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La Val Trementina, Paganella
Fotografia di archivio Rolando Larcher, Luca Giupponi
Rolando Larcher in apertura del nono tiro di 50Special, Val Trementina (Paganella)
Fotografia di archivio Rolando Larcher, Luca Giupponi
Luca Giupponi in RP del quarto tiro sul passo chiave di 50Special, Val Trementina (Paganella)
Fotografia di archivio Rolando Larcher, Luca Giupponi
La guida alpina Mauro Giovanazzi
Fotografia di archivio Rolando Larcher

50Special nuova speciale via in Val Trementina di Rolando Larcher e Luca Giupponi

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In Val Trementina (Paganella) Luca Giupponi e Rolando Larcher hanno aperto e liberato 50Special, una difficile quanta bella nuova via d'arrampicata che si affaccia sulla Val d’Adige, dedicata all'amico Mauro Giovanazzi. Il doppio report di Larcher e Giupponi.

50Special, come la Vespa nella canzone di successo dei Lùnapop? No, il noto scooter qui non centra nulla! Qui conta solo la cifra, nonché l'aggettivo qualificativo!

La cifra è oramai nota... già 3 anni fa l'impiegai per il nome di una nuova via sul Monte Fibbion. Certo, invecchiando si diventa ripetitivi, ma questa volta sono giustificato, c'è da evidenziare una new entry nel club dei 50, quella di Gippo; piano piano mi raggiunge, non solo calando nel livello...

Poi ci sarebbe “l'aggettivo qualificativo positivo”: indubbiamente presuntuoso! Ma sì, per una volta la prendiamo alta, fosse solo per la grande passione e l'entusiasmo che abbiamo ancora!

“Special” è anche nella reale concretezza della via: per la qualità, l'estetica e l'impegno. Luca ed io siamo sicuri del nostro operato e del fatto che le future ripetizioni, dei soliti noti, lo confermeranno.

Infine, in accordo con Luca, desidero dedicare questo nuovo itinerario ad un caro amico. Questa non è una mia consuetudine, ma nel tempo si è concretizzato il bisogno di ricordare Mauro Giovanazzi. Spina (questo era il suo soprannome) era un amico di vecchia data, forte alpinista, Guida Alpina, Maestro di sci nonché speciale cinquantenne. Nell'aprile del 2013, l'amata-odiata neve se l'è portato via.

Mauro è uno dei tanti amici persi in montagna, ma lui mi ha segnato nel profondo. Eravamo quasi coetanei ed ho vissuto questa perdita in modo più maturo, immedesimandomi totalmente nella figura di padre e del vuoto lasciato ai figli. La reazione immediata è stata la decisione di abbandonare il freeride, il mio secondo amore dopo la scalata. Passione bellissima ad alto rischio, dove la fortuna è ancora il fattore predominante. Tutto l'anno sono esposto ai rischi stando appeso a qualche parete, forse era giunto il momento di evitare certe giornate “adrenaliniche” nella powder.

Grazie Mauro, per avermelo fatto capire!

Rolando Larcher


I 50Special di Luca Giupponi.


Immerso nella nebbia 35 anni fa scendevo il Canalone Battisti, per poi salire la via normale alla Paganella, erano le mie prime arrampicate. Dopo tanti anni mentre ridiscendo questa montagna per la Val Trementina, penso a quanto tempo è passato, a come sono volati 50 anni!

Adesso sono con Rolando, su questa parete ha già aperto una via con Nicola Sartori nel 2014, Happy Ledge.

Devo dire che all’inizio ero un po scettico, per l’estate preferivo un posto più selvaggio e isolato. Sulla qualità della roccia non avevo dubbi, avevo solo paura che mi mancasse l’isolamento e quella sensazione di stare in montagna su qualche parete sperduta. La Paganella è diventata ormai un parco divertimenti: modernissime piste da sci, percorsi di downhill, una spettacolare via ferrata che parte dalla cima e arriva in cima e lussuosi rifugi...

Quando per la prima volta mi sono affacciato alla Val Trementina, la vista della parete, un panorama mozzafiato, l'ambiente aspro e selvaggio con un salto di 2000 metri fino a Zambana, dubbi e paure sono scomparsi!

Rolando era già stato all’attacco per vedere la linea, così non perdiamo nemmeno un secondo per arrivare alla base. L'attacco della via è un posto bellissimo, da un scomodo canale si taglia a destra, si sale per roccette e si arriva ad un giardino sospeso, dove appoggia il nostro piastrone grigio di 300 metri. Qui ogni incertezza scompare, grazie Rolly per avermi convinto e grazie all’ambiente che ci regala ancora spazi vergini per salire.

Sono state 4 giornate di apertura entusiasmanti, 4 immersioni dall’alba al tramonto alla scoperta di nuovi appigli.

Il 4°, il 5° e il 6° tiro, risolvono la linea nella sua parte strapiombante senza mai scostarsi dalla verticale. Tre eleganti lunghezze che rimarranno nella mia memoria, come rimarranno alcuni momenti insoliti, come il volo di un camoscio e quello di Rolando...

Stavo assicurando Rolly mentre apriva e vengo distratto dalla corsa di 5 camosci. Il primo velocissimo, attraversando un pendio bagnato, scivola si inciampa e rotola fino in fondo. Quando si rialza non ci può credere, rimane fermo e osserva indifferente la situazione, cerca di far finta di niente, ma sopra gli altri lo guardano e sembra che ridano!

Come non ci può credere Rolando, quando sul 7° tiro, di ben 4° grado, improvvisamente gli resta in mano una bella scaglia e me lo vedo arrivare rumorosamente di fianco in sosta! Nel volo distrugge un Camalot blu...

La parete è attraversata da 3 bellissime cenge, quando arrivate all’ultima prima dei 2 tiri finali, prendetevi il tempo di andare a piedi 50 metri a destra, entrerete nel Bus delle Grole, un'enorme spettacolare cavità! La Paganella è un paradiso anche per i speleologi, la grotta Battisti parte dalla cima ed esce su queste cenge, quindi non spaventatevi se vedete delle persone camminare in mezzo alla parete!

Buone scalate a tutti

Luca Giupponi

Rolando ringrazia: La Sportiva, Montura e Petzl
Luca ringrazia: La Sportiva e Mammut


SCHEDA: 50Special, Val Trementina, Paganella

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