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Stefano Ghisolfi libera Erebor 9b/+ nella falesia Eremo di San Paolo ad Arco
Fotografia di Sara Grippo
Stefano Ghisolfi libera Erebor nella falesia Eremo di San Paolo ad Arco. Curiosamente si tratta della prima via spittata dal 27enne climber torinese.
Fotografia di Sara Grippo
Stefano Ghisolfi libera Erebor 9b/+ nella falesia Eremo di San Paolo ad Arco, 08/01/2021
Fotografia di Sara Grippo
Stefano Ghisolfi libera Erebor 9b/+ nella falesia Eremo di San Paolo ad Arco
Fotografia di Sara Grippo

Intervista: Stefano Ghisolfi e Erebor, la via più difficile d’Italia

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Intervista al climber torinese Stefano Ghisolfi che venerdì 8 gennaio ha liberato la via d’arrampicata sportiva più difficile d’Italia, il 9b/+ di Erebor nella falesia Eremo di San Paolo ad Arco.

Cinque anni dopo aver portato il grado 9b in Italia con la prima libera di Lapsus ad Andonno, venerdì scorso il 27enne climber torinese trapiantato ad Arco Stefano Ghisolfi ha alzato l’asticella nuovamente liberando Erebor nella falesia Eremo di San Paolo. Gradata 9b/+, è una delle poche al mondo di questa difficoltà e la via d’arrampicata sportiva attualmente più difficile in Italia.

Stefano, sappiamo che Erebor è la prima via che hai spittato. Non male!
Sì, direi buona la prima! Ho scelto già da terra qualcosa che mi sembrasse molto difficile, non avevo idea di quanto però. L'unica cosa che vedevo prima di chiodarla erano le prese di partenza, e una presa a metà via che poi si è rivelata quella a cui lancio, il resto mi sembrava abbastanza liscio, ma poi in realtà ho scoperto che le prese c'erano tutte, anche se alcune molto piccole!

Allora ce la presenti? Che caratteristiche ha? Condivide sezioni di altre vie?
Ho sempre liberato connessioni o varianti di altre vie, e questa volta volevo qualcosa di nuovo e puro che non fosse parte di una via esistente. La via è quindi completamente indipendente e si trova tra il 7c+ The Scorpion King (il riscaldamento della falesia) e l'8b/+ Gravity Games. Nessuno aveva pensato di chiodare quella parte di roccia, anche se di spazio per far passare una via indipendente ce n'era. I primi 3 rinvii sono abbastanza facili, ma poi c'è il primo passo chiave che è anche il movimento singolo più duro di tutta la via. Subito dopo c'è il lancio, che una volta meccanizzato non è difficilissimo ma comunque facile da sbagliare e mancare la presa, sono caduto un po' di volte anche lì. Dopo il lancio c'è una sezione di circa 10 movimenti duri che stancano parecchio e si arriva al riposo su due tacche. Dal riposo c'è solo più l'ultimo blocco, che inizialmente mi sembrava liscio, poi dopo che ho capito come passare pensavo di non sbagliarlo e invece da stanco, arrivando da sotto, sono caduto ancora dieci volte in cima, poco prima della catena.

Quanti movimenti ci sono? Dai video sembrano mille piccoli movimenti tutti durissimi
I movimenti sono circa 45, le prese sono molto piccole quindi alcuni movimenti sono vicini ma estremi, altri invece sono distanti su prese più buone. È abbastanza varia ed è la lunghezza perfetta per una via, boulderosa ma con una componente di resistenza alla fine.

Alcuni mesi fa ti eri aggiudicato la prima ripetizione del 9b+ Change. Erebor è uno stile completamente diverso rispetto alla via in Norvegia?
Lo stile è incredibilmente diverso, ci metto circa 4 minuti ad arrivare al riposo finale, dove riposo 2 o 3 minuti e poi ci metto un minuto per l'ultimo blocco. È molto più intensa e brutale e costante, mentre Change è molto più discontinua e di resistenza, anche se penso che alla fine Change sia un po' più difficile. Se la parete di Erebor fosse continuata per ancora qualche metro con la stessa difficoltà sarebbe potuta benissimo essere dura come Change, essendo lunga praticamente la metà della via a Flatanger.

Quanto è naturale o scavata?
Siamo nel 2020 e non bisogna scavare nessuna presa, la chiodatura di una via ai giorni d'oggi deve essere naturale, e questa è una cosa che ho deciso di seguire ancora prima di iniziare a chiodarla. Se avessi scoperto che un certo punto per passare sarebbe stato necessario uno scavo, avrei abbandonato e lasciato quella parete di roccia per il futuro, per chi magari un giorno sarebbe riuscito a passare in ogni caso, ma senza scavare la roccia. Questo per rispetto per le generazioni future, di roccia ce n'è tantissima ma non è infinita, scavare una presa oggi significa limitare le possibilità del futuro, e non è quello che voglio. Questo va un po' in contrasto in realtà con il resto della falesia, ma le altre vie sono state chiodate e liberate 30 anni fa e a quei tempi era accettato anche così, gli scalatori degli anni '80 e '90 non avevano tutte le possibilità di scalare che abbiamo noi ora con palestre e strutture per allenarci, il concetto di scalata era semplicemente diverso. Lo scavare di 30 e 20 anni fa secondo me ha portato all'evoluzione della scalata fino ad oggi, ma scavare oggi significherebbe tornare indietro e non progredire.

