Alessandra Prato, Melloblocco Val Masino Val di Mello
Luca Consonni

Dietro la tracciatura del Melloblocco

Dietro al Melloblocco non ci sono solo blocchi da salire, atleti, foto o classifiche. C’è un lavoro enorme fatto di ricerca, esperienza, visione e tantissime ore passate nel bosco. Un lavoro spesso invisibile, ma fondamentale: quello del team tracciatori. Le riflessioni di Max Piazza dopo il più grande raduno mondiale di arrampicata boulder, andato in scena in Val Masino - Val di Mello dal 6 al 9 maggio 2026.
1 / 11
Alessandra Prato, Melloblocco Val Masino Val di Mello
Luca Consonni

Il bello del bouldering non è solo salire un sasso. È anche tutto quello che succede prima.

Dietro al Melloblocco non ci sono solo blocchi da salire, atleti, foto o classifiche. C’è un lavoro enorme fatto di ricerca, esperienza, visione e tantissime ore passate nel bosco. Un lavoro spesso invisibile, ma fondamentale: quello del team tracciatori.

La tracciatura non significa semplicemente trovare un sasso bello. Vuol dire camminare per giorni, osservare, immaginare linee, capire se un blocco ha senso, se è sicuro e se può regalare movimento vero e un’esperienza unica a chi lo salirà. Vuol dire scegliere le difficoltà giuste, creare varietà, dare identità a ogni linea e costruire un evento che possa coinvolgere sia chi si avvicina al boulder per la prima volta sia gli atleti di alto livello.

Dietro ogni blocco c’è un processo lungo. Tentativi, pulizia, spazzolatura, studio degli atterraggi, dubbi, confronti. A volte trovi un sasso che sembra perfetto, ma che all’ultimo si rivela non adatto all’evento: magari per motivi di sicurezza, accessibilità o semplicemente perché non trasmette quello che si cercava. Ed è proprio lì che si vede quanto conta avere esperienza e soprattutto una squadra che funziona.

Perché un team vero fa la differenza. Ognuno ha il proprio ruolo, il proprio occhio, il proprio modo di leggere la roccia. C’è chi ricerca, chi pulisce, chi prova i movimenti, chi pensa alla sicurezza, chi gestisce la logistica e chi riesce a vedere il potenziale dove altri vedono solo un masso nel bosco. C’è anche tutto il lavoro di creare accessi e piccoli sentieri cercando sempre di avere il minor impatto naturale possibile, rispettando il bosco e l’ambiente della valle.

Essere un team unito è fondamentale. La fiducia reciproca, il confronto continuo e la capacità di prendere decisioni insieme fanno parte della tracciatura tanto quanto la salita stessa.

Ogni scelta cambia tutto. La stagione, il meteo, l’umidità della roccia, l’esposizione del sasso, il tipo di atterraggio. Ci sono linee incredibili che magari devono aspettare un anno intero prima di poter essere proposte nel momento giusto.

E poi c’è una parte etica importante. Spesso durante la ricerca decidiamo volutamente di non salire alcuni blocchi, lasciando la prima salita agli atleti durante la competizione. Una scelta quasi obbligata a volte, ma anche un modo per mantenere viva la scoperta e il valore dell’ignoto.

Per noi è fondamentale anche la rivalorizzazione di sassi dimenticati nel tempo. Blocchi nascosti, coperti dal muschio o semplicemente persi nella memoria della valle, che possono tornare a vivere attraverso nuove linee e nuove idee. Incredibilmente, in una valle come la Val di Mello, il potenziale sembra ancora infinito. Ed è bellissimo vedere sempre più ragazzi appassionarsi non solo al salire i sassi, ma anche alla ricerca, alla pulizia, all’esplorazione e alla scoperta di nuove linee.

Anche la scelta dei materassi fa parte della filosofia del lavoro. Lo stesso vale per alcuni blocchi gara coperti con dei teloni per evitare che le linee si bagnino in caso di pioggia o umidità. Anche questa è una scelta che può far discutere dal punto di vista etico, ma che nasce dalla necessità di garantire continuità all’evento, preservare il lavoro fatto e permettere agli atleti di confrontarsi sulle linee pensate per la competizione.

Quando si parla dell’utilizzo di materassi da palestra non si parla di interi settori, ma di alcuni sassi specifici particolarmente alti. Una scelta magari discutibile dal punto di vista etico, perché è giusto distinguere una salita protetta con un grande materasso da palestra che rende la caduta molto più sicura e controllata da una salita affrontata con i classici tre strati di crashpad. Ma in un evento importante come il Melloblocco la sicurezza degli atleti resta comunque una priorità assoluta.

Spesso chi arriva all’evento vede solo il risultato finale: il blocco pronto, pulito e segnato. Ma dietro c’è un’enorme quantità di lavoro fisico e mentale, fatto di chilometri nel bosco, decisioni difficili, collaborazione e amore per la roccia. Ed è giusto dare valore a chi rende possibile tutto questo.

E forse una delle soddisfazioni più grandi è proprio vedere la gente scalare quei blocchi. Vedere non solo gli atleti, ma anche tutte le altre persone provare, cadere, capire i movimenti e divertirsi su linee che mesi prima esistevano solo nella nostra testa.

In quel momento tutto il lavoro dietro le quinte prende davvero senso. Le ore nel bosco, la ricerca, i dubbi, la fatica e le decisioni difficili si trasformano in qualcosa di reale, condiviso e vivo sulla roccia.

Un grazie agli organizzatori del Melloblocco, e alla ASD Val Masino per il supporto e il lavoro costante sul territorio. E grazie anche a Brazz, che continua a supportarci con i suoi crashpad e con il sostegno a questo progetto. Infine, un grazie enorme a tutto il team tracciatori: Matteo De Zaiacomo, Isacco Saini, Andrea Pavan, Alessandra Prato, Laura Semperboni, Emanuele Ticozzi, Cristian Bubani, Sebastiano Pagani, Simone Ciappini, Luca Fiorelli

- Max Piazza, Monza




News correlate
Ultime news


Expo / News


Expo / Prodotti
Felpa da donna con cappuccio Scott Defined Light
Felpa da donna elasticizzata e ad asciugatura rapida.
HDry - Ferrino X-Dry 15+3
Ferrino X-Dry 15+3 è uno zaino da trail running. Grazie alla membrana HDry, lo zaino è completamente impermeabile.
Ferrino Summit 32 - zaino da alpinismo
Il Ferrino Summit 32+5 è lo zaino ideale per gli alpinisti che cercano leggerezza e versatilità.
Ocún Jett LU - scarpette arrampicata per vie lunghe
Scarpette d'arrampicata ideali per vie lunghe.
C.A.M.P. Photon Lock - moschettone a ghiera
Moschettone con ghiera di sicurezza per arrampicata.
Kong Lario 4 - imbragatura arrampicata con cosciali regolabili
Imbragatura a quattro fibbie completamente regolabile, ideale per alpinismo, arrampicata invernale e vie ferrate
Vedi i prodotti