Trento Film Festival 2025
Michele Purin / Trento Film Festival

Trento Film Festival 2026, 19 i film selezionati nel Concorso internazionale

Per la 74° edizione del Trento Film Festival sono stati selezionati 19 film nel Concorso internazionale. 130 i film in totale da ben 38 Paesi, in programma dal 24 aprile al 3 maggio. La giuria internazionale che assegnerà le Genziane d’oro e d’argento, è composta da Benoît Aymon, Angela Benavides, Giada Colagrande, Emanuele Crialese e Kim Young-Mi.

Celebrare il cinema di montagna, la sua ricchezza e la sua complessità. Il 74. Trento Film Festival si propone ancora una volta un obiettivo alto come le vette inquadrate dalla sua metaforica macchina da presa. E il Concorso internazionale racchiude perfettamente questa volontà di descrivere e raccontare la complessità delle Terre Alte di tutto il mondo: diciannove i titoli che si contenderanno le Genziane d’oro e d’argento assegnate dalla Giuria internazionale, tredici lungometraggi e sei corti, con quindici nazionalità rappresentate: Stati Uniti, Regno Unito, Norvegia, Italia, Francia, Repubblica del Congo, Bulgaria, Bolivia, Iran, Canada, Argentina, Paesi Bassi, Cambogia, Portogallo e Georgia.

"Esistono tratti comuni tra i film? Forse sì, nella diversità delle storie e dei contesti si esalta la ricerca di modalità di narrazione non banali, che vadano oltre il cinema d’alpinismo standard, spostando l’attenzione in modo a tratti radicale: non più (solo) i contenuti ma le forme, più sperimentali in certi casi o classiche in altre ma mai didascaliche, mai solo divulgative. Come se la complessità della montagna meritasse finalmente una lingua visiva nuova, più consapevole, più aperta alla percezione nella sua totalità" spiega Mauro Gervasini, responsabile del programma cinematografico del Trento Film Festival.

"Film che si vedono ma si devono anche “sentire”, come insegnano il corto Film de roche di Laurence Olivier oppure Le chant des forêts di Vincent Munier, fresco vincitore del César come miglior documentario, o ancora il corto A Bear Remembers di Zhang & Knight, che nelle differenze è come se chiamassero lo spettatore ad ascoltare, prima di guardare", prosegue Gervasini riassumendo i contenuti dei film del Concorso internazionale. "Linee sperimentali come quelle di Trillion di Victor Kossakovsky, che rielabora con una finissima trama fotografica in bianco e nero il mito di Sisifo caro agli esistenzialisti francesi, oppure The Wind Blows Wherever It Wants del georgiano Ivan Boiko, transumanza di pastori con le loro loro greggi contemplata come fosse il flusso di un fiume, seguendo i tempi naturali della montagna. Il vento soffia dove gli pare nonostante gli uomini, verrebbe da dire. Alcuni, però, rinnovano la loro sfida nei confronti delle vette. È una sfida salutare, un misurare i propri limiti e il proprio orologio biologico senza forzare le rocce, la loro morfologia e la loro essenza. Succede nei film di alpinismo del concorso: Old Man Lightning di Dawn Kish con il leggendario climber americano John “Verm” Sherman, Girl Climber di Jon Glassberg con Emily Harrington, Pas peur du bonheur di Ambroise Abondance con l’atleta paralimpico Oscar Burnham ma anche 3000 km en bicicleta di Ivan Vescovo con l’ex biker olimpico Iñaki Mazza che a soli 21 anni ha abbandonato il circo Barnum dello sport agonistico per vivere il gesto atletico in purezza in una attraversata della Patagonia in BMX. Tra i tredici lungometraggi del concorso anche un film di finzione, The North di Bart Schrijver, al centro una amicizia messa a dura prova da un viaggio a piedi lungo le 600 miglia della Scozia".

