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Primo tiro finale, durante la prima salita di 'Altro che in Scozia' (Claudio Betetto, Mirco Grasso, Luca Iacolettig 15/05/2016) parete nord Monte Cogliàns, Alpi Carniche
Fotografia di Mirco Grasso, Claudio Betetto, Luca Iacolettig
Trasferimento sul nevaio sommitale, durante la prima salita di 'Altro che in Scozia' (Claudio Betetto, Mirco Grasso, Luca Iacolettig 15/05/2016) parete nord Monte Cogliàns, Alpi Carniche
Fotografia di Mirco Grasso, Claudio Betetto, Luca Iacolettig
Durante la prima salita di 'Altro che in Scozia' (Claudio Betetto, Mirco Grasso, Luca Iacolettig 15/05/2016) parete nord Monte Cogliàns, Alpi Carniche
Fotografia di Mirco Grasso, Claudio Betetto, Luca Iacolettig
Il tracciato della via di misto 'Altro che in Scozia' (Claudio Betetto, Mirco Grasso, Luca Iacolettig 15/05/2016) parete nord Monte Cogliàns (2780m) visto dal Rauchkofel. n rosso i tiri di corda, in blu i tratti slegati
Fotografia di Mirco Grasso, Claudio Betetto, Luca Iacolettig

Monte Cogliàns e la via di misto Altro che in Scozia

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Il 15/05/2016 Mirco Grasso, Claudio Betetto e Luca Iacolettig hanno aperto 'Altro che in Scozia' (500m, M4, WI4, 85°obbl., p.90°, TD), una nuova via di arrampicata su misto sul Monte Cogliàns (2780m), Alpi Carniche.

L’inverno 2015/2016 che stentava a partire adesso - a primavera ormai inoltrata - non sembra finire mai. Conferma delle ottime condizioni invernali arrivano non solo dalle Alpi Occidentali, ma anche quelle Orientali, più precisamente dal Monte Cogliàns (2780 m), la vetta più alta del Friuli-Venezia-Giulia dove domenica scorsa Claudio Betetto, Mirco Grasso e Luca Iacolettig hanno aperto una nuova via di arrampicata su misto. La via si chiama Altro che in Scozia e corre tra la via ferrata Klettersteig der 26er (quota 2300 m ca.) e la via Koban-Prunner.

ALTRO CHE SCOZIA di Claudio Betetto

Come si sa, le cose belle nascono sempre un po’ per caso. Eravamo sulla parete Nord del Cogliàns per seguire la via “classica” invernale ma, già dopo una bella variante d’accesso al nevaio pensile, siamo stati fulminati da una linea che, a goccia cadente, scende dai pressi della cima. Ammaliati siamo riusciti a cavarcela con 8 ore di esaltazione, puro godimento alternato a sofferenza il tutto condito con un perfetto gioco di squadra.

La via nel complesso ha richiesto 1 tiro iniziale di M4 (75° minimo), il collegamento sul nevaio pensile a circa 55°, una sezione in goulotte (70°, WI2), 3 tiri di corda ( M4, WI4, 85° p. 90°) e una sezione ripida alla fine su neve dura a tratti sfondosa ( 55°-60°, p. 70°) poi a destra per cresta in breve in cima. Condizioni mediocri fino all’attacco e nel primo tiro per scarso rigelo, buone nella parte alta essendo questa sempre in ombra.

Il nome della via deriva da una nostra ossessione per la Scozia che con le sue vie di misto e i suoi folli personaggi è un nostro argomento ricorrente ogni volta che andiamo in giro a menar piccozze. Visti gli svariati spindrift da non riuscire a respirare, le scariche di neve, il ripetuto cambio di tempo meteorologico che ha alternato le nevicate al sole, abbiamo pensato ad un parallelismo con il paese anglosassone e abbiamo capito che forse non è poi così irraggiungibile, a patto di continuare a sognare.


SCHEDA: Altro che in Scozia, Monte Cogliàns

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