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La linea di Action Directe a Waldkopf, liberata da Wolfgang Güllich il 14 settembre 1991
Fotografia di Planetmountain.com
Patxi Usobiaga sale Action Direct, 9a, Frankenjura, Germania
Fotografia di Bernardo Gimenez
Alexander Megos ripete Action Directe, la via di 9a liberata da Wolfgang Güllich a Waldfkopf in Frankenjura, Germania
Fotografia di Frank Kretschmann / Red Bull Content Pool
Adam Ondra su Action Direct 9a, Frankenjura, Germania
Fotografia di Bida, www.czechclimbing.com

Action Directe, il capolavoro di Wolfgang Güllich in Frankenjura compie 25 anni

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Action Directe è stata salita per la prima volta da Wolfgang Güllich il 14 settembre 1991 a Waldkopf nel Frankenjura, Germania. La via ha stabilito un nuovo standard per l'arrampicata sportiva ed ora, esattamente venticinque anni dopo la prima salita, Planetmountain.com ritorna nel passato per saperne di più su una delle vie sportive più famose al mondo, e sul climber che l'ha liberata.

Inizi sotto la prua di 45°, mano destra su una pinza, prendi con la mano sinistra un monodito, tagliente e profondo, solo per la prima falangia, trovi l'equilibrio giusto e lancia verso l'alto, senza un attimo di esitazione, per prendere con la destra un buon bidito... Questa, in sintesi, è la quasi impossibile sequenza iniziale di Action Directe, il capolavoro di Wolfgang Güllich nella piccola falesia calcarea di Waldkopf, spersa da qualche parte nel Frankenjura e liberata dal fuoriclasse tedesco il 14 settembre 1991. Nei suoi 25 anni di storia la fama di questa via è cresciuta quasi oltre misura, superando la prova più severa di tutte, il passar del tempo, emergendo come una delle vie più famose al mondo. È l'equivalente, per l'arrampicata sportiva, di The Nose su El Capitan in Yosemite. O, per dirla in parole ancora più semplici, Action Directe rappresenta per l'arrampicata sportiva quello che Wembley rappresenta per il calcio.

In quel sabato di metà settembre, 25 anni fa, Wolfgang Güllich aveva solo 30 anni ed i 70 secondi che ha impiegato per eseguire alla perfezione i movimenti rappresentavano il culmine di una vita dedicata all'arrampicata e alla continua ricerca dell'impossibile in parete. Questa salita era il limite assoluto dell'arrampicata degli anni '90 e ancora oggi questa via resta un sogno per molti, un rito irresistibile ed un test tremendo solo per pochi. Ma come è nata questa via? Che cosa ha spinto Güllich a superare l'ennesimo confine, scrivendo definitivamente il suo nome nella storia di questo sport?

Wolfgang Güllich – una predisposizione naturale per l'arrampicata
Nato a Ludwigshafen il 24 ottobre 1960, Wolfgang Güllich ha iniziato ad arrampicare nella Südpfalz a tredici anni e ben presto tutta la sua vita ruotava intorno a questo sport. Dotato di incredibili capacità fisiche e mentali si è velocemente fatto un nome ripetendo le vie più difficili della zona per poi aprire le sue. Viaggi d'arrampicata fuori porta, nella Elbsandsteingebirge dietro la cortina di ferro nella comunista DDR, si sono rilevati formativi, come d'altronde anche i primi viaggi negli USA. Verso la fine degli anni '70 ha cominciato ad arrampicare con il fortissimo Kurt Albert che, nel 1975, aveva introdotto la filosofia "rotpunkt" che viene oggi universalmente riconosciuta come la base per misurare le performance in questo sport. Albert e Güllich hanno vissuto insieme nel Frankenjura per 11 anni formando una cordata inscindibile ed estremamente forte - tanto che nel 1984 il governo tedesco ha riconosciuto i loro servizi per l'arrampicata concedendo loro, e all'altro pioniere dell'arrampicata sportiva teutonica Sepp Gschwendtner, il più alto riconoscimento dello sport, vale a dire il "Silberne Lorbeerblatt". Güllich ha trascorso il successivo decennio arrampicando al limite in tutto il mondo, dimostrando costantemente il suo valore ed alzando l'asticella dell'arrampicata sportiva ben tre volte: nel 1984 con il primo X/8b del mondo (Kanal im Rücken, Frankenjura), nel 1985 con il primo X+/8b+ al mondo (Punks in the Gym, Mt. Arapiles, Australia) e poi due anni più tardi, nel 1987, con Wallstreet, il primo XI-/8c al mondo. L'egemonia di Gullich è stata interrotta soltanto una volta, quando Ben Moon ha varcato il nuovo regno della difficoltà nel 1990 con la sua via Hubble a Raven Tor, ritenuta da alcuni ancora più difficile di quanto l'inglese aveva inizialmente suggerito...

