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Simone Manzi apre il quarto tiro di Il Vecchio e il Ginepro al Precipizio di Strem in Val Bodengo (Simone Manzi, Andrea Mariani 2019)
Fotografia di archivio Simone Manzi
Il Vecchio - Andrea Mariani - e il Ginepro al Precipizio di Strem in Val Bodengo (Simone Manzi, Andrea Mariani 2019)
Fotografia di archivio Simone Manzi
Eloisa Limonta durante la seconda ripetizione di Il Vecchio e il Ginepro al Precipizio di Strem in Val Bodengo (Simone Manzi, Andrea Mariani 2019)
Fotografia di archivio Simone Manzi
Il tracciato di Il Vecchio e il Ginepro al Precipizio di Strem in Val Bodengo (Simone Manzi, Andrea Mariani 2019)
Fotografia di archivio Simone Manzi

Precipizio di Strem in Val Bodengo: nuova via d’arrampicata Il Vecchio e il Ginepro

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Il racconto di Simone Manzi che insieme a Andrea Mariani sul Precipizio di Strem in Val Bodengo (Valchiavenna, SO) ha aperto Il Vecchio e il Ginepro, una nuova via d’arrampicata di 260 metri che sale tra il Pilastro degli Estremi e Lotta Continua.

Strem è un posto magico, forse solo perché mi ha visto crescere, conoscere tante persone e migliorarmi, o forse è per via del vortice di colori e forme che racchiude, e non solo in autunno!

Se i boschi di faggi, variopinti in questa stagione, ingrigiscono con l'inverno o assumono tinte uniche, con la primavera e l’estate lo stesso non si può certo dire delle pareti, della materia prima alla base del nostro gioco così assurdo! Le rocce in questo angolo di Alpi sono infatti un caleidoscopio di colori e forme, striature e vene che si intrecciano e rimescolano formando vortici nei quali è naturale perdersi!

Per questo i primi frequentatori-alpinisti, Nicola Noè e Paolo Cogliati, diedero il nome di Ragnatela ad una sezione di parete particolarmente variopinta. Nel settore più alto e imponente, quello denominato Precipizio di Strem, questo caratteristico intreccio viene un po' meno e la parete assume un carattere più omogeneo e compatto: è quasi al centro di questa muraglia che, nel corso di ben 9 giorni tra il 1993 e il 1994, la cordata Noè-Cogliati insieme a Tamagni e Valli salì la prima storica via del Precipizio, in prevalente arrampicata artificiale fino a riuscire a portarsi nell'ampio diedro formato da un enorme pilastro staccato e la parete vera e propria.

Un'altra via molti anni dopo (Il Pilastro degli Estremi, M. Geronimi e A. Mariani, 2008) venne aperta sfruttando l'altro diedro, quello alla sinistra del pilastro.

Ripetendo questa via e la vicina "La Bella e la Bestia" venni catturato dalla perfetta ed estetica linea del pilastro di roccia gialla al cui centro cresceva un solitario ginepro che sembrava nascere direttamente dalla roccia. Guardando meglio però si vedeva che sopra la pianticella correvano due fessure, due possibili linee di salita in quel muro liscio e verticale! Così iniziai, insieme al socio di tante uscite a Strem (e non solo!) Andrea Mariani, a studiare una possibile linea scalabile, per forza compresa tra le altre due già esistenti. Ovviamente la successione di prese e appoggi dalla base della parete così come dal parcheggio era impossibile da intuire, ma eravamo motivati...stra motivati!

Così ad aprile di quest'anno ci ritroviamo sotto quello stretto corridoio verticale che avrebbe permesso l'accesso alla parete soprastante e, grazie agli incitamenti di Andrea tipo "ma è troppo duro, scendi!" oppure "ma non la fa nessuno!" arriviamo alla prima sosta dopo "solamente" due ore e mezza di fatica e paura! Abbastanza "alla canna del gas!" saliamo quindi un altro tiro fino a sostare in comune alla via a fianco….per poi scendere e tornare a casa!

Ero contentissimo! Quel primo tiro era un dubbio enorme nella mia testa, così obbligato negli spazi, e l'essere riuscito a salire con lo stile che mi ero prefissato (scalando ogni passo utilizzando cliff o altro solamente per poter piazzare gli spit di protezione) rappresentava già un traguardo!

Con un'altra massacrante giornata aggiungevamo altri due tiri, dove purtroppo dovemmo utilizzare due spit per il superamento di un liscio bombè.

Il terzo giorno volevamo che fosse anche l'ultimo. In cima sapevamo che il pilastro perdeva verticalità e per questo dovevamo tenere duro fino a lì. Uno stupendo tiro, secondo me il più bello dell'intera via, ci portò un po' più a sinistra della verticale del pilastro, altrimenti troppo liscio e quasi in leggero strapiombo.

Adesso però c'era un nuovo dubbio: "Come facciamo a rientrare sulla nostra linea se siamo nel grande diedro di sinistra?" E magicamente eccolo! Un grosso lamone, da scalare come uno scimpanzé, ma che ci riportava senza nemmeno troppa fatica proprio a pochi metri dal ginepro! Il ginepro, l'obiettivo della nostra via! Così, con Andrea che si lamentava di quanto fosse diventato vecchio e stanco, una bella fessura e il successivo diedro ci portavano finalmente sulla cima del pilastro!

Senza nemmeno le energie per ragionare, giù le doppie e via veloci verso l'unica cosa che ci motiva a passare delle giornate così faticose e apparentemente senza senso… la birra!

di Simone Manzi

SCHEDA: Il Vecchio e il Ginepro, Precipizio di Strem in Val Bodengo

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