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Etica della chiodatura alpinistica in Val Gardena

Riceviamo e volentiri pubblichiamo il Documento inviatoci da Andreas Anvidalfarei (Presidente GAG - Grupa Alpinisc Gherdeina).

Riceviamo da Andreas Anvidalfarei (Presidente GAG - Grupa Alpinisc Gherdeina) e volentieri pubblichiamo il Documento "Etica della chiodatura alpinistica in Val Gardena" firmato da:
per i Catores: Hubert Moroder; per il Gruppo Alpinisti Gardenesi: Andreas Anvidalfarei, David Demetz, Willy Comploj, Benno Vinatzer, Veronika Schrott; per l'Associazione Guide Alpine Val Gardena: Reinhard Senoner; per il Gruppo Guide Alpine Catores: Stefan Stuflesser; per il Corpo Nazionale Soccorso Alpino Val Gardena: Adam Holzknecht; Othmar Prinoth (Presidente Collegio Guide Alpine Alto Adige); Tullio Mussner (Presidente della Lia Mont Gherdëina); Manuel Runggaldier (Presidente CAI – sezione Val Gardena); Monika Insam (Presidente AVS – sezione Val Gardena); Ivo Rabanser; Manfred Stuffer.

arrampicata protezioni
G. B. Vinatzer, Val Gardena

DOCUMENTO


Etica della chiodatura alpinistica in Val Gardena

La Val Gardena gode di un'affermata storia alpinistica e ha avuto un ruolo di primo piano nell'esplorazione delle cime e pareti che la circondano. Da sempre si è cercato, mantenendo tradizione e stile, di rispettare itinerari classici e di compiere le imprese seguendo l’etica consolidatasi nel tempo. Facendo tesoro delle gesta di G. B. Vinatzer, autentico pioniere dell'arrampicata libera e seguendo il filone di Messner, i giovani scalatori gardenesi hanno continuato nello stesso stile compiendo dagli Anni Settanta in poi numerose prime ascensioni di notevoli difficoltà. Sono riusciti così nel loro intento di valorizzare le linee logiche offerte dalla natura verticale, facendo prevalentemente uso di protezioni mobili senza trapanare inutilmente e sistematicamente la roccia.

Esaminando l'evoluzione dell'arrampicata dei nostri giorni, che si muove nelle più varie direzioni, da quella consumistica dei gradi da accumulare, del fascino della presa più piccola, a quella della sua dimensione spirituale, gli scalatori della valle hanno deciso di incontrarsi per riflettere e discutere sul futuro della montagna.
Le varie associazioni alpinistiche locali (Gruppo Alpinisti Gardenesi, Corpo Nazionale Soccorso Alpino Val Gardena, Catores, Associazione Guide Alpine Val Gardena, Gruppo Guide Alpine Catores) si sono riunite in assemblea per trattare la questione dell'etica alpinistica in generale e dello stile adottato nell'apertura di itinerari nuovi in zona. Sono giunte a delle conclusioni molto intuitive e semplici:

- Innanzi tutto si auspica che vie classiche non vengano stravolte da una chiodatura sistematica a perforazione (per esempio a spit, a fittoni resinati e simili). Le vie già esistenti dovrebbero mantenere il loro carattere originario e così anche il loro valore alpinistico. L'assemblea chiede quindi a tutti gli alpinisti, arrampicatori e chiodatori di rispettare e di immedesimarsi nelle tradizioni vigenti su queste pareti, ovvero di prestare attenzione a non ledere vie già esistenti intersecandole, ricalcandole o tracciando nuovi itinerari in prossimità di esse.
o Anche in pareti con spazio sufficiente per vie nuove è importante salire dal basso, evitando di far largo uso di violenza perforante, proprio per conservare terreno d'avventura e d'esplorazione per le future generazioni, alle quali occorre rendere possibile libertà d’azione secondo le loro capacità, indubbiamente un domani più evolute.

