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Triglav parete nord: Matevž Mrak e Matevž Vukotic durante l'invernale delle vie Prusik - Szalay e Obraz Sfinge, effettuato dal 23 - 26 dicembre 2014
Fotografia di Matevž Mrak
Triglav parete nord: Matevž Mrak e Matevž Vukotic durante l'invernale delle vie Prusik - Szalay e Obraz Sfinge, effettuato dal 23 - 26 dicembre 2014
Fotografia di Matevž Mrak
Triglav parete nord: Matevž Mrak e Matevž Vukotic durante l'invernale delle vie Prusik - Szalay e Obraz Sfinge, effettuato dal 23 - 26 dicembre 2014
Fotografia di Matevž Mrak, Matevž Vukotic
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Triglav e Travnik, importanti salite invernali in Slovenia di Mrak, Vukotič e Marčič

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Dal 23 - 26 dicembre 2014 i giovani alpinisti sloveni Matevž Mrak (23) e Matevž Vukotic (24) hanno effettuato la seconda salita invernale, e la prima dalla base della parete, di una delle vie più famose della Slovenia, Obraz Sfinge sulla parete nord del Triglav. Lo hanno fatto salendo la via Prusik - Szalay per un viaggio complessivamente gradato VI, M6+ R, AI4, VII- A1, con 1000 dislivello e 1600m di arrampicata totale. Il 10 gennaio Mrak, Vukotič e Nejc Marčič (29) hanno effettuato sulla cima Travnik la seconda invernale della via Sveca (VII-, 800m) in 18 ore. Il report di Matevž Mrak.

L'inizio di questa stagione invernale nelle Alpi slovene non sembrava molto promettente. Poca neve e temperature abbastanza alte per questo periodo dell'anno ci hanno costretto a salire vie che solitamente vengono scalate in estate.

Prima di Natale però le cose sono cambiate e Matevž Vukotic ed io abbiamo deciso di salire la parete nord del Triglav; volevamo raggiungere la parte più esposta e bella della parete, chiamata Sfinga (Sfinge), tramite la classica via Prusik - Szalay (Karl Prusik, Roman Szalay in 1929, V/IV+, 1000m).

Questa salita inizia con una lunga traversata verso destra, passando per alcune rampe di neve interrotte da alcune fasce rocciose. Dopo una ventina di tiri con difficoltà fino a M6 abbiamo raggiunto il nostro primo bivacco sotto l'Anfiteatro (l'ampia fascia posta proprio di fronte alla Sfinge). Abbiamo consumato quasi tutti i nostri viveri visto che desideravamo raggiungere la cima il giorno successivo. Tuttavia, i nostri desideri non si sono avverati a causa delle cattive condizioni della traversata lungo le cenge Zlatorogove ed un difficile canalone sulla via Obraz Sfinge.

Abbiamo effettuato il nostro secondo bivacco all'inizio della Obraz Sfinge, per lungo tempo la via più impegnativa della parete nord del Triglav dopo la sua prima salita nel 1966. Nel 1995, quando fu finalmente salita in libera da Kresal e Kajzelj, è stata la via trad più difficile delle Alpi slovene. La prima salita invernale è stata effettuata nel 1977 dal leggendario alpinista sloveno Franček Knez; il team ha raggiunto la cima a piedi e si è calato in doppie per raggiungere la base della Obraz sfinge, per poi salire la via in giornata. Ma la via rimaneva ancora in attesa della prima salita invernale partendo dalla base della parete.

Dopo il nostro secondo bivacco abbiamo dovuto affrontare il traverso di 150m per raggiungere la headwall, la parte alta della via. La traversata era in brutte condizioni e ci sono volute 6 ore per raggiungere la headwall: sei tiri psicologicamente impegnativi ci hanno finalmente portato a questo punto, era quasi buio totale e così abbiamo abbandonato i nostri desideri di salire il tratto chiave in libera. Il resto della via era senza neve e piena di chiodi e siamo riusciti a salire rapidamente. Abbiamo raggiunto la cima ma a causa della nebbia ci siamo persi durante la discesa, impiegando sette ore per raggiungere la nostra macchina nella valle Krma. Tutto sommato si è rivelata un'avventura natalizia interessante.

Dopo esserci ripresi mentalmente e fisicamente Matevž ed io, insieme a Nejc Marčič, siamo partiti per la parete nord del Travnik. Durante l'avvicinamento mi sono reso conto di aver dimenticato le mie scarpette e ho anche notato che la suola delle mie scarpe si era appena staccata. Così Nejc mi ha prestato le sue scarpette, due misure più piccole e molto dolorose. Dopo sole tre ore di sonno al rifugio Tamar siamo partiti alle due del mattino e abbiamo raggiunto la base della parete alle cinque. Volevamo salire la via Sveca (VII-, 800m): i primi tiri erano coperti di neve e questo ci ha portato via un sacco di tempo prezioso. La parte più difficile della parete invece era priva di neve. Con le ultime luci abbiamo salito l'ultimo difficile tiro, da questo punto mancavano altri dieci tiri di misto per raggiungere la cima del Travnik. Dopo 18 ore complessive di arrampicata siamo crollati sul nevaio sommitale e ci siamo preparati per la lunga discesa fino al Passo Vrsic.

di Matevž Mrak

Per informazioni visitate: www.matevzmrak.si e www.marcic.si


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