James Pearson durante la seconda salita Echo Wall sul Ben Nevis in Scozia
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A James Pearson la seconda salita di Echo Wall sul Ben Nevis

Il climber inglese James Pearson si è aggiudicato la tanto attesa prima ripetizione del capolavoro di Dave MacLeod del 2008, 'Echo Wall' sul Ben Nevis in Scozia.
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James Pearson durante la seconda salita Echo Wall sul Ben Nevis in Scozia
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Schivando le gocce di pioggia e i molesti moscerini scozzesi, giovedì il climber inglese James Pearson ha realizzato la tanto attesa seconda salita di Echo Wall sul Ben Nevis in Scozia. Si tratta del capolavoro trad di Dave MacLeod del 2008. All'epoca, dopo la libera lo scozzese non aveva proposto un grado, dando adito all'idea che si trattasse di una delle salite trad più difficili al mondo. In effetti la libera di MacLeod era avvenuta dopo due anni di mirati preparativi, che avevano incluso la free solo del 8b+ Darwin Dixit a Margalef, prima di aprire Don't Die of Ignorance, una delle salite invernali più difficili in Scozia.

Dunque, due anni dopo aver liberato il primo E11 al mondo, Rhapsody a Dumbarton Rock, Echo Wall rappresentava una sfida maggiore ed unica nel suo genere: 70 metri di movimenti lungo l'esposto spigolo, con "protezioni marginali" e un passo chiave alla fine del quale si rischiava di cadere a terra. A peggiorare il tutto, la via si trovava su una remota montagna nelle Highlands scozzesi, che solo pochissimi giorni all'anno concede buone condizioni.

Con tutti questi ingredienti, non sorprende che Echo Wall abbia ricevuto poca attenzione negli ultimi 16 anni. Ciò che sorprende, tuttavia, è la velocità con cui James Pearson ha ora effettuato la seconda salita.

Il trentunenne si è recato in Scozia verso la fine di luglio e dopo aver trovato la via e individuato come lavorarla da solo, ha rapidamente iniziato a decifrare i movimenti e a verificare le (poche) protezioni. Qualche giorno più tardi è stato raggiunto dalla moglie Caroline Ciavaldini e tre giorni fa, invece di salirla con la corda dall'alto, ha salito tutta la via dal basso ma con le protezioni già pre-posizionate, inclusa l'ultima protezione brutta prima del passo chiave, legata ad una corda statica per sicurezza. Il giorno successivo è tornato e, dopo soli 6 giorni di sforzi e nonostante condizioni tutt'altro che ideali, ha ripetuto la via, questa volta piazzando tutte le protezioni dal basso. Echo Wall ha finalmente ricevuto l'attenzione che merita, da uno degli climber trad più esperti in assoluto.

Ulteriori dettagli sulla salita di Pearson seguiranno.




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