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Grundtvigskirken in Groenlandia salita 'by fair means' da Stefan Glowacz, Philipp Hans, Markus Dorfleitner, Christian Schlesener
Fotografia di Moritz Attenberger
Grundtvigskirken in Groenlandia salita 'by fair means' da Stefan Glowacz, Philipp Hans, Markus Dorfleitner, Christian Schlesener
Fotografia di Moritz Attenberger
Grundtvigskirken in Groenlandia salita 'by fair means' da Stefan Glowacz, Philipp Hans, Markus Dorfleitner, Christian Schlesener
Fotografia di Moritz Attenberger
Il tracciato di Suffer and smile - boys don’t cry su Grundtvigskirken in Groenlandia salita 'by fair means' da Stefan Glowacz, Philipp Hans, Markus Dorfleitner, Christian Schlesener
Fotografia di Moritz Attenberger

Stefan Glowacz & Co in Groenlandia salgono Grundtvigskirken by fair means

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Stefan Glowacz, Philipp Hans, Markus Dorfleitner, Christian Schlesener e Moritz Attenberger hanno aperto una nuova via sulla Grundtvigskirken (1977m) in Groenlandia. Tutto il viaggio dei tedeschi è stato effettuato by fair means.

Arrampicando in piena autonomia e all'insegna del 'by fair means', in agosto i tedeschi Stefan Glowacz, Philipp Hans, Markus Dorfleitner, Christian Schlesener e il fotografo Moritz Attenberger hanno aperto una nuova via sulla Grundtvigskirken (1977m) una cima sulla costa orientale della Groenlandia già salita da diverse spedizioni in passato.

Come nel 2018 quando la desiderata prima salita sul Grundtvigskirken è terminata in anticipo a causa delle forte nevicate, la spedizione di quest’anno ha cercato di ridurre al massimo l’impatto sull'ambiente, partendo dalla Germania il 7 luglio e viaggiando fino a Glasgow in Scozia in treno, per poi salire a bordo della barca a vela Santa Maria e navigare attraverso le isole Ebridi e l’Islanda. Arrivati finalmente a Scorebysund dopo un attraversamento piuttosto tempestoso, hanno installato il campo base il 30 luglio ai piedi della montagna, con l’idea di aprire una nuova via di circa 1300 metri sulla inviolata parete nord.

Il giorno successivo lo ricorderanno a lungo: Glowacz e Hans stavano salendo il primo tiro quando, circa 100 metri sopra di loro, un blocco di granito grande come un tavolo si è staccato ed è esploso circa 50 metri sopra le loro teste, andando in mille pezzi. Hans fortunatamente è rimasto illeso, ma Glowacz è stato colpito alla coscia destra e all’avambraccio destro.

Miracolato, dopo lo shock iniziale il team ha deciso di cambiare obiettivo e puntare alla inviolata cresta sud, già tentata senza successo nel 1978 da una spedizione militare britannica. Nonostante le ferite Glowacz riusciva ad arrampicare, ma soltanto con forti antidolorifici. "Solo ora gli effetti dell'incidente si fanno sentire", ha scritto Glowacz nel suo diario. "Le conseguenze psicologiche di questo evento emergono soltanto sul terreno difficile. Sento come mi faccio prendere dal panico. Un tormento fisico ed emotivo, tuttavia i ragazzi capiscono esattamente cosa mi sta succedendo. Mi supportano sempre e mi motivano. Gli devo molto."

Dopo aver salito circa 1500m e trascorso una notte bivaccando "in uno dei posti più belli al mondo", il 7 agosto i climber tedeschi hanno superato altri 15 tiri, su roccia questa volta perfetta, per sbucare in cima. Mezz’ora più tardi hanno iniziato la discesa, ritornando al bivacco 24 ore dopo essere partiti e rientrando al campo base il 9 agosto. Per concludere la spedizione by fair means sono tornati nuovamente in barca e poi in treno, arrivando a casa il 28 agosto. La nuova via si chiama Suffer and smile - boys don’t cry.

Ricordiamo che da decenni Glowacz, vincitore del Rock Master nel 1987,1988 e 1992 e vice campione del mondo di arrampicata Lead del 1993, effettua spedizioni e salite in tutto in mondo. Come, per esempio, Odyssea 2000 sulla Polar Bear Spire nell'Isola di Baffin (2000), La Conjura de Los Necios su El Gigante in Messico (2002), Vom Winde verweht sulla parete nord del Murallón in Patagonia (2005), Fegefeuer su Acopan Tepui in Venezuela (2007), Take the long way home sull’isola di Baffin, Canada (2008), Behind the rainbow sul Roraima Tepuis in Venezuela (2010) e The Turret sull’Isola di Baffin (2016).


Link: www.glowacz.de

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