Elias Iagnemma e Exodia, l'intervista dopo il primo boulder al mondo proposto 9A+
A metà novembre, Elias Iagnemma ha fatto scalpore in tutto il mondo annunciando di aver finalmente completato Exodia, il suo incredibile progetto presso il Rifugio Barbara in Val Pellice in Piemonte. Dopo aver investito in oltre 200 sessioni nell’arco di quattro anni, un’impresa già di per sé straordinaria, il riservato e modesto 30enne ha trovato il coraggio di suggerire che quella che aveva appena salito fosse nettamente più difficile di qualsiasi altro blocco avesse mai scalato prima (leggi diversi 8C+ e due 9A). E che potesse persino trattarsi di un 9A+. Attualmente, il vertice del boulder è fermo al 9A, una difficoltà raggiunta per la prima volta nel 2016 da Nalle Hukkataival con il suo Burden of Dreams in Finlandia (ripetuto tra l'altro da Iagnemma nel 2024). Quasi un decennio più tardi, Iagnemma potrebbe quindi aver introdotto un livello di difficoltà inaudito e finora inesistente. Come avviene sempre per le prime salite, la sua è soltanto una proposta di grado. Un'indicazione, alla quale serviranno conferme per stabilire se questo vecchio progetto di Christian Core sia effettivamente il primo 9A+ al mondo oppure no. Nel frattempo, abbiamo sentito direttamente Iagnemma per scoprire qualcosa in più.
Raccontaci un po'. Sappiamo che era un vecchio progetto di Christian
Sì, allora, Exodia era un vecchio progetto di Christian Core, è situato sulla strada che porta al rifugio Barbara, e ho iniziato a provare questo boulder qualche volta nel 2021. Mia moglie è del Piemonte e, avendo scalato già diversi blocchi duri della zona, mi aveva indicato la linea, spiegando appunto che era ancora da liberare. Ho scritto a Christian per chiedergli un po' di info e mi ha detto che l'aveva tentato, ma era riuscito solamente ad abbozzare qualche singolo e poi l'aveva lasciato perdere perché era troppo difficile. Mi sono detto “Bene, se uno del suo calibro non era riuscito a risolvere quei movimenti, sicuramente sarà un lavoro estremamente difficile!”
Così è iniziato il mega progetto...
Per mia fortuna, il blocco è vicino alla casa qui in Piemonte, in 40 minuti sono lì e diciamo che dal 2021 ad oggi ho investito quasi tutto il mio tempo, tutte le mie energie su questo masso. Almeno sei mesi l'anno sotto il sasso. Il blocco si trova a circa 1400 metri di altezza e si può provare nelle mezze stagioni, da fine primavera-inizio estate finché non arriva la neve. Ovviamente ho iniziato con la ricerca del metodo, affinando man mano la beta, che è complessa e mi ha richiesto molte sessioni perché il blocco è veramente molto, molto articolato.
È diviso in tre sezioni se non erro. Una prima parte, il riposo a testa in giù a metà, poi la parte finale.
Sì. Nella prima sezione ci sono diverse beta, che ovviamente non cambiano la difficoltà ma semplicemente offrono possibilità diverse che si adattano alle tue caratteristiche. Sono riuscito a chiudere la prima parte abbastanza velocemente, nove movimenti che si aggirano intorno all'8B+ difficile.
Poi c'è il riposo dove molli le mani
Esatto, a testa in giù. È vero che riesci a staccare le braccia, purtroppo però, hai le gambe nella parte alta, quindi non è assolutamente un incastro "comfort". Anche perché la roccia è serpentina, tende a scivolare parecchio, devi creare una forte compressione per rimanere agganciato.
Quindi un riposo non-riposo?
Molto tecnico. Se riposavo troppo poco, ovviamente le braccia non erano pronte per affrontare la sezione successiva. Se invece riposavo troppo a lungo, sfondavo tutto l'addome e la parte dei bicipiti femorali. Il che non va bene perché le gambe mi servivano poi per affrontare la sezione finale, che è proprio tutta quanta sui tallonaggi.
Quanto riposavi?
Quando ho fatto il tentativo della salita sono riuscito a riposare per 45 secondi, che però non era il miglior tempo. Una volta sono stato su per quasi 50 secondi, però poi ho visto che mi stancava troppo le gambe e cadevo dopo, quindi ho cercato anche lì di tagliare un po’.
Poi riparti per fare la seconda parte, stimato in 8C+ blocco
Sì. Ne ho fatti diversi in questi anni e come difficoltà potrebbe starci. Non è l'8C+ più estremo del mondo, ma è molto particolare, per quanto riguarda la posizione del corpo e come imposti i talloni. C'è un tallonaggio cieco sulla parte finale, non lo vedi ed è molto di sensazione, sulla roccia serpentina praticamente senza grip. Lì è veramente molto precario, infatti la maggior parte delle ultime sessioni cadevo proprio sulla sezione finale, non perché ero stanco di braccia, ma perché purtroppo la body tension non era giusta.
