Hervé Barmasse durante il primo concatenamento e traversata integrale di tutte le vette principali del massiccio del Gran Sasso d'Italia, da solo e in inverno (06-07/03/2025). Una cavalcata logica di 67km di creste, spesso complicate, per un dislivello complessivo di 7200 metri.
Alessandro Beltrame

Hervé Barmasse completa il primo concatenamento invernale di tutte le vette principali del Gran Sasso

Dal 6 al 7 marzo 2025 l'alpinista valdostano Hervé Barmasse ha completato il primo concatenamento in solitaria ed in inverno di tutte le vette principali del massiccio del Gran Sasso d'Italia.
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Hervé Barmasse durante il primo concatenamento e traversata integrale di tutte le vette principali del massiccio del Gran Sasso d'Italia, da solo e in inverno (06-07/03/2025). Una cavalcata logica di 67km di creste, spesso complicate, per un dislivello complessivo di 7200 metri.
Alessandro Beltrame

Dal 6 al 7 marzo Hervé Barmasse ha completato la prima traversata integrale di tutte le vette principali del massiccio del Gran Sasso d'Italia. Approfittando di due giornate di bel tempo, l'alpinista valdostano è partito presto giovedì 6 marzo dal Passo delle Capannelle ed ha salito e sceso in successione Monte San Franco, Monte Jenca, Pizzo Camarda, Malecoste, Monte Corvo, Pizzo Intermesoli, Giovanni Paolo II, Pizzo Cefalone, Portella e Corno Grande. Quest’ultimo, che rappresenta la cima più alta del massiccio, è stato salito e sceso con gli sci in notturna.

"Concludere in questo modo la prima giornata è stato stupendo", spiega il 47enne. "Lassù, il vento sbatteva la mia giacca, guardavo a 360 gradi le luci delle case sino al mare Adriatico, ed ero felice. Una magia e un’emozione grande, un ricordo che porterò per sempre con me".

Dopo aver trascorso la notte al ostello Campo Imperatore, Barmasse è ripartito sempre in direzione est, concatenando il Monte Aquila, Brancastello, Torri di Casanova, Monte Infornace, Monte Prena, Monte Camicia e, infine, il Monte Tremoggia. Il tutto si traduce in una cavalcata logica di 67km di creste e pareti, spesso complicate, per un dislivello complessivo di 7200 metri. Aveva con sé tutto il necessario per restare in autonomia, incluso fornello per scogliere la neve e integrazione per due giorni.

Si tratta del primo concatenamento in solitaria ed in inverno di questo genere. Commentando dopo l'impresa, Barmasse ha spiegato "Me lo aspettavo meno faticoso, ma con la neve abbondante, tra torri di roccia e canali, spesso sprofondavo sino alla vita. Però è così che mi ero immaginato questo viaggio. La dimensione avventura nasce dall’intuito e dalla creatività dell’alpinista e anche dalla sua onestà. L’anno passato, ad esempio, non c’era neve e se avessi provato, le cose sarebbero state più facili, ma avrei potuto parlare di ascensione invernale? Il calendario oggi non fa più la differenza … La nostra etica e i nostri ideali sì."

Barmasse ringrazia per il supporto: Montura, Scarpa, Vibram, Cervino Ski Paradise, Enervit, Julbo, Grivel, Kästle, ATK Bindings e Pinarello.




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