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Monte Confinale, Alta Valtellina: la vista dalla vetta
Fotografia di Eraldo Meraldi
Monte Confinale, Alta Valtellina
Fotografia di Eraldo Meraldi
Monte Confinale, Alta Valtellina, prospetto estivo della cresta SO
Fotografia di Eraldo Meraldi
Monte Confinale, Alta Valtellina: in discesa dalla cresta SE
Fotografia di Eraldo Meraldi
INFORMAZIONI / informazioni e collegamenti:

Monte Confinale in Alta Valtellina

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La Guida Alpina Eraldo Meraldi presenta la salita al Monte Confinale 3370m, una montagna per quattro stagioni in Alta Valtellina.

"Salgo lentamente lungo il sentiero e piano piano sento che i pensieri della vita quotidiana si diradano e la mente si svuota. Un vero sorriso divampa sul mio viso, diverso da quello solito d’ogni giorno; sorrido perché sento la pace interiore combinarsi con la quiete della montagna. Non mi accorgo della fatica perché i miei sensi sono immersi nei profumi che arieggiano in quest’aria frizzante che riempie i polmoni e l’anima di gioia, quella gioia che trovo solo nella salita portandomi in alto sulle montagne."

Il Monte Confinale da settentrione si presenta nella sua parte culminante come una bella piccola piramide, solcata da canali nevosi che precipitano sulla sottostante vedretta del Forà e con una sviluppata cresta nord; visto da meridione l’aspetto è più modesto, con creste di sfasciumi e pendii variegati.

Salito già tempo prima da valligiani, F.F. Tuckett che fece la prima salita turistica con U.E. Buxton, Franz Biener e Christian Michel il 30 luglio 1864 da sud-est, lo definì il miglior punto di vista per studiare le cime del gruppo. Da qui la vista sull’intero bacino del ghiacciaio dei Forni e il circondario è ampia ed eccezionale. La Guida alla Valtellina edita nel 1884 dal CAI di Sondrio scrive in proposito: "Il Confinale… E’ un grande ammasso di rocce scistose che staccandosi dal Gran Zebrù si protende in direzione da est a ovest tra la valle Zebrù e la valle del Forno. John Ball (Central Alps) dice che "sul monte Confinale godesi di una di quelle vedute che diverrà sempre più celebre a misura che sarà più conosciuta."

Per anni la salita più frequentata è stata quella per la cresta sud-ovest, passando per le baite dell’Ablès poi seguendo la Val Pasquale fino al colle che porta ad ammirare il lago Confinale e quindi lungo la cresta. In seguito alla costruzione nel 1980 del bivacco Del Piero sulla sella a quota 3166 m tra il Monte Confinale e la Cima della Manzina, la cresta est-sud-est è diventata la via normale e più frequentata della montagna.

Negli anni dopo la seconda guerra mondiale fu meta delle scolaresche della Valfurva grazie al maestro "Preostin" (Giovan Battista Compagnoni che durante la I guerra mondiale fu con Nino Calvi il primo salitore della parete nord del Pizzo Tresero), grande amante della montagna; egli portò a far amare più di altri questi luoghi che sovrastano i paesi allora votati, con la vita agricola, quasi esclusivamente al sostentamento delle comunità.

Nel settembre del 2008 a pochi metri dalla cima ad opera dei soci del CAI di Vimercate è stata messa in posa una croce con campana, divenuta nel tempo un "simbolo sociale", non più un semplice segno di vetta, simbolo cristiano in cima ad un monte.

Se dovessi consigliare a qualcuno dove passare una notte in un bivacco, certamente direi al Del Piero al Confinale, perché partendo anche al pomeriggio dal fondovalle si arriva comodamente al bivacco in poche ore. La salita alla cima del monte prende solo 30-40 minuti e il panorama di sera magari anche con foto notturne sarà unico ed indimenticabile. Al rientro al bivacco troverai il tepore delle piccole baite e magari inizierai a raccontare storie come davanti alla stufa durante le lunghe notti d’inverno. A me è capitato con dei ragazzi durante un trekking negli anni ’80. Ancora adesso qualcuno di loro si ricorda di quei momenti quando tutti rannicchiati uno vicino all’altro ascoltavano le mie storie un po’ tramandate e un po’ inventate di streghe dei tempi passati. Il silenzio fuori era irreale e i piccoli rumori della montagna amplificavano le paure per così dire inconsce che ognuno di noi ha dentro di sé. Al mattino respirerai l’aria migliore e più inebriante che avrai mai respirato e tornerai a valle felice, in pace con il mondo…

Potrebbe essere definita una montagna per quattro stagioni come d'altronde buona parte delle montagne della zona.

di Eraldo Meraldi, Guida Alpina 

SCHEDE
Itinerario escursionistico

Nei pressi del Rifugio Forni (2178 m) si sale in prossimità dell’evidente torretta sovrastante e da lì si segue il bel sentiero che sale con una lunga diagonale verso sinistra fino ad incontrare la stradina pianeggiante che porta alle Baite di Pradaccio di Sopra e subito dopo si imbocca la Val Manzina. Questo punto lo si raggiunge anche salendo dalla località Campec (2061 m) nei pressi del Rifugio Stella Alpina, lungo la stradina sterrata passando dalle Baite di Pradaccio di Sotto proseguendo fino a Pradaccio di Sopra (2298 m).
Da qui si riprende la salita lungo il sentiero per il lago della Manzina alla destra del torrente passando da un’ampia conca prativa e sassosa. Sul dosso ripido sovrastante il sentiero sale a tornanti regolari fino al falsopiano che precede il lago. Arrivati al lago sempre su sentiero si continua verso ovest su pendii in leggera salita rimontando al termine un ripido valloncello. Arrivati nella conca finale si nota sulla cresta verso nord il bivacco che si raggiunge dopo un ultimo tratto ripido. Dalla sella si segue verso sinistra l’ampia dorsale e superato un breve tratto più ripido su roccette di raggiunge l’affilata cresta finale e la si segue fino alla croce di vetta; dopo una trentina di metri si trova la cima.

Itinerario alpinistico, cresta sud-ovest
Da S.Caterina Valfurva 1734 m lungo una stradina passando dalle baite di Plazanec si arriva alle baite dell’Ablès a 2245 m. Si prosegue su in tratto ripido entrando nella Val del Pasquale continuando fino al colle da dove si vede il lago Confinale. Da qui si segue l’evidente cresta di neve e sfasciumi con brevi passaggi di I grado su roccia fino ad una zona pianeggiante. Si continua riprendendo la cresta fino ad un piccolo torrione che si può facilmente aggirare o scavalcare, quindi su sfasciumi fino alla cima.


SCHEDA: scialpinismo al Monte Confinale

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