Laserz, nuova via Spindrift di David Lama e Peter Ortner

Il 27/12/2012 David Lama e Peter Ortner hanno aperto la via Sprindrift (600m, VIII-, M6, WI VI, A1) sulla parete nord del Laserz, Dolomiti di Lienz, Austria.
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Peter Ortner, Spindrift, Laserz
David Lama

Pochi giorni dopo l'inizio del calendario invernale sono subito protagonisti gli alpinisti austriaci David Lama e Peter Ortner che hanno registrato una difficile prima salita sulla parete nord del Laserz nelle Dolomiti di Lienz. I due hanno seguito una linea che avevano già tentato lo scorso inverno e che sale una serie di fessure e diedri nel centro della parete (più o meno tra le vie di Egger-Maier e Die Vergessene). Mentre in estate queste fessure e camini tendono ad essere bagnati, in inverno formano un terreo "eccezionale, una linea esigente ed eccitante" secondo Lama.

Dopo aver controllato per bene le previsioni meteo, il 26 dicembre i due hanno raggiunto la Dolomitenhütte, il rifugio che si trova a circa 1,5 ore dalla cima Laserz, per trascorre la notte. Partiti presto la mattina successiva hanno raggiunto la base della parete nord alle 6:00 e poi hanno arrampicato continuamente, superando la parete alta 600m, e rientrando al rifugio alle 9 di sera, dopo essersi calati lungo la parete ovest. Le difficoltà maggiori sono concentrate nella parte inferiore della via, in particolare il quarto tiro, quello chiave, con la fessura strapiombante di 5m su roccia friabile. Nella parte alta il misto ha garantito un terreno decisamente più facile, l'arrampicata è rimasta “impegnativa e sempre piccante.”

"Abbiamo chiamato la nostra via Spindrift", Lama ci ha spiegato, "per ovvi motivi! Le condizioni erano abbastanza buone così come il ghiaccio per piantare le picche, anche se posizionare delle soste ottimali non è stato facile. Durante il nostro primo tentativo l'inverno scorso siamo stati costretti a tornare indietro dopo i primi quattro tiri perché non avevamo con noi abbastanza materiale. Questa volta quindi abbiamo portato due set di friends e questo ha fatto la differenza, sono riuscito a trovare il coraggio per continuare a salire. "Nessuno spit è stato pianato e sulla via sono rimasti soltanto una manciata di chiodi normali e 2 dadi".

"L'esperienza è stata fantastica", ha concluso Lama "eravamo più o meno al nostro limite e dovevamo essere veloci perchè in inverno le giornate sono davvero corte, quindi ci sono poche foto, la macchina è rimasta nello zaino per la maggior parte del tempo. È stato bello sentirsi al limite, anche qui nelle Alpi, e trovare una linea che nessun altro aveva salito prima, proprio qui nelle montagne di casa."

Lama partirà a breve per la Patagonia, questa volta non sarà accompagnato da Ortner con il quale l'anno scorso aveva liberato la Via del Compressore sul Cerro Torre, ma insieme allo svizzero Dani Arnold.





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