Curiosità: come hai detto, la via più facile all'Eremo è un 7c+. Ma come fai a scaldarti?
All'inizio partivo su quella, che tra l'altro parte con il blocco più duro su biditi, quindi dopo quel 7c+ o ero caldissimo o rotto! Negli ultimi giorni più freddi però mi scaldavo nel garage a casa, arrivavo all'Eremo già caldo e partivo su Erebor per un giro di ricognizione/riscaldamento.

Venerdi faceva freddo...
Venerdì era il giorno più freddo in cui ho provato la via, ho passato tutta la giornata a lamentarmi di quanto facesse freddo per scalare ed ero abbastanza convinto che dopo avrei aspettato fino a marzo per riprovarla. Non riuscivo più a passare il primo crux perché non sentivo le prese. Poi ho deciso di provare da dopo il lancio fino alla catena e mi è venuto tutto subito per la prima volta, così ho capito che era possibile scalare anche in quelle condizioni. Ho riposato e sono ripartito e sono riuscito a passare il primo crux, poi il lancio e per la prima volta anche il blocco finale, arrivando in catena!

Prima della rotpunkt eri caduto una decina di volte sulla parte alta
Non le ho contate esattamente ma sono più di 10. Il blocco finale è difficile e strano, molto tecnico ma anche molto fisico, arrivare da sotto stanchi lo rendeva quasi impossibile. Cadevo sempre a un movimento ad aprirmi a una presa a destra, e qualche giorno prima di venerdì sono caduto ancora dopo, davvero non riuscivo a capire quanto fossi vicino a farla perché è possibile cadere proprio fino alla catena.

Domanda secca tecnica: ci sono degli incastri?
Ho trovato solo un incastro nell'ultimo riposo, uso la ginocchiera e "appoggio" il ginocchio sulla roccia più che incastrarlo, mi aiuta a scaricare e riposare un po' meglio, che è fondamentale per fare l'ultimo blocco. Ho iniziato a usarla solo negli ultimi giorni di tentativi, prima non avevo intuito questo mini incastro, ma la differenza non mi è sembrata abissale perché per un po' ho continuato a cadere sempre alla fine.

Avevi accennato che questa è la versione "facile"
La prima versione della via che ho chiodato dopo il lancio tirava su dritta, ma la parete mi sembrava troppo liscia per passare. Così ho messo uno spit leggermente più a sinistra e ho scoperto che era sempre difficile, ma possibile e ho iniziato a provare quella versione che poi è diventata Erebor. La versione originale e più difficile, la riguardavo ogni tanto calandomi, e ci sono alcune micro tacche e sembra in qualche modo si possa passare, ma non ho ancora capito come. La fine resta poi la stessa, dal riposo e l'ultimo blocco, cambia solo la parte centrale. Se si trova un modo, penso che potrebbe essere abbastanza difficile da essere almeno 9b+.

Vedremo tutto in The Climbing Diaries, la tua nuova rubrica su youtube?
L'anno scorso è nata l'idea di raccontare in modo un po' più approfondito quello che faccio, lo faccio già su alcuni social come Instagram e Facebook ma quest'anno abbiamo deciso di creare dei video un po' più lunghi e dettagliati e fare una serie di episodi su Youtube. E' quindi nata l'idea di The Climbing Diaries, un racconto a episodi in cui parlo di progetti, allenamenti, gare e altre cose che potrebbero essere interessanti, attraverso video e immagini girate da Enrico Veronese. Erebor è una di quelle cose che penso valga la pena raccontare, e sarà l'argomento del primo capitolo. E la versione più difficile di Erebor (che per ora ho chiamato The Lonely Mountain) sarà anche trattata, si vedrà!

Stefano Ghisolfi 
06/2013 - Ground Zero 9a, Tetto di Sarre, il suo primo 9a
08/2014 - Le moustache qui fâche 9a+, Entraygues, Francia
03/2015 - Demencia Senil 9a+, Margalef, Spagna
06/2015 - Biographie, 9a+, Céüse, Francia
11/2015 - Lapsus 9b, Andonno, Italia, prima libera
04/2016 - Goldrake 9a+, Cornalba, Italia
10/2016 - Jungle Boogie, 9a+, Ceuse, Francia
12/2016 - Ultimatum 9a+, Massone, Italia
01/2017 - First Round, First Minute, 9b, Margalef, Spagna
01/2017 - First Ley 9a+, Margalef, Spagna
03/2017 - La Rambla, 9a+, Siurana, Spagna
05/2017 - One Punch, 9a+, Laghel, Arco
11/2017 - One Slap, 9b, Laghel, Arco
01/2018 - La Capella, 9b, Siurana
12/2018 - Perfecto Mundo, 9b+, Margalef, Spagna, prima ripetizione
02/2019 - Queen Line, 9b, Laghel, Arco
12/2019 - Stoking the Fire, 9b, Santa Linya, Spagna
07/2020 - The Bow, 9a+, Eremo di San Paolo, Arco, prima libera
09/2020 - Change, 9b+, Flatanger, Norvegia, prima ripetizione
01/2021 - Erebor, 9b/+, Eremo di San Paolo, Arco, prima libera

Link: FB Stefano GhisolfiIG Stefano GhisolfiLa SportivaCamp

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