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Simone Pedeferri dipinge in cima alla Grigna Settentrionale, 2410m, accanto alla struttura a2410 in cima alla Grigna Settentrionale, 2410m, ispirato dalle note del musicista e compositore Simone Morandotti.
Fotografia di archivio Alex Ambrogio Torricini
Simone Pedeferri dipinge mentre Simone Mornadotti compone in cima alla Grigna Settentrionale
Fotografia di archivio Alex Ambrogio Torricini
Simone Pedeferri ascolta la musica di Morandotti trasmessa in cuffie wireles mentre dipinge in cima alla Grigna Settentrionale
Fotografia di archivio Alex Ambrogio Torricini
Tutto il gruppo che ha visto la rassegna 'Sul ciglio dell’Orizzonte' al rifugio Brioschi, Grigna Settentrionale
Fotografia di archivio Alex Ambrogio Torricini

Simone Pedeferri dipinge in vetta al Grignone

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Il racconto di Alex Ambrogio Torricini, gestore del rifugio Brioschi che sabato 10 settembre ha ospitato l'alpinista e pittore Simone Pedeferri e il musicista Simone Morandotti alla ricerca dell'ispirazione artistica sulla cima della Grigna Settentrionale.

Sabato 10 settembre 2016, Simone Pedeferri, alpinista e pittore, è salito sulla cima della Grigna Settentrionale, a 2410 m, insieme al musicista e compositore Simone Morandotti. Nello zaino stavolta Pedeferri non ha portato materiale per una scalata, bensì pennelli, colori, una matita e un taccuino. Simone Mornadotti invece ha trasportato in vetta una tastiera.

La cima del Grignone non offre molto spazio eppure, oltre al rifugio Brioschi che esiste da ormai 121 anni ed è stato eletto come rifugio più amato dagli italiani nel 2013, è in grado di ospitare anche una spettacolare cupola geodetica nella quale per tutta l'estate si sono susseguiti una serie di eventi culturali e artistici organizzati dalla gestione del rifugio stesso.

Simone Pedeferri ha accettato l'invito a partecipare all'ultimo evento di questa rassegna intitolata “Sul ciglio dell’Orizzonte” proponendo di dipingere dal vivo un quadro fruttando l'ispirazione del momento e accompagnato, sempre dal vivo, dalla musica di atmosfera di Morandotti trasmessa in cuffie wireless. E' andata più o meno così...

un temporale, poi il cielo si apre come un sipario lasciando intravedere tutto lo splendore che si può godere dai 2410m della cima della Grigna Settentrionale. Simone Pedeferri si apparta per un attimo con il suo taccuino e si ritrae un momento essenziale di solitudine per gettare sulla carta uno schizzo: l'embrione di un immagine proiettata nella sua mente e trasferita sulla carta. Mi avvicino per sbirciare con il desiderio infantile di rubargli quell'attimo e vedo le sua dita enormi da scalatore che trascinano l'esile matita sul foglio nudo; l'attimo sacro, quasi mistico, in cui il pensiero di un artista si traduce in un immagine, è il momento del concepimento dell'opera. Ho seguito i movimenti lenti ma precisi di Simone mentre monta il pannello sul quale prenderà forma la sua opera. Il taccuino con lo schizzo embrionale appoggiato per terra, a lato del pannello bianco, sembra attendere fremente, come se avesse il desiderio impellente di prendere vita.

E così parte la musica suonata dal vivo da Morandotti; le note danno a Simone l'ispirazione per comporre il suo quadro. Tutti coloro che quel giorno erano al rifugio Brioschi avevano un paio di cuffie wireless; ciascuno di loro, cullati dalla musica suonata dal vivo e trasmessa in cuffia, si è costruito il proprio momento, nel proprio posto, chi seduto su una roccia, chi in piedi con un filo d'erba tra le labbra, ma tutti con i sensi proiettati un po' verso l'orizzonte e un po' verso l'artista che in quel momento stava dando vita alla sua poesia in un immagine.

Con il sole che illuminava il dipinto e il suo pittore, e sullo sfondo un panorama unico, Simone Pedeferri si è espresso nella sua arte concludendo un bellissimo quadro in poche ore.

Dopocena Simone ha proiettato sulla cupola due suoi film: “lL divina commedia”, che racconta dell'apertura di una via nella grotta del Buco del Piombo, sopra Erba nel comasco (una sequenza impressionante di passaggi di 8b e 8a che si sviluppa in 6 tiri), e alcuni video di viaggi e di arrampicata, dal deserto del Wadi Rum alla Groenlandia passando per la Patagonia.