Difficile quindi sapere quanto eri vicino a chiudere il blocco?
Con Exodia mi è successo diverse volte che cadevo all'ultimo movimento difficile, e mi dicevo “OK, è arrivato il momento” invece poi niente, non passavo più nella parte iniziale. Questo per due anni almeno. Andavo avanti, poi regredivo, in alcuni sessioni cadevo nella parte finale, in altri non riuscivo nemmeno a fare i singoli. È stato molto strano come processo. Non è il classico blocco che, se sei forte, sai più o meno quando riuscirai a farlo. Con Burden ad esempio sapevo a che punto ero. Vedevo i miglioramenti, avevo capito quando l’avrei chiuso. Qui assolutamente no.
Quanti tentativi riuscivi a fare in una giornata tipo?
Innanzitutto dovevo quasi sempre rivedere le varie sezioni, per capire se era il momento giusto per partire da sotto oppure no. Quando provavo il blocco da sotto, avevo massimo tre tentativi buoni. È un blocco molto fisico, molto muscolare, dopodiché mi servivono diversi giorni di riposo per recuperare al meglio.
Bestiale. La cosa che mi colpisce maggiormente comunque, a parte la difficoltà inaudita, è il fatto che in tutti questi anni ci sei stato dietro sempre, che non l'hai perso di vista come focus. Hai detto più di 200 giorni di tentativi.
Sì, probabilmente è la cosa che mi ha più contraddistinto negli anni. Per riuscire a fare delle cose nella vita sicuramente un po' di talento devi avere, ma altrettanto sicuramente non mi sento di dire che sono uno dei più grandi talenti dell'arrampicata, assolutamente no. Come non mi sento di dire che sono l'arrampicatore più forte di tutti. Anzi, probabilmente sono anche quello meno talentuoso dei top climber che ci sono oggi, al momento. Quello invece che reputo la mia vera forza è la perseveranza, la mia testa che spinge, sempre.
Sempre?
O dio no, la mia testa non è sempre fortissima nella scalata. Anche io ho le mie ansie, ho le mie paturnie, ho le mie situazioni strane. Però al netto di tutto, quello che non mi si è mai spento, quindi la mia più grande qualità secondo me, è la perseveranza. Svegliarmi ogni giorno con la voglia di rimettermi in gioco e di non abbattermi mai.
Ci saranno stati momenti di sfiducia, no?
Certo, ci sono stati molti momenti in cui volevo abbandonare, perché sai, comunque quattro anni e mezzo di tentativi sono lunghi. Ma come dicevo prima, ho anche avuto la fortuna di avere il blocco vicino a casa. Era diventato una routine. Mi alzavo la mattina, bevevo il caffè, e poi via, Exodia. Andavo a letto la sera, spegnevo la luce, pensavo a Exodia. E avanti così. Se quel blocco fosse stato lontano da casa, forse sarebbe stato impossibile riuscire a dedicarci tutto quel tempo, tutte quelle energie.
Come erano le sessioni?
Diverse di volta in volta. Molte erano delle sessioni direi soporifere, in cui ero raccolto in questa situazione mistica in cui... non so bene come spiegarti. Diciamo che delle volte sembrava come se facessi un giro perfetto, e poi il mio corpo si disattivava completamente perché era svuotato dallo sforzo e non riuscivo poi a replicare quello che avevo fatto in precedenza.
E il giorno della salita?
È stato incredibile. Le condizioni erano buone e sentivo che il mio corpo era in uno stato di forma assoluto. Sono sicuro che quel giorno sarei stato in grado di ripetere qualsiasi blocco che avevo già salito in passato. Ho fatto un primo giro e sono caduto su un movimento duro verso la fine. Di norma quando arrivavo lì ero stanco e provato, invece non lo ero. Ho imprecato, un po' per le condizioni, che in realtà poi c'erano, era solamente una scusa. Dentro di me però ho detto “Va bene, non sei stanco come al solito”. Ho riposato 40 minuti e poi ho fatto il blocco.
Second go
Chiuderlo al secondo giro della giornata è stato fantastico, ma calcola che ero stato vicinissimo a chiuderlo tre settimane prima. Ero caduto dopo aver passato il crux finale, sulla parte facile, dove pensavo non fosse possibile cadere, mi era scappato il tallone! Poi per quasi tre settimane non riuscivo più a passare sulla sezione centrale. Ad un certo punto mi ero dato per spacciato, pensavo fosse finito per quest'anno, davano neve nei giorni successivi, e a quel punto non sali più perché la strada rimane chiusa. Mentalmente mi ero già proiettato alla stagione successiva.
Non eri più sotto pressione?
Secondo me quello è stato lo switch mentale che mi ha permesso di fare il blocco. Mi ero rassegnato, avevo smesso di dirmi "vado là e lo faccio". Ero salito semplicemente per vedere come andava. Ed è filato liscio!