Campus Board – il Pan Güllich, la chiave del successo
La forza naturale di Güllich non temeva paragoni. Per lui il muscolo più importante del corpo era il cervello, ma non bastava, e per compiere un significativo passo in avanti, il suo già rigoroso allenamento avrebbe dovuto subire un cambiamento notevole. La chiave del successo poteva essere quella di concentrarsi sui requisiti specifici di ciascuna via. Con questo obbiettivo Güllich nel 1988 ha contribuito a sviluppare la Campus board nella sua palestra vicino a casa, il Campus Center. Ora il "Campus Board", chiamato Pan Güllich in italiano, si trova praticamente in ogni palestra d'arrampicata. All'epoca, l'invenzione di questo attrezzo si è rivelato fondamentale per il successo su Action Directe. Trazionare verso l'alto e, in particolare, scendere giù su piccole file di tacche si adattava perfettamente alle esigenze delle insidiose vie dello Frankenjura.

Spedizioni - cavalcando le tempeste
Nonostante le nuove generazioni conoscano Güllich per Action Directe, la sua arrampicata andava assolutamente oltre a questa fantastica via sportiva. Il successo di Güllich su Action Directe nel 1991 derivava da decenni di difficile arrampicata in tutto il mondo e la sua sete per la ricerca non era confinata alla falesia. Verso la fine degli anni '80 lo ha portato in alta montagna ed in angoli remoti del globo. Nel 1988, per dirne una, si è recato nel Karakorum in Pakistan dove, insieme a Kurt Albert, Bernd Arnold, Martin Leinauer, Hartmut Münchenbach e Martin Schwiersch, ha effettuato la prima salita in libera della Nameless Tower lungo la via Jugoslava. Solo un anno più tardi, e pochi metri a sinistra, ha aggiunto un'assoluta pietra miliare dell'arrampicata in alta quota quando, con Kurt Albert, Christof Stiegler e Milan Sykora, ha aperto Eternal Flame sulla Nameless Tower. E poi nei primi mesi del 1991, lo stesso anno quindi di Action Directe, ha trasferito queste sue capacità d'arrampicata in montagna nelle insidiose Torri del Paine in Patagonia, dove insieme a Kurt Albert, Bernd Arnold, Norbert Bätz e Peter Dittrich ha contribuito alla prima salita di Riders on the Storm. Un altro momento storico dell'arrampicata big wall. Queste spedizioni hanno convinto Güllich che l'arrampicata in quota era ancora nelle sue fasi embrionali, e gli hanno permesso di prendere un pò le distanze dal movimento, a volte critico, dell'arrampicata in Frankenjura. In più, hanno anche acceso la scintilla motivazionale che poi ha portato a quella che sarebbe diventata Action Directe.

Milano Sykora - la visione
Güllich è tornato dalle Torri del Paine altamente motivato. Dopo mesi di intenso allenamento ha confidato di essere più forte che mai, ma non aveva un progetto nel quale incanalare questa immensa forza. Fortunatamente il buon amico Milano Sykora ha indicato a Güllich il suo progetto nascosto nella foresta del Frankenjura: una splendida prua nella piccola falesia Waldkopf. Questo enorme masso dista parecchio dalle altre falesie più frequentate, e anche se un paio di altre vie sul lato destro erano già state salite, la straordinaria prua era rimasta intatta. Sykora non era molto conosciuto dai media, ma all'epoca era comunque uno dei migliori climbers tedeschi e la sua visione aveva fruttato numerose vie fino a UIAA 10. Sykora aveva spittato la linea iniziando da destra ed era riuscito a fare tutti i movimenti nella parte superiore, mentre la parte bassa la riteneva troppo difficile per lui ma comunque fattibile. Con un grande gesto ha offerto il progetto a Güllich, che prontamente ha spittato la partenza diretta. Da qui il nome. Action Directe.

Action Directe - un nuovo livello di difficoltà
Bisogna vedere con i propri occhi la prua per capire quanto sia bella, e Güllich ha subito iniziato a provare le sue straordinarie difficoltà con rinnovato vigore. Le incertezze iniziali sono state presto superate e, dopo solo 11 giorni di lavoro, ha salito tutta la sequenza senza il minimo errore, effettuando quindi la prima rotpunkt della via. Action Directe ha segnato l'inizio di un nuovo grado di difficoltà nel Frankenjura il che, come quasi sempre accade, ha avuto bisogno di tempo per essere compreso. Güllich stesso - sempre prudente - ha suggerito alla fine il grado secco di XI, il primo del suo genere sulla scala UIAA adottata in Germania. Dato il modo in cui le diverse scale di arrampicata si sovrappongono, questo equivale ad uno 8c+ oppure 9a, e negli anni la via si è stabilita come punto di riferimento mondiale per il 9a.

