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Rolando Larcher sull'ultimo tiro
Fotografia di Giampaolo Calza' 'Trota'
Rolando Larcher sull'ultimo tiro
Fotografia di Giampaolo Calza' 'Trota'
Luca Giupponi sull'ultimo tiro
Fotografia di Giampaolo Calza' 'Trota'
Tracciato
Fotografia di archivio Rolando Larcher

50 anni son volati, 25 regalati! Nuova via sul Monte Fibbion

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Rolando Larcher racconta l'apertura e la prima libera di '50 anni son volati, 25 regalati' (215m, 8a+ max, 7b obbl.) nuova via, aperta per i suoi primi 50 anni con Herman Zanetti, Luca Giupponi e Alessandro Larcher, sulla parete Est del Monte Fibbion (Gruppo della Campa, Dolomiti del Brenta).

Il nome di questa nuova via è un indovinello, scelta insolita e soggettiva, assecondata con grande amicizia dai miei compagni di scalata. Un indovinello facile, scontato e quasi patetico nella prima parte, più impegnativo nella seconda, alla portata di coloro che mi conoscono da tempo. 50 anni è il traguardo raggiunto in questa splendida estate, ma 50 furono anche i metri di volo a terra, fatti 25 anni fa alla Gola di Toblino. I primi 25 vissuti normalmente, i secondi totalmente regalati, dopo esser miracolosamente sopravvissuto. Desideravo soffermarmi su questa ricorrenza e seguendo la mia passione, quale miglior modo se non aprendo e battezzando una via nella parte più recondita e selvaggia del Brenta?

Il Brenta settentrionale ancora una volta ha offerto una splendida e solida parete di calcare, il Fibbion. Uno scudo compatto che si apre in alto in quattro pilastri strapiombanti, scalato solo nel 1993 da Claudio Kerschbaumer e Donata Fiamozzi con la via Supercrack.

Iniziare questo nuovo itinerario è stato speciale, perchè ero assieme a mio figlio Alessandro, curioso di scoprire anche questa dimensione della scalata. Ha accompagnato me ed Herman, portando onorevolmente per 2 ore il suo terzo di materiale, osservandoci all'opera nell'apertura delle prime lunghezze. Bella giornata, ambiente altrettanto, roccia super, cosa chiedere di più!

Nella seconda uscita ci siamo avviati speranzosi nel terminare la via, sempre in formazione a tre, ma con il veterano Gippo (Luca Giupponi ndr) che dava il cambio ad Alex. Ci attendevano ancora circa tre tiri, due abbastanza ragionevoli che ci avrebbero portato sotto l'ultimo, un tabellone super strapiombante. Herman risolveva velocemente la sua lunghezza, altrettanto Luca lo eguagliava brillantemente, trovando un ottimo balcone come sosta, proprio alla base del pannello a 40°. Il finale spettava a me, solo al pensiero di tentarlo ero gasato ed emozionato.

L'incognita era notevole, ma non sono forse le incertezze che cerchiamo in queste avventure, ciò che ci motiva nelle fatiche? Nello specifico questa incognita, sarebbe stata quella che avrebbe dato carattere e originalità a tutto l'itinerario. Allo stesso tempo ero tranquillo, già sapevo che se non avessi trovavo le prese, a destra oltre lo spigolo, ci sarebbe stata un'uscita d'emergenza.

Partivo deciso, ma subito un duro passo di blocco stava per rovinarmi il gioco. Dopo vari tentativi e conseguenti voli, trovavo la metod giusta e speranzoso proseguivo nella scoperta. Una successione di bellissimi e atletici passi, mi portavano dopo due ore di lotta entusiasmante, alla fine dello strapiombo e delle difficoltà. In una ventina di metri di scalata ero uscito dalla verticale di 10, il tutto amplificato da un vuoto pazzesco. Infine terminavo il tiro con una facile placca ed euforici scendevamo a valle, pregustando il piacere della rotpunkt, con il finale molto vicino all'8b.

Grazie a questa splendida estate appena trascorsa, a breve ci siamo ritrovati operativi e con somma sorpresa, tutti i tiri compreso l'ultimo sono stati liberati, concludendo alla grande il progetto. Mi rimaneva solo un pizzico di rammarico, l'ultimo tiro non risultava 8b, vanificando la speranza di eguagliare 21 anni dopo, il primo 8b aperto dal basso del Brenta, il 2° tiro di Mastro Geppetto alle Tose in Val d'Ambiez (aperto assieme a Danilo Bonvecchio, probabilmente anche il primo a livello italiano). Rimane comunque una magnifica ed entusiasmante lunghezza, che se si trovasse in un luogo più accessibile, verrebbe rapidamente consumata dalle ripetizioni.

Due aneddoti di questa esperienza:

All'inizio di giugno sono salito ai piedi del Fibbion per una ricognizione. Dopo aver visionato l'attacco e disturbato una trentina di camosci, mi sono allontanato verso la Sella del Montoz, per capire dov'era la cima esatta. Quando l'ho avvistata, sulla destra controluce notavo la forma inconfondibile di un orso. La cresta di una montagna forse è un luogo inconsueto per vederlo, ma mio padre una decina di anni fa, esattamente dove stavo, aveva incontrato mamma orsa con due piccoli. La sagoma era parecchio lontana e dopo alcune foto, guardando meglio con il binocolo, capivo che non si muoveva, benchè vedessi la luce tra le sue gambe... Doveva essere certamente un sasso e facendo le proporzioni anche di grosse dimensioni. Successivamente sono andato a toccarlo con mano... guardate le foto nel portfolio!

A metà parete abbiamo trovato la finestra di una grotta ed il giorno della rotpunkt, abbiamo provato ad esplorata. Dall'imbocco esce una forte e gelida corrente d'aria, segnale che dev'essere profonda ed avere un altra apertura. La stretta grotta, si sviluppa orizzontalmente con i lati estremamente abrasivi e dopo 30 metri, un crollo blocca il passaggio, ma si intuisce che prosegue ancora. Immagino che potrà essere una buona meta per speleologi intraprendenti.

Ringrazio i miei compagni, per l'amicizia e le spensierate giornate passate assieme. E Trota (Paolo Calzà) per la pazienza e la voglia di venire sempre a farci le foto.

Rolando Larcher CAAI

Per il supporto si ringrazia:
Rolando Larcher: La Sportiva - Montura - Petzl - Totemcam
Luca Giupponi: La Sportiva - Mammut


SCHEDA: 50 anni son volati, 25 regalati - Monte Fibbion, Dolomiti di Brenta

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