Alex Honnold sale in free solo il grattacielo Taipei 101 in Taiwan

Domenica 25 gennaio Alex Honnold ha compiuto la salita in free solo di uno degli edifici più alti del mondo, il grattacielo Taipei 101 di Taiwan.

Domenica 25 gennaio Alex Honnold ha compiuto la salita in free solo di uno degli edifici più alti del mondo, il grattacielo Taipei 101 di Taiwan. Rimandato di un giorno per il maltempo, l'evento è stato trasmesso in diretta su Netflix. Honnold ha impiegato 1 ora e 31 minuti per scalare l'edificio di 509 metri.

Il grattacielo era già stato scalato in passato, con corda ed imbrago, nel 2004 dal leggendario climber francese Alain Robert, che ha commentato l'impresa di Honnold durante la diretta della CNN.

La scalata senza corda più famosa di Honnold è stata la prima – e finora unica – free solo dell'El Capitan nello Yosemite, lungo la via Freerider nel 2017. La storica salita gli ha dato visibilità mondiale grazie al documentario vincitore dell'Oscar Free Solo, diretto da Jimmy Chin ed Elizabeth Chai Vasarhelyi. Ora, il "più grande free solo urbano di sempre" è probabile gli abbia garantito una fama ancora maggiore.

Non che a Honnold importi molto. In vista della scalata ha dichiarato che il suo "sogno di una vita" era salire un grattacielo senza corda, per scoprire come ci si sentisse a scalare un'immensa struttura artificiale come quella. Che a guardarlo fosse una persona o 2 milioni in diretta, per lui non faceva alcuna differenza, ha affermato.

L'impresa ha attirato critiche, non solo per la diretta di un evento che poteva potenzialmente finire in maniera tragica, ma anche perché il quarantenne è sposato e con due figli piccoli. Honnold ha replicato che la sua salita era sì ad alte conseguenze, ma a rischio estremamente basso, dato che le difficoltà tecniche erano sotto le sue capacità. Honnold ha 30 anni di esperienza nell'arrampicata di alto livello e si è allenato specificamente per il solo del Taipei, sia a casa che sull'edificio prima del free solo.

In un'intervista alla CNN con Elizabeth Wagmeister dieci giorni fa ha spiegato meglio cosa lo spinge a rischiare la vita, affermando: "Penso al rischio, alla morte e alla mia mortalità molto più della gente comune, semplicemente perché se fai questo tipo di arrampicata, non puoi fare a meno di pensare a queste cose. Ovviamente sei costantemente di fronte alla tua mortalità, ma scegli comunque di farlo, perché dà ricchezza e significato alla tua vita."

 
 
 
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