Il Trento Film Festival affida la sua apertura all’anteprima internazionale di Per silenzio e vento di Marco Zuin – in uscita nelle sale prossimamente per Wanted -, un toccante documentario in grado di esplorare il legame spirituale tra l'uomo e l'ambiente montano, superando l’idea di alpinismo come conquista o gesto edonistico per tramutarsi in ascolto profondo, attraverso lo sguardo dello scrittore Matteo Righetto e il suo incontro con alpinisti, studiosi e chi la montagna la vive quotidianamente. Una riflessione sul valore etico dell’alta quota in un’epoca di crisi ecologica e di pressione turistica. Chiuderà la manifestazione un’altra attesa anteprima, Climbing for Life di Junji Sakamoto, l’incredibile storia di Junko Tabei, prima donna a conquistare l’Everest, nel 1975, che, nonostante la diagnosi di una malattia terminale, ha continuato fino all’ultimo a sfidare le montagne.

Dopo il successo della scorsa edizione, prosegue la rubrica Cincontri, un simbolico anello di congiunzione tra le due anime del Festival, il programma cinematografico e il programma degli eventi: in sala saranno presenti i registi e in alcuni casi i protagonisti dei film, per un vero e proprio talk che seguirà le proiezioni. Tra i protagonisti e le protagoniste il regista Matteo Oleotto con il suo Ultimo schiaffo; gli alpinisti Matteo della Bordella e Tommaso Lamantia, protagonisti di Oltre i venti del sud di Gian Luca Gasca; l’esploratrice Kim Young-Mi, regista e protagonista del film Alone in Antarctica; Um Hong-Gil, alpinista protagonista del film The Himalayas di Lee Seok-Hoon; Thomas Prenn e Francesco Acquaroli, interpreti del film Zweitland – Seconda patria di Michael Kofler, che saranno presenti alla proiezione insieme alla scrittrice Francesca Melandri; Luciano Casagrande, Giuseppe Cederna e Ram Kedar Negi Gawa, coprotagonisti del film Il rospo e il diamante di Beniamino Casagrande.

"Storie, vite, persone, montagne. I quattro elementi cardinali di un 74. Trento Film Festival che sceglie di essere umanista in un momento storico ai limiti del disumano, raccontando resistenze dalle e nelle Terre Alte: la partigiana del corto Prima dell’aurora di Chiara Zoja, la giovane guardiacaccia sudafricana in lotta con i bracconieri di The Last Ranger di Cindy Lee, i coltivatori di ulivi in Cisgiordania di Land of Canaan di Maggie Lemere, i calciatori che sfidano lo spopolamento della loro comunità montana nel greco The Goals of August di Dimitris Koutsiabasakos. E ancora le donne trentine di diverse generazioni in lotta per la loro emancipazione in Fémene di Elena Goatelli, presentato in Orizzonti vicini. Mondi diversi, prospettive lontane e vicine, e la densità delle esperienze come denominatore comune", conclude Gervasini, dando al pubblico appuntamento in sala, al Cinema Modena o al Supercinema Vittoria di Trento, per una 74a edizione che saprà regalare ancora una volta emozioni d’alta quota.

La Giuria internazionale del Concorso
Benoît Aymon, giornalista, regista, autore, fotografo e ideatore di "Passe-moi les Jumelles”, programma di punta della RTS (Radiotelevisione Svizzera), da lui prodotto per 26 anni e in onda ancora oggi: oltre 30 anni in prima serata! Benoît Aymon ha ricevuto numerosi premi ai festival del cinema di montagna. In particolare, il suo film sull'alpinista Erhard Loretan, Respirer l'odeur du ciel, ha ottenuto undici premi internazionali. Nel 2019 è stato nominato direttore artistico del FIFAD, il Festival Internazionale del Cinema Alpino di Les Diablerets, in Svizzera, membro fondatore, assieme al Trento Film Festival, dell’IAMF, International Alliance for Mountain Films. Dopo Trento, è il più antico festival del cinema di montagna al mondo. Quest'anno si celebra la sua 57a edizione.