Wolfgang Güllich - la tragica perdita
Quando Güllich ha salito Action Directe, stava vivendo il periodo più felice della sua vita. Appena cinque giorni prima di liberare il suo capolavoro si era sposato, e non vedeva l'ora di imbarcarsi in nuove avventure che la vita gli avrebbe offerto. Nel corso del precedente decennio aveva portato l'arrampicata sportiva a nuovi livelli in termini di difficoltà assoluta, aveva esplorato l'arrampicata in alta quota sulle pareti più ostiche, ed era senza dubbio ancora molto distante dal suo apice atletico. Tutto questo improvvisamente si arrestò, in maniera crudele e tragica, il 31 agosto 1992 in seguito ad un incidente stradale sulla autobahn. L'improvvisa perdita di Güllich ha colpito a cuore la piccola comunità di climber, la sua prematura scomparsa ha lasciato un vuoto che solo nel corso del tempo è stato riempito dall'enorme patrimonio di vie che Güllich aveva lasciato per le nuove generazioni.

Alexander Adler - la prima ripetizione
Action Directe è stata ripetuta per la prima volta, quattro anni dopo la prima salita, dal talentuoso Alexander Adler. Adler aveva eseguito il suo apprendistato nella Germania dell'Est, in particolare nell'Elbsandsteingebirge vicino a Dresda, che si distingue per l'arrampicata tecnica e psicologica. Quando il muro di Berlino è caduto inaspettatamente alla fine del 1989, Adler era finalmente libero di viaggiare. Da subito ha dimostrato il suo valore nelle gare d'arrampicata, poi ha rivolto la sua attenzione ad un obbiettivo più grande, dedicando anima e corpo a questo scopo. Adler ha ammesso che la ripetizione della via era diventata un'ossessione assoluta, e alla fine una dieta rigorosa ed un allenamento estenuante ha dato i suoi frutti: il 9 settembre 1995 Action Directe si è arresa alla forza di un altro fenomeno. Da allora la linea di monoditi e biditi è stata salita soltanto da una manciata tra i migliori climbers al mondo.

Action Directe – la legegnda continua
Il richiamo di Action Directe è stato, e sarà sempre, irresistibile per l'élite verticale. Le sue ripetizioni continueranno a fare notizia. La prima salita femminile non è ancora avvenuta e, quando finalmente verrà realizzata, sarà festeggiata come un'altra pietra miliare. È interessante notare, però, che la via come era stata salita originariamente non viene quasi mai ripetuta; Güllich aveva scelto di salire la linea più dritta, quella a goccia d'acqua, direttamente attraverso la sezione più ripida della parete. Per farlo ha dovuto cambiare le mani nel buco dopo il lancio iniziale per il bidito, per poi proseguire lungo una serie di micro buchi, invece di incrociare con la mano sinistra verso destra, come fanno quasi tutti gli altri che hanno ripetuto la via. L'incrocio richiede più movimenti, ma la sequenza è meno intensa. Güllich conosceva questa variante prima della sua libera? Se sì, ha deciso volutamente di rendere le cose ancora più difficili? Forse non sapremo mai la risposta alla prima domanda, ma in risposta alla seconda, vale la pena evidenziare il fatto che Güllich non era nuovo all'approccio "chiudo gli occhi e vado su dritto": vie di grande calibro come Wallstreet, Kaum Zeit zum atmen, Amadeus Schwarzenegger, Highlight e Mikrowelle sono tutte state salite in questo stile molto diretto. Importa qualcosa se altri climbers hanno ripetuto la via utilizzando una sequenza diversa? No, assolutamente no. Le prese fanno tutte parte della via, sono vicine, logiche, sono tutti regali di Madre Natura. Sta ad ogni climber di scegliere come e quando utilizzarle. Tutte le ripetizioni di Action Directe sono risultati superlativi quindi, punto. Detto questo però, da un punto di vista della forza pura, quello che salta all'occhio è che la versione di Action Directe del 1991 di Güllich è forse ancora più difficile di quanto molti credessero. E anche se non costituisce un grado diverso, c'è un buon motivo per cui la maggior parte dei climbers sceglie di non utilizzare la sequenza originale di Wolfgang. La leggenda continua.

L'autore ringrazia Peter Beal, Martin Joisten e Alexander Megos per il loro aiuto. Lettura consigliata: Wolfgang Güllich: Action Directe di Tilmann Hepp

Action Directe (9a), Waldkopf, Frankenjura (GER) 
1. Wolfgang Güllich, Germania (14/09/1991) - prima salita
2. Alexander Adler, Germania (1995)
3. Iker Pou, Spagna (2000)
4. Dave Graham, USA (2001)
5. Christian Bindhammer, Germania (2003)
6. Richard Simpson, UK (2005) - salita contestata
7. Dai Koyamada, Giappone (2005)
8. Markus Bock, Germania (2005)
9. Kilian Fischhuber, Austria (2006)
10. Adam Ondra, Rep Ceca(2008)
11. Patxi Usobiaga, Spagna (2008)
12. Gabriele Moroni, Italia (2010)
13. Jan Hojer, Germania (2010)
14. Adam Pustelnik, Polonia (2010)
15. Felix Knaub, Germania (2011) 
16. Rustam Gelmanov, Russia (2012) 
17. Alexander Megos, Germania (2014) 
18. Felix Neumärker, Germania (2015)
19. Julius Westphal, Germania (2015)
20. Stefano Carnati, Italia (2016)

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