da Giovanni Ongaro, ha liberato "Up & Down" la via aperta e salita sullo Scudo del Chogolisa (5300m circa - Parete S-SE, Pilastro Centrale) da Hervé Barmasse, Luca Maspes, Francesca Chenal e dallo stesso Cristian Brenna, alla fine dello scorso mese di giugno. "Up & Down" in versione libera ha richiesto a Brenna 10 ore di scalata con difficoltà massima di 7c. Ricordiamo che la via di 800 metri di sviluppo era stata valutata in fase di apertura con difficoltà massima di 6c/7a e A1 ed era stata salita in 6 giorni complessivi. Un bel battesimo himalayano per Cristian che ha potuto così saggiare le sue (grandi) possibilità anche in stile grande parete... Se la cosa - e non ne dubitiamo - l'ha divertito, questo potrebbe essere l'inizio di una seconda vita oltre... le competizioni. Magari in compagnia proprio di Giovanni Ongaro.

Nei giorni scorsi, intanto, il gruppo "selvaggio" di Trip One Karakorum 2005 si è assottigliato. Sono infatti rientrati in Italia: Fabio Salini (in attesa di diventare papà) a cui si sono aggiunti Gianluca Bellin ed Ezio Marlier accompagnato naturalmente da Francesca Chenal. Per Ezio (e per la moglie) è stato un rientro forzato per curare i postumi della ferita al piede che si era procurato lungo il trekking di avvicinamento. Un taglio, meglio uno squarcio, che però non gli ha impedito di realizzare due vie nuove: la bella "Fast And Furious" (700m, V° impegno globale, 4° su ghiaccio e M6) aperta con Fabio Salini ed Hervè Barmasse, a cui si è aggiunta "Green tea" (350 metri di sviluppo, Diff. max in apertura: 6b, A1, 1 pendolo) quest"ultima sullo scudo del Chogolisa e sempre con Fabio Salini.

Prima di chiudere riportiamo anche la notizia di un'altra via nuova della spedizione: "Costiera del Farol Peak" (6300m, dislivello 800m, Diff. ghiaccio 60° e misto nella parte sommitale) che è stata salita in stile alpino il 28/06 da Hervé Barmasse (in vetta) e Giovanni Pagnoncelli su una della tante (ma quante sono?) cime inviolate del Chogolisa Glacier.

Ora il team resterà ancora una settimana nel Chogolisae, come ci scrive Maspes "Rampikino": "se il tempo è buono si farà altro (inshallah)".

DAL DIARIO DELLE SPEDIZIONE

"DURI E PURI" - TORRE CAPUCIN - SHEEP PEAK
Terza via nuova della spedizione UP trip one.

UP & Down, Pakistan Chogolisa, Brenna26-06-2005 - La speranza di ieri non ci tradisce. Alle 6 la volta celeste è invitante. Sveglio tutti "delicatamente" sbattendo due pentolini in alluminio fuori dalle rispettive tende, un vecchio modo di interrompere bruscamente il sonno che mi aveva insegnato un amico. Hervé infatti mi maledice in tante lingue, lui e Pagno possono partire più tardi di noi, quindi magari voleva dormire un po'?

Saliamo in 3 verso lo Scudo, la cordata Brenna-Ongaro ed il sottoscritto che risalirà davanti a loro la corda statica armato di videocamera. Il tentativo è ormai un po' che l'annunciamo, Cristian vuole ripetere "all free" e tutto da capocordata questi 800 metri di rognoso granito. Con lui c'è quello che considero uno tra i più esperti arrampicatori da grande parete, il "minimizzatore" Ongaro che per ogni evenienza sa che cosa fare. Oggi dietro a Cristian dovrà salire il più velocemente possibile infischiandosene di arrampicare o tirare i chiodi. L'importanza sua sarà la rapidità.

Ore 7.30. Roccia fresca perché il sole non c'é ancora. Cristian comincia la cavalcata e subito l'arte viene messa a dura prova dal secondo tiro di corda, un diedro arrotondato e svasato che si sa già sarà uno dei tiri chiave della via. Aprirlo la prima volta era stato un lavoro certosino di chiodatura sottile a cui avevo aggiunto 3 spit per rendere meno pericolosa la futura libera. Tutta la via è stata concepita così, a metà tra l'alpinismo classico e la sua variante più sportiva. Noi ci eravamo divertiti (e impegnati) ad aprirla, adesso vorremmo che si divertisse Brenna e la sua straordinaria abilità arrampicatoria. Cristian sale sbuffando come un leone e rende chiara l'idea che riscaldarsi al mattino su questi gradi e a quest'altezza non è da tutti. Esce in sosta affiancato dalla mia videocamera. Da qui per 3 tiri di corda si prosegue sullo spigolo sospeso, una sorta di linea confinante tra un liscio placcone roccioso e gli strapiombi rossi sulla destra.