Angela Benavides è una giornalista sportiva spagnola specializzata in alpinismo e avventura. Laureata all’Università Complutense di Madrid, è una delle voci più autorevoli nel giornalismo dedicato all’alpinismo d’alta quota. Ha costruito gran parte della sua carriera sulla piattaforma statunitense ExplorersWeb.com, dove scrive da oltre quindici anni e dove ricopre il ruolo di Senior Mountain Editor. Angela è spesso invitata a fornire analisi e commenti da testate internazionali come The Times, The i Paper, la BBC e il quotidiano spagnolo El Confidencial. Nel 2024 è stata nominata una delle 50 persone più influenti nel mondo della montagna da montagna.tv, che l’ha descritta come “la voce più autorevole al mondo in materia di montagna”. Oltre al giornalismo, Benavides ha lavorato anche come responsabile stampa di importanti spedizioni. È autrice di Cumbre! Los 14 ochomiles de Edurne Pasaban, che racconta la storia della prima donna a scalare tutte e quattordici le vette più alte del mondo.

Giada Colagrande è una regista, sceneggiatrice e video-artista italiana. Inizia la sua carriera tra video-arte e documentari sull’arte contemporanea. Nel 2002 debutta nel lungometraggio con Aprimi il cuore alla Mostra del Cinema di Venezia, dove in seguito ha presentato tutte le sue opere, tra cui Before It Had a Name, A Woman, Padre, Bob Wilson’s Life & Death of Marina Abramovic e The Abramovic Method. Ha collaborato con Willem Dafoe, Franco Battiato, Marina Abramovic e Robert Wilson. Come attrice, ha lavorato per importanti registi tra cui Abel Ferrara e Wes Anderson. Nel 2016 Giada esordisce come cantautrice e compositrice nella band The Magic Door. Nel 2023 inizia la sua ricerca musicale da solista come AGADEZ, in cui unisce voce e suoni rituali a collaborazioni con musicisti come Glen Velez, Loire Cotler, Angelique Kidjo e soprattutto Antonio Forcione. Appassionata di Femminino Sacro, archeo-mitologia e sciamanesimo, la sua ricerca artistica da anni unisce spiritualità e arte.

Emanuele Crialese nato a Roma nel 1965, studia regia alla New York University, dove si laurea nel 1995. Dopo aver girato diversi corti, nel 1997 esordisce nel lungometraggio con Once We Were Strangers, selezionato al Sundance Film Festival. Nel 2002 il suo secondo film, Respiro, conquista la Semaine de la Critique a Cannes ed è candidato al César e all’European Film Award: tra i film italiani più venduti del decennio, ottiene un grande successo in tutto il mondo. Nel 2006 dirige Nuovomondo, Leone d’argento Rivelazione alla 63. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia: vincitore di numerosi riconoscimenti internazionali, e di nuovo candidato agli EFA, il film è presentato negli Stati Uniti da Martin Scorsese e verrà candidato dall’Italia all’Oscar. Nel 2011 torna a Venezia con Terraferma, Premio Speciale della Giuria e Premio Pasinetti. Nel 2014 riceve il Premio Nazionale Cultura della Pace. Anche Terraferma viene nominato per rappresentare l’Italia agli Oscar. Nel 2022 il suo quinto lungometraggio, L’immensità, con Penelope Cruz è presentato in concorso a Venezia.

Kim Young-Mi, alpinista ed esploratrice sudcoreana, è la più giovane in Corea del Sud a completare le Seven Summits (le sette vette più alte di ogni continente) e la prima persona al mondo a raggiungere la cima dell’Amphu I (6.840 m). Durante i suoi vent'anni si è dedicata all'alpinismo himalayano, scalando vette come l'Everest e il Lhotse, e affrontando la "Via Coreana" sulla parete sud-ovest dell'Everest. Una missione di soccorso nel 2013 sul Gasherbrum II ha segnato un punto di svolta, spostando il suo interesse dalle scalate verticali all'esplorazione orizzontale. Da allora, Kim ha trascorso oltre un decennio portando avanti un progetto in tre fasi per attraversare l'Antartide.

Info: www.trentofestival.it




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