Monte Agner e lo Spigolo Nord, visto da Spiz di Lagunaz
David Leduc

David Leduc nella Valle dei Sogni: in solitaria sull’Agner e Spiz di Lagunaz

Il 29enne alpinista belga David Leduc ha salito in solitaria lo Spigolo Nord dell’Agner e il Diedro Casarotto-Radin allo Spiz di Lagunaz (Dolomiti). Un viaggio intimo su entrambi i versanti della Valle dei Sogni.
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Monte Agner e lo Spigolo Nord, visto da Spiz di Lagunaz
David Leduc

A fine luglio il 29enne belga ha salito in solitaria il classico Spigolo Nord dell'Agner e, due giorni più tardi, il Diedro Casarotto-Radin. Per il diedro, si è auto-assicurato su tutti i tiri verticali. I 1600 metri dello Spigolo invece sono stati assaporati in 3 ore e mezza di salita fino in cima, mentre gli oltre 20 tiri della Casarotto-Radin hanno richiesto un’avventura di 2 giorni, visto anche il lungo avvicinamento e la discesa, con 11 ore di salita effettiva.

"Aspettavo da qualche anno il momento giusto per salire queste vie in solitaria. Le avevo già salite 5 anni fa, ma visto il mio amore per questa valle e il numero di giorni trascorsi lungo i fiumi e circondato da queste montagne, sapevo che un giorno il sogno di tornarci in completa intimità si sarebbe avverato".

L'Agner e le Pale di San Lucano sono montagne selvagge, che offrono un alpinismo con un sapore antico dove non contano soltanto le prestazioni atletiche. Ciascuna salita dev’essere guadagnata con molto sudore solo per arrivare all’attacco, e alcune linee sono tra le più belle delle Dolomiti. Come il Diedro e lo Spigolo.

"Ritengo di aver appena fatto un bellissimo viaggio: ho visitato i due versanti opposti della Valle dei Sogni, perfetta per un sognatore come me. Tutto è andato bene, a parte il bivacco in parete sullo Spiz de Lagunaz: non ho trovato rifugio, e contrariamente alle previsioni, durante la notte ci sono stati due rovesci, e l'atmosfera burrascosa con i lampi mi ha impedito di dormire perché temevo che il sogno si sarebbe trasformato in un incubo. Fortunatamente il vero temporale non è scoppiato fino al giorno successivo, subito dopo aver finito tutte le doppie e aver iniziato a scendere".

"La 'pesantezza' della salita del diedro era l'opposto della mia sensazione sullo Spigolo. Era una leggerezza deliziosa camminare su questa cresta infinita, galoppare giù per la collina, fare l'autostop fino a valle ed essere già al terrazzo nel primo pomeriggio, con una birra in mano... Una cosa importante per me è che ho rischiato poco durante queste salite, ormai ho maturato la forma e l'esperienza necessarie, altrimenti non sarei salito."

"A proposito, un abbraccio a Lorenzo Massarotto e Marco Anghileri, romantici alpinisti che si era avventurati qui molto prima di me."




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