Fantastico
Raccontare quattro anni e mezzo di tentativi è difficile, è complessa la cosa, posso dirti però che sono contento di questo traguardo perché, al di là delle difficoltà, quello che rimarrà per sempre è questo lungo processo, le emozioni che mi ha regalato questo blocco che sono state incredibilmente diverse rispetto a tutti gli altri blocchi.
Più intenso?
Oltre alla gioia, in questo momento sento che mi rimane dentro anche un po' il vuoto. Volevo così tanto che questo processo giungesse al termine, ma molte volte mi spaventava anche l'idea.
Ti spieghi meglio?
È come se tutto ad un tratto perdessi l'amore della tua vita. Qualcuno che hai corteggiato per tanto, tanto, tanto tempo. Ogni giorno provavi quelle emozioni così belle e forti, e da un momento all'altro non le proverai più. Dentro di me sento un po' questa mancanza. So che non rivivrò mai più una cosa simile. Probabilmente in tutta la mia vita non avrò mai più un processo così lungo e intenso, nel quale voglio davvero investire tutto quel tempo, tutte quelle energie. Tutto di me.
L’hai gradato 9A+. Immagino per te arrivare a dare il grado, questo suggerimento, sia stato un processo non facile. Sei il primo a proporre una nuova difficoltà.
Sì, ovviamente la mia è solamente una proposta del grado. È stata dettata intanto un po' dalla matematica, e confrontandomi con i due 9A che ho fatto in passato, Burden of Dreams e Big Slamm. E anche con Spots of Time di Aiden Roberts che ho provato brevemente. Exodia non ha un singolo intenso come il primo di Burden, ma il difficile è l’insieme dei suoi movimenti. La prima parte è 8B+, la seconda è 8C+. Se sui 9A attuali hai un blocco di 8B seguito da 8C, la matematica mi dice che la difficoltà non può restare sul 9A. Ma più che la matematica, la proposta del level-up la sentivo dentro di me. Il mio grado è derivato dalle varie performance che ho fatto nel tempo confrontandolo con i blocchi che ho ripetuto, e a mio avviso è nettamente più difficile di quelli che ho scalato finora. Sia per il tempo che mi hanno impiegato che per l'intensità dei movimenti. Ma ripeto, ovviamente la mia non è altro che una proposta. Non sto dicendo che ho fatto il blocco più duro al mondo, sto dicendo che ho fatto la mia performance più difficile in assoluto della mia carriera.
Chiaro. Ma è la prima volta che viene proposto il grado di 9A+
Certo. È una cosa sulla quale ho riflettuto a lungo ovviamente. Fare una proposta del genere non è stato facile, perché hai un doppio impatto. Il primo è quello del "Wow, Elias ha proposto il primo 9A+ al mondo! Il primo blocco del genere!" Però c'è anche l'altro lato della medaglia, che conosco benissimo, che magari un giorno arriva qualcuno e dice no, secondo me non è 9A+, è 9A. Ci sta. Ma te lo dico francamente, se Exodia non è 9A+... beh, sarà il 9A più duro del mondo.
Ne hai fatti due finora
Burden e The Big Slamm, mentre stavo dedicando 4 anni e mezzo della mia vita a Exodia. Sono fantastici, ma non tutte le mie energie erano destinate a questi boulder, per certi versi sono stati blocchi di contorno. Facciamo finta non avessi provato Exodia per tutto questo tempo, quanti altri 9A sarei stato in grado di salire in questi 4 anni e mezzo? Secondo me già diversi.
E non dare un grado? A volte capita
Ho anche pensato ad aprire il blocco senza dare un grado, ma purtroppo sarebbe finito nel dimenticatoio. Non voglio che un blocco del genere venga perduto dalla comunità arrampicatoria, ed è anche per quello che ho espresso questo grado qui. Purtroppo oggigiorno la maggior parte dei climber...
Ha bisogno di un numero?
Non dico che il numero sia una cosa sbagliata, perché fa parte del nostro sport. Per me è importante il grado, anche per sapere cosa sto affrontando, è importante capire la difficoltà. Ma ovviamente non è tutto, e nel mio caso c'è tutta la storia dietro. Quindi se non avessi dato un grado a Exodia, Exodia sarebbe morto lì con me. Ne sono sicuro al 100%. Invece non vedo l'ora che qualcuno ci si cimenti, lo provi e gli dia il vero valore che merita.
In ogni caso, hai avuto il coraggio di esprimere la tua opinione, alzando l'asticella.
Onestamente? Non ho nessun problema se domani il blocco viene ripetuto e rivalutato. Anzi, io voglio che un giorno qualcuno venga qui, a provare quei movimenti, a provare quelle sezioni, a provare le emozioni che ho provato io e che mi dica "Wow ma quanto è figo questo blocco!" Mi interessa questo, più che il grado finale.
Iagnemma ringrazia La Sportiva e Brazz












































