La frana del Trident du Tacul, massiccio del Monte Bianco. La foto è stata scattata il 26 settembre 2018 all'alba da Francesco Civra Dano
Francesco Civra Dano

Trident du Tacul, enorme frana nel massiccio del Monte Bianco

Ieri notte si è staccata un’enorme frana dal Trident du Tacul sotto il Grand Capucin (Monte Bianco).
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La frana del Trident du Tacul, massiccio del Monte Bianco. La foto è stata scattata il 26 settembre 2018 all'alba da Francesco Civra Dano
Francesco Civra Dano

È franata, nel silenzio di ieri notte, un’enorme porzione della parete sud del Trident du Tacul, una delle guglie di granito più importanti dei famosi satelliti attorno al Grand Capucin, nel massiccio del Monte Bianco.

E’ ovviamente troppo presto per stabilire con precisione le vie interessate dal crollo, ma secondo la guida alpina Enrico Bonino che proprio ieri si trovava sul Trident si tratta di almeno "un terzo della parete sud. Saranno state interessate certamente delle vie classiche, storiche, alcune vie di riferimento come la Lépiney e Les Intouchables sulla sud. Inoltre, bisogna vedere quali vie sulla vicina parete est e ovest sono state eventualmente ‘destabilizzate'."

Ieri Bonino stava arrampicando sulla parete est insieme alla sua compagna Ilaria, ma per tutta la mattina i due hanno sentito rumori profondi, diversi rispetto a quelli dell'assestamento delle terminali e delle scariche nei canali. "C’era tensione nell’aria: al terzo tiro abbiamo deciso di scendere." Questa mattina i colleghi di Bonino, facendo un sopralluogo, hanno notato l’enorme frana.

"Su una parete così uno non se lo aspetta, anche perché i satelliti sono simbolo dell’arrampicata solida sul Monte Bianco" ha raccontato la guida valdostana, aggiungendo "E’ un segnale forte del cambiamento climatico, arrivato dopo l’agosto caldissimo e l’ultima nevicata di due giorni fa. È un segnale che dovrebbe far pensare tutti gli alpinisti, dai principianti agli esperiti. Tutti dobbiamo cambiare il nostro atteggiamento verso queste pareti, siano di ghiaccio o di roccia, è un rischio serio e presente, e conviene ascoltare e prestare più attenzione ai segnali che la natura ci dà."




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