Piolets d’Or 2024: day 2
Piotr Drozdz / Piolets d’Or

Postcards dal Piolets d'Or 2024 #2

Il breve report della seconda giornata del Piolets d'Or 2024 a San Martino di Castrozza, Dolomiti.
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Piolets d’Or 2024: day 2
Piotr Drozdz / Piolets d’Or

Dopo la fitta nevicata del giorno precedente, lunedì mattina San Martino di Castrozza ci ha riservato una sorpresa inaspettata: un cielo blu terso e una vista spettacolare sulle Pale di San Martino. Uno scenario magnifico proprio a ridosso del paese, un regalo del tutto inatteso soprattutto per chi era venuto da lontano. Dagli USA, dal Giappone, dalla Georgia, Svizzera, Slovenia, Francia... molti alpinisti e giornalisti tra l'altro erano qui per la prima volta, arrivati nel cuore delle Dolomiti appositamente per celebrare insieme questi Piolets d'Or 2024.

Superato lo stupore iniziale, ecco la colazione abbondante, vestiti caldi e scarponi pesanti, per poi prendere la cabinovia Colverde e la funivia Rosetta. Lassù, a 2.500 metri di altitudine, ci attendeva l'altopiano delle Pale, sferzato da venti gelidi che, pur esaltando la bellezza del panorama, ci ricordavano che non era il caso di togliersi il berretto o i guanti. L'unica cosa sensata da fare era procedere a passo spedito nella traccia battuta dalle guide, le Aquile di San Martino, verso il bellissimo Rifugio Rosetta dove ci attendeva un buon caffè, un tè bollente e una cioccolata calda. Il meeting in quota comprendeva anche un pranzo degno di un ristorante a 5 stelle, e qualche ora più tardi la risalita alla funivia è stata ben più agevole: nel frattempo il vento era calato e, dopo la foto di rito, siamo scesi a valle. Qui ci attendeva un'altra cena indimenticabile, preludio della serata al Palasport.

Ad aprire la serata è stata Mara Nemela, Direttrice della Fondazione Dolomiti UNESCO, che ha illustrato come le Dolomiti, sito patrimonio dell'umanità, stiano affrontando tre grandi problematiche: il cambiamento climatico, l'overtourism, e la cultura della frequentazione della montagna. A questo proposito, ha sottolineato come l'alpinismo, riconosciuto come patrimonio culturale immateriale dell'umanità, possa diventare uno strumento fondamentale per affrontare queste sfide. "Le Dolomiti potranno aiutare l'alpinismo, e vice versa", per "ritrovare una frequentazione più autentica."

Chi frequenta da anni le montagne in maniera autentica e leale erano i protagonisti del prossimi intervento: le guide alpine Alessandro Baù e Nicola Tondini che, insieme al moderatore Luca Calvi, hanno illustrato "Lo spirito dell'alpinismo nelle Dolomiti." Una presentazione interessante che ha messo in evidenza il loro livello fisico e l’abilità tecnica, ma anche la loro etica rigorosa nell’apertura delle vie, poco incline a compromessi. Questo approccio ha portato alla creazione di vie di altissimo livello come Colonne d'Ercole in Civetta, Space Vertigo alle Tre Cime ed Enigma alla Torre Trieste. Tondini e Baù, da anni considerati tra i migliori dolomitisti della loro generazione, meritavano lo spazio dedicato qui al Piolets d'Or e a San Martino, per condividere la loro visione sull’evoluzione dell’arrampicata libera in Dolomiti.




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