Queen Mary approda al Transatlantico in Valle del Sarca capitanata da Matteo Faletti e Matteo Pavana
A descrivere in maniera appropriata una parete bizzarra come il Transatlantico è riuscito molto bene Daniele Bolognani, di cui mi piacerebbe riportare le parole: “Il Transatlantico è una parete imponente sia per la verticalità, sia per il suo colore. È formato da una delle migliore rocce della Valle del Sarca, un calcare giallo-azzurro di una qualità stratosferica. La scalata è tecnica e prevalentemente di dita e di resistenza. La parete può essere considerata una grande falesia ricca di itinerari sportivi con sviluppi ridotti, cosa che permette di ripetere anche più itinerari in giornata. Esposta ad est, ideale nelle mezze stagioni (in estate in ombra già dalle 12.30) e esposta all'Ora del Garda, il vento che permette di scalare anche nei tardi pomeriggi estivi”.
Questa descrizione si trova nella scheda di Il sole e la luna, la via che Daniele ha aperto insieme a Silvia Bert nel 2024. È stata proprio durante la ripetizione di quell’itinerario assieme a Nicholas Hobley — mi fa sorridere pensare che sarà proprio lui a controllare la scheda di questa nuova via — che, un anno fa, ho notato un corridoio di una cinquantina di metri tra Il sole e la luna e Servus Franz.
Dal momento che un'apertura con Nicholas sembrava difficilmente realizzabile per questioni di distanza geografica e di tempo a disposizione, ho chiesto al Matte (secondo membro del leggendario trittico della Banda Faletti) se avesse piacere di condividere il progetto.
Sentivo di dovergli qualcosa dopo la magica apertura di misto sul Monte Nero di Presanella che mi aveva fatto conoscere anni fa. E poi la compagnia del Matte mi piace: mi sembrava una buona scusa per vederci, considerato che abitiamo a soli tre chilometri in linea d'aria e, nonostante questo, riusciamo a incontrarci fin troppo poco.
Negli anni precedenti Matte era stato costretto a fare i conti con un infortunio che lo aveva tenuto fermo a più riprese e per lungo tempo. Quando gli ho confessato che mi sarebbe piaciuto chiamare la via Tibie e PERONI, Matte è stato bloccato nuovamente per dei mesi e, nonostante il nome volesse fare ironia, ci siamo resi conto che portava semplicemente sfiga e abbiamo preferito non stuzzicare ulteriormente il malocchio.
Insomma, mi andava di condividere con lui una bella avventura, seppur su scala ridotta. Ne è uscita Queen Mary: tre tiri divertenti, fisici, di resistenza e movimento, che possono essere facilmente combinati con qualsiasi altra via della parete, magari come allenamento in vista della stagione estiva in Dolomiti.
Un grande ringraziamento ad Alice Russolo che ha dedicato il suo tempo e la sua professionalità per farci qualche foto.
– Matteo Pavana, Povo, TN
Link: www.theverticaleye.com




