Primi 50 metri insidiosi seguiti da un altro tiro di corda da sbuffo che si chiude in una fessura che aveva fatto tribolare Brenna durante l'apertura (gli mancava il friend giusto). Al 52esimo metro di questo lungo tiro, ormai sul facile, una scivolata del piede per poco non rispedisce Brenna di sotto. Ridacchiamo insieme in sosta mentre Giovanni viene su da secondo come un razzo. L'inizio del quinto tiro è un match. Per due volte Cristian rischia il voletto e per due volte lo evita con una pressione di mani in opposizione, quasi volesse divaricareUP & Down, Pakistan Chogolisa, Brenna la fessurina che ha davanti agli occhi. Due svarioni che potevano costare il doversi calare e ripartire ancora sul tiro dal principio per salirlo "pulito" (queste sono le regole di oggi...). E poi c'è il tetto, il famigerato tetto che Brenna ha praticamente liberato ieri e che ha il più difficile passaggio singolo della via. Un lancetto in partenza, due prese insignificanti e un colpo d'equilibrio finale per prendere la fessura rovescia del tetto.

Poi si traversa in dulfer rovescia maledicendo il fiatone che attanaglia. Dopo un sorso di reintegratori Cristian se lo mangia al primo tentativo. Hervé e Pagno intanto arrivano dall'alto. Hanno risalito il canale fino alla cima del primo pilastro e da qui si sono calati sulla via. Unendo me e loro diventiamo due videocamere e una macchina fotografica, la giornata è assolutamente da imprimere nel digitale.

Il settimo tiro che aveva aperto proprio Hervé è un'inaspettata "rogna" e impegna il nostro climber per un bel po'. Non l'aveva mai provato in precedenza, solo ripulito da quel po' di terra che spesso intasa le fessure del Karakorum. Ci vuole una buona mezz'ora per decifrare bene questi 55 metri di tiro. Comunque si va ancora.
Il primo pilastro è andato e Cristian lo svalica a piedi nudi, le precise scarpette d'arrampicata fanno giò male. Sono passate più di 5 ore di scalata mai sotto il buon vecchio settimo grado e quasi sempre vicino al nono grado, rimodernizzato in 7b/7c.

I due team si separano. Giò e Cristian proseguono verso la cima mentre io, Hervé e Pagno ci caleremo sul pilastro a rimuovere la corda statica che ci ha permesso questo "su e giù" continuo, sia nei giorni di apertura della via sia nella fase della sua "mediatizzazione" (oggi e ieri). Alle 14 siamo sul fantastico prato alla base della parete e in alto vediamo i nostri due amici appena oltre la più facile zona centrale della parete. Punto la videocamera al massimo dello zoom e guardo Cristian negli "alpinistici" tiri sommitali. Lo inquadro nel diedro che aveva aperto lui stesso, probabilmente il tiro più difficile della parte superiore di "Up & Down". Va su piano, lo immagino bello stanco dopo 600 metri di parete con queste difficoltò. Piano ma inesorabile. Spengo la videocamera quando arriva in sosta e scendo verso il campo base. Ormai alle 17 guardo su con il bonocolo il punto in qui i due dovrebbero uscire dalla parete. Contemporaneamente arriva un chiaro urlo dall'alto, il, segnale che sancisce il bel successo di oggi. Hanno finito, adesso li aspettiamo per cena. Menù non a scelta: polenta gialla e l'ultimo cartoccio di vino che abbiamo tenuto per quest'altro importante UP moment.
Domani si riposa.

dal diario della spedizione
Luca Maspes


SCUDO DEL CHOGOLISA (5300 m c.)
via "UP & DOWN"
Parete S-SE, Pilastro Centrale
800 metri di sviluppo (16 tiri di corda)
Diff. max in apertura: 6c/7a e A1
HervÈ Barmasse - Cristian Brenna - Luca Maspes - Francesca Chenal
in 6 giorni di arrampicata complessiva
Corde fisse utilizzate nella prima parte
Prima ascensione in libera e in giornata:
Cristian Brenna capocordata accompagnato da Giovanni Ongaro.
10 ore di scalata, difficoltà massima 7c

SCUDO DEL CHOGOLISA (5300 m c.)
via "GREEN TEA"
Parete S-SE, Primo Pilastro
350 metri di sviluppo Diff. max in apertura: 6b, A1, 1 pendolo
Ezio Marlier - Fabio Salini - 22/6/2005
Stile alpino

COSTIERA DEL FAROL PEAK (6300 m c.)
Cima inviolata (ancora da nominare) - 6000 m c.
Parete NW
prima salita Hervé Barmasse (in vetta) e Giovanni Pagnoncelli - 28/6/2005
800 metri di dislivello
Diff.: Ghiaccio 60° e misto nella parte sommitale
Stile alpino

Portfolio
DIARIO TRIP ONE KARAKORUM 2005
Prima via nuova TRIP ONE
altre vie nuove TRIP ONE
Archivio news Ezio Marlier
Archivio news Cristian Brenna
Archivio news Luca Maspes
Archivio news Giovanni Ongaro


Foto: dall'alto Giovanni Ongaro assicura Cristian Brenna nella prima libera di Up & Down. Il tracciato della via. Cristian Brenna impegnato sullo scudo del Chogolisa. (ph Giovanni Pagnoncelli)

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