Cose che capitano al Melloblocco
Il Melloblocco ha questa capacità: far capitare cose, minuscole e giganti. La giornata finale, il sabato è forse – a tal proposito – il giorno più ricco. Le cose capitate e raccontate in queste righe sono a titolo esemplificativo e non esaustivo, probabilmente un millesimo di tutte le cose capitate in questi quattro giorni di Melloblocco 2026, belle perché inattese e casuali. Sicuramente anche a te che stai leggendo è capitato qualcosa che hai pensato: sono proprio al Mello...
Il laboratorio "TickMarks" organizzato da La Sportiva con il team di tracciatura del Melloblocco, in sintesi, aveva come obiettivo condividere le buone pratiche di intervento su e intorno ai massi, teoria e pratica. Il gruppo al lavoro – composto da amatori e atleti – ha fatto il suo compito, pulendo alcuni blocchi coperti di muschio e da rami. Capita che lo sguardo attento di Andrea Pavan nota su uno dei tre sassi appena puliti alcune frecce, ancora ben evidenti. Il punto è che Pavan, autore di più di una guida "Mello Boulder" (Versante Sud) non riconosce quel sasso, che non ritrova citato neppure ne "L’arte del buciùn", il primo storico manuale.
Il nome, quindi, resta sconosciuto, ma da una breve ricerca c'è una certezza: il sasso senza nome era sicuramente arrampicato negli anni ‘80, poi la natura ha fatto il suo corso, fino a sabato 9 maggio 2026.
Matilde è per caso al Melloblocco, non arrampica e sa poco nulla di chi arrampica, però capita che dà un passaggio a James Pearson verso il blocco "Squalo nero", settore campeggi. Il tragitto in macchina è breve, comunque quando parcheggiano James sa che la bisnonna di Matilde è nata e cresciuta ai Bagni e Matilde sa che James arrampica molto forte. "Squalo nero" – per la cronaca sportiva – non è stato chiuso, unico tra tutti i "blocchi con montepremi" uomini e donne. Cose che capitano al Melloblocco.
"BLOCCHI CON MONTEPREMI", CHI HA FATTO "TOP"
"Il Melloblocco 2026 – commenta Nicola Noè per l’organizzazione – conferma ancora una volta il proprio ruolo di riferimento internazionale nel mondo del bouldering outdoor, registrando una partecipazione di altissimo livello tecnico sia nella categoria femminile sia in quella maschile. La qualità delle prestazioni e la distribuzione dei "top" testimoniano un’edizione particolarmente interessante, caratterizzata da un campo atlet* ampio, internazionale e tecnicamente di qualità assoluta".
"La proposta per le donne ha permesso una notevole densità di prestazioni elevate, con atlete provenienti da Italia, Francia, Austria, Repubblica Ceca, Lituania, Polonia e Spagna. Miriam Fogu ha chiuso con 9 top, confermando una forma eccezionale e una grande capacità di lettura dei blocchi. A seguire, con 8 top, due nomi di spicco della scena internazionale: Barbara Zangerl e Melissa Le Neve. Ottime prove anche da parte di Giulia Medici con 7 top e Ema Galeova con 6 top. La lunga lista di atlete con 3–6 top evidenzia un livello medio molto alto e una partecipazione femminile particolarmente solida e variegata".
Donne: 9 Miriam Fogu (ITA); 8 Barbara Zangerl (AUT), Melissa Le Neve (FRA); 7 Giulia Medici (ITA); 6 Ema Galeova (CZE); 3 Katarina Zimova (CZE), Lucia Malacarne (ITA), Rugile Tamosiunaite (LTU) e Jana Svecová (CH); 2 Lavinia Martinelli (ITA), Nina Arthaud (FRA); 1 Marta Aviles (ESP), Leonia Zajac (ITA), Eugenia Lavrushkina (POL), Eliska Handlirova (CZE), Anita Masiero (ITA).
"Nella categoria maschile con 8 top si distinguono James Pearson, di cui 3 salite flash, Gabriele Moroni e Stefano Carnati protagonisti di una prova di altissimo profilo. Subito dietro, con 7 top, Stefano Scarperi, seguito da un gruppo molto competitivo con 5–6 top, tra cui Jacopo Larcher, Silvio Reffo, Leonardo Colombo e Davide Bassotto. La presenza di atleti iconici come Elias Iagnemma e Charles Albert aggiunge ulteriore valore tecnico e culturale all’evento. La distribuzione dei risultati conferma un campo maschile estremamente solido, con un equilibrio tra atleti esperti e giovani emergenti".
Uomini: 8 James Pearson (UK), Gabriele Moroni (ITA), Stefano Carnati (ITA); 7 Stefano Scarperi (ITA); 6 Jacopo Larcher (ITA); 5 Leonardo Colombo (ITA), Silvio Reffo (ITA), Davide Bassotto (ITA); 4 Charles Albert (FRA), Elias Iagnemma (ITA); 3 Stefano Togninalli (ITA), Marco Bufalo (ITA), Stefano Parzani (ITA); 2 Petras Kastanauskas (LTU), Kevin Rudisi (ITA), Juri Unterkofer (AUT), Yannis Gautier (FRA); 1 Mattia Bernardini (ITA), Alex Tighe (FRA), Isacco Capuzzi (ITA), Arturas Volkovas (LTU), Raffaele Tangari (ITA), Elias Bignold (ITA), Francesco Morandi (ITA), Ignas Kisielius (LTU), Marco Mollo (ITA).
"L’insieme delle prestazioni evidenzia un Melloblocco capace di attrarre atlete e atleti di livello internazionale, mantenendo allo stesso tempo la propria identità inclusiva e aperta a tutte e tutti – conclude Noè – La varietà degli stili, la qualità dei blocchi e la risposta di atlete e atleti hanno contribuito a un’edizione ricca, intensa e tecnicamente tra le più significative degli ultimi anni."
MELLOBLOCCO 2006
Melloblocco 2026 è sponsorizzato da La Sportiva Title Sponsor, Decathlon Main Sponsor, E9 e Brazz VIP Sponsor, C.A.M.P., Versante Sud, for Outoor People, Lyofood e Ecogrid Premium Sponsor.
I Media Partner di Melloblocco 2026 sono Planet Mountain, Montagna TV, Desnivel, Lacrux, Gory, Epic Tv, Vertical-Life, UP climbing, Climbing Radio, Fanatic Climbing, eMontana, Wogu.
Melloblocco è organizzato da Consorzio turistico Porte di Valtellina con il contributo e la collaborazione di Comune di Val Masino e APICI International Climbing Park, con il contributo di Regione Lombardia, Provincia di Sondrio, BIM Adda, Comunità Montana Valtellina di Morbegno e Comune di Morbegno, in collaborazione con i promotori storici Michele Comi, Nicola Noè e Stefano Scetti e con il supporto di Associazione Operatori Val Masino e Associazione Val Masino Climbing.
Info: www.melloblocco.it














































