Ritorna lo Yeti
Una spedizione giapponese ha fotografato le presunte impronte dello yeti sul Dhaulagiri IV.
Una foto scattata dalla spedizione giapponese. A sinistra la presunta impronta dello Yeti, a destra l'impronta di un membro della spedizione.
E se Messner avesse avuto ragione? Dall'Himalaya arriva stamane una notizia "bomba": un gruppo di alpinisti giapponesi sostiene di aver fotografato le impronte del leggendario Yeti, sulla cui reale esistenza si dibatte ormai da decenni.
L'alpinista Kuniaki Yagihara racconta che la spedizione giapponese composta da 7 alpinisti ha trascorso 42 giorni sui pendii del Dhaulagiri, nel nord del Nepal. Si tratta del terzo viaggio nella regione per Yagihara, che ha fondato lo "Yeti Project Japan".
La spedizione avrebbe fotografato numerose impronte sulla neve ad un'altitudine di circa 4.400 metri. Yagihara sostiene addirittura di aver intravisto con il binocolo una sagoma bruna, ma di non essere sicuro che si trattasse proprio di quella dello yeti, perché si trovava troppo distante, a poco meno di un chilometro.
Francesca Colesanti
Yeti e libri
Bertini, A. "Animali misteriosi", RaccoltaBollettini del Cicap, vol. 2
Messner, R. Yeti. Leggenda e verità, Feltrinelli, Milano 1999.
Graffigna C., Yeti, Un mito intramontabile, 1999, CDA Vivalda
L'alpinista Kuniaki Yagihara racconta che la spedizione giapponese composta da 7 alpinisti ha trascorso 42 giorni sui pendii del Dhaulagiri, nel nord del Nepal. Si tratta del terzo viaggio nella regione per Yagihara, che ha fondato lo "Yeti Project Japan".
La spedizione avrebbe fotografato numerose impronte sulla neve ad un'altitudine di circa 4.400 metri. Yagihara sostiene addirittura di aver intravisto con il binocolo una sagoma bruna, ma di non essere sicuro che si trattasse proprio di quella dello yeti, perché si trovava troppo distante, a poco meno di un chilometro.
Francesca Colesanti
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Bertini, A. "Animali misteriosi", RaccoltaBollettini del Cicap, vol. 2
Messner, R. Yeti. Leggenda e verità, Feltrinelli, Milano 1999.
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