Questo del 10 Settembre è il secondo evento di lancio della rassegna a2410, (prevista per la stagione 2017), assieme all’evento del 3 Settembre evento nel quale all’interno della cupola si sono tenute una performance live di musica elettronica dei Fanciulli GOOM, appositamente ideata per l’occasione, a seguito la sonorizzazione dell’opera dell’artista Francesco Bertelé, ovvero la proiezione video a 360° di un mediometraggio girato nell’estremo nord dell’Islanda e musicato dal performer neozelandese Nick McMullan, sul quale interverranno dal vivo il collettivo Recipient.cc.

Gestisco questo rifugio di vetta da sei anni e non ho mai smesso di sentirmi ospite privilegiato del Grignone e come tale nutro un rispetto reverenziale per un luogo così carico di storia. Da quest'anno ho deciso, appoggiato dalla sezione di Milano del CAI, di realizzare la rassegna “sul ciglio dell'orizzonte”. Quello accaduto e che accadrà in cima ad una montagna, al Rifugio Brioschi, è sicuramente qualcosa di unico: un rifugio di vetta si fa promotore di eventi e si trasforma in un presidio culturale d'alta quota dove l'espressione dell'uomo, con la sua arte e la sua musica, si unisce alla natura adattandosi ad essa ed accettando le sue regole; gli artisti infatti si guadagnano, passo dopo passo, la cima e con essa il luogo delle loro performance. La rassegna “Sul ciglio dell’Orizzonte”, oltre che creare emozioni, esplora un nuovo modo di gestire un rifugio alpinistico, dove la cultura è complementare e di supporto all’attività di accoglienza degli escursionisti. Un investimento in idee innovative che sicuramente complica la gestione già difficile di un rifugio di vetta ma che sicuramente piace, e aiuta la montagna e la cultura stessa.

a2410
a2410 è uno spazio mobile, temporaneo e sostenibile, in forma di cupola geodetica e dotato di una tecnologia audio-video d'avanguardia. Questo spazio, già messo a punto e creato per adattarsi alle condizioni in quota, ospiterà nella stagione estiva 2017 una serie di installazioni, performance e interventi artistici creati e prodotti in sito da artisti e musicisti internazionali più un ricco programma di eventi legati alla montagna e all'alpinismo, curati da Fabio Palma, presidente del Gruppo dei Ragni di Lecco. L'obiettivo di a2410 è di sperimentare un dialogo sensibile e diretto tra la produzione artistica e il contesto alpino, in accordo con lo spirito e le specifiche della cima della Grigna, in risonanza con gli aspetti emotivi e visionari dell'incontro con la natura che si può esperire in vetta. Ad ora, il progetto gode della partnership con i già citati Rifugio Brioschi e Gruppo dei Ragni di Lecco, con il collettivo di sperimentazione multimediale Recipient cc di Milano, la casa di produzione Milkit Film di Como e la Startup d'avanguardia Eldar Lab, che si occuperà di realizzare una cupola progettata ad hoc. Dal punto di vista istituzionale, il progetto è sostenuto dal CAI di Milano e dai Ragni di Lecco.

Il rifugio Brioschi
Si trova sulla vetta della Grigna Settentrionale a 2410m, sopra Pasturo in provincia di Lecco, ed è il rifugio più alto delle Prealpi Lombarde. E' aperto tutto l'anno nei fine settimana e durante le feste, e tutti i giorni da giugno a settembre. La Grigna è una montagna per tutti, basta saper scegliere l'itinerario più adeguato alla propria preparazione fisica, ricordando che tutte vie di salita in inverno vanno affrontate con i ramponi e la picca. Si possono trovare itinerari lungo boschi e sentieri adatti alle famiglie o vie ferrate e canali intasati di ghiaccio in inverno per chi vuole vivere un'avventura più adrenalinica.
Si può salire da tutti i versanti ma sicuramente il percorso più frequentato in tutte le stagioni per raggiunge la vetta è dal versante Est partendo da Colle di Balisio o da Pasturo seguendo i segnavia 31e 33.
Dal versante Nord, partendo dal Cainallo, assolutamente da non perdere il sentiero 19 che passa dalla spettacolare cresta di Piancaformia o il numero 25 (la via della Ganda) che passando dal rifugio Bogani attraversa la conca di Moncodeno. Il versante Ovest offre interessanti e decisamente più impegnativi itinerari alla vetta partendo dal rifugio Bietti; la via del Guzzi (segnavia 28), il "caminetto" (segnavia 15) e la divertente e aerea ferrata dei Carbonari (segnavia 26). Potete regalarvi una giornata “cinque stelle” con un concatenamento delle vetta delle due Grigne tramite la così detta "Traversata Alta" (segnavia 7) che percorre tutta la cresta che collega le Grignetta dal Grignone, permettendo un accesso a quest'ultimo dal versante SUD.

Link: www.rifugiobrioschi.com - facebook.com/rifugiobrioschi2410/ - www.a2410.it

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