- Un altro problema riguarda le cosiddette vie "moderne" o "sportive a spit" in ambiente alpino. Le aspre condizioni (scariche di sassi e di ghiaccio, corrosione per continua umidità, ecc.) incidono sull’affidabilità della chiodatura e possono anche comportare sporadici cedimenti della stessa. Un eventuale rinnovamento della chiodatura a perforazione da parte dell’arrampicatore risulta problematico ed improbabile e comporterebbe in ogni caso pessime tracce incancellabili (relitti degli spit precedenti).

- Itinerari superattrezzati ingannano facilmente chi esce dalla falesia, dandogli la sensazione di una totale sicurezza. Nel severo ambiente di grandi dimensioni permangono pur sempre una serie di pericoli oggettivi che si moltiplicano, inoltre, a causa dell’iperfrequentazione di dette vie. Per i motivi suesposti, le associazioni presenti hanno espresso parere contrario a tali “tracciati costruiti”.
Una maggiore sicurezza è raggiungibile facendo leva sull’autoresponsabilità di ogni singolo alpinista. Per fare ciò è importante che tutte le pubblicazioni in merito diano un quadro preciso e corretto della pericolosità e dell’impegno complessivo delle vie descritte, dando all’alpinista la possibilità di cimentarsi su itinerari adeguati alla sua preparazione, esperienza ed alle sue capacità. Ivi è compresa l’abilità e la tecnica nell’applicazione di protezioni mobili (clessidre, spuntoni, dadi, friends ecc.), indispensabile peraltro nel completare soste già esistenti, e la verifica (relativa alla sicurezza) della chiodatura che potrebbe eventualmente anche esigere la sostituzione di qualche chiodo leso o malfermo.

Per chi vuole dedicarsi all'arrampicata sportiva, la Val Gardena offre determinate zone attrezzate adeguatamente (Cansla, Frea, Busc dl Preve sono esempi).
Facendo riferimento alle Tavole di Courmayeur, al documento del Club Alpino Accademico Italiano riguardante l'etica dell'arrampicata, alla recente dichiarazione "Tirol Deklaration" delle associazioni alpine di Germania, Austria e Alto Adige in collaborazione con l’UIAA, al progetto “Mountain Wilderness Svizzera” vorremmo fare un appello a tutti gli scalatori di qualsiasi livello ed ideologia di associarsi alle nostre idee. Esse non sono intese come una restrizione, ma come forma d'espressione di maggior libertà, lasciando più spazio alla creatività di ogni arrampicatore che potrà così continuare la sua personale esplorazione (simile a quella dei primi salitori) in un ambiente di unica e naturale bellezza.

Val Gardena, autunno 2003

Firmato:
• per i Catores: Hubert Moroder;
• per il Gruppo Alpinisti Gardenesi: Andreas Anvidalfarei, David Demetz,
Willy Comploj, Benno Vinatzer, Veronika Schrott;
• per l'Associazione Guide Alpine Val Gardena: Reinhard Senoner;
• per il Gruppo Guide Alpine Catores: Stefan Stuflesser;
• per il Corpo Nazionale Soccorso Alpino Val Gardena: Adam Holzknecht;
• Othmar Prinoth (Presidente Collegio Guide Alpine Alto Adige);
• Tullio Mussner (Presidente della Lia Mont Gherdëina);
• Manuel Runggaldier (Presidente CAI – sezione Val Gardena);
• Monika Insam (Presidente AVS – sezione Val Gardena);
• Ivo Rabanser;
• Manfred Stuffer.

VAL GARDENA “TERRAIN D’AVENTURE”?
• le vie d’arrampicata esistenti devono mantenere il loro
valore alpinistico e carattere originale
• esistono splendide zone preparate per l’arrampicata
sportiva (con itinerari anche a più tiri)
• nuovi itinerari in ambiente alpino vengono aperti dal
basso (facendo prevalentemente uso di protezioni mobili),
nel rispetto dell’etica locale


Documento Etica chiodatura Val Gardena

Cansla, Val Gardena, Dolomiti

La parete di Cansla (Val Gardena - Dolomiti).

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