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Nanga Parbat: Denis Urubko, Elisabeth Revol e Adam Bielecki
Fotografia di Adam Bielecki
Salvataggio su Nanga Parbat: Elisabeth Revol e Adam Bielecki in discesa sulla via Kinshofer
Fotografia di Denis Urubko
Salvataggio su Nanga Parbat: Elisabeth Revol e Adam Bielecki in discesa
Fotografia di Denis Urubko
L'alpinista francese Elisabeth Revol e il polacco Tomek Mackiewicz
Fotografia di archive Revol

Nanga Parbat: finisce l'odissea di Elisabeth Revol!

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Elisabeth Revol è stata soccorsa sul Nanga Parbat da Adam Bielecki, Denis Urubko, Jarek Botor e Piotr Tomala che hanno lavorato ininterrottamente per tutta la notte. Un elicottero ha portato la francese ad Islamabad; tornerà in Francia per curarsi i congelamenti, mentre i quattro ritorneranno a tentare di salire K2 in inverno.

Aggiornamento delle 21:40
È troppo presto ancora per analizzare a freddo queste ultime ore sul Nanga Parbat, sulle quali verranno sicuramente scritti fiumi di parole. Ma quello che rimarrà impresso è il ricordo di uno straordinario ed eroico soccorso al limite di quello che è umanamente possibile, ad altissima quota ed in pieno inverno sul Nanga Parbat, una della montagne più difficili e pericolose al mondo in estate, figuriamoci in inverno. Dopo quell’allarme lanciato dalla Revol si ricorderà l’incredibile, immediata mobilitazione polacca, la raccolta fondi senza precedenti per finanziare il volo in elicottero di quattro dei migliori alpinisti al mondo che, a oltre cento chilometri dal Nanga, erano a loro volta impegnati nell’impresa, mai riuscita finora, di salire il K2 in inverno. Senza pensarci due volte i polacchi Adam Bielecki, Jarek Botor e Piotr Tomala e il kazaco naturalizzato russo Denis Urubko si sono offerti di prestare aiuto, per cercare di realizzare quello che Bielecki stesso ha descritto come “l’impossibile”. Si ricorderanno le nuvole basse che impedivano il volo poi, ad un tratto, quella foto dell’elicottero al Campo Base del K2 e il volo che li ha portati sul Nanga Parbat, a quota 4900 metri. Poi si ricorderà quella folle corsa verso l’alto, nel buio della notte di Bielecki e Urubko sulla ghiacciata via Kinshofer mentre Botor e Tomala preparavano un campo e salivano con altro materiale. Momenti di sforzi disumani nella lotta contro il freddo, il tempo e il maltempo in arrivo. Poi, all’improvviso, il congiungimento con la Revol che nonostante i congelamenti alle mani e ai piedi era riuscita a scendere e a venir loro incontro. Che tempra. Si ricorderà la loro discesa e il bravissimo pilota che è riuscito a riportare l’elicottero in quota e a prelevarli tutti e cinque, portandoli al Campo Base, poi a Skardu ed Islamabad per prestare le prime cure. Revol ora tornerà in Francia, i quattro ritorneranno al K2. Tutto questo è successo in fretta, cosi maledettamente in fretta, ma ciò nonostante c’era sempre un pensiero per Tomek Mackiewicz rimasto a 7200 metri nella piccola tenda nella quale la Revol, in extremis, era riuscita ad accompagnarlo prima di scendere verso la salvezza. Per il 43enne polacco il salvataggio, purtroppo, si è rivelato davvero impossibile. Mackiewicz lascia a casa una moglie e tre figli. Era la settima volta che tentava di salire il Nanga Parbat in inverno, era il suo sogno assoluto e questa volta era finalmente riuscito a salire sul punto più alto. Si ricorderà quindi la gioia dell’odissea finita bene per la 37enne francese, ma anche il dolore, immenso, per la perdita di un autentico ice warrior, un vero guerriero del ghiaccio.

Aggiornamento delle 18:50

“Elisabeth, nice to see you.” Sono queste le prime parole di Denis Urubko quando, insieme a Adam Bielecki, ha finalmente raggiunto la Elisabeth Revol. Non c’è bisogno di aggiungere altro a questo straordinario file audio.

Aggiornamento delle 16:32
Elisabeth Revol arriva a Islamabad e viene accolta dall’ambasciatore francese.


Aggiornamento delle 16:32
Adam Bielecki, un'ora fa pubblica la foto di lui in parete con Denis e Elisabeth e scrive "È successo l’impossibile. Insieme a Elizabeth Revol e Denis Urubko sotto la parete Diamir. Sono stanco ma molto felice. Grazie a tutti voi per le parole gentile. Mi dispiace, ma non abbiamo avuto alcun possibilità ad aiutare Tomek."

Aggiornamento delle 12:54

Attenzione alle truffe: la spedizione polacca avverte il seguente: “Ci sono siti web che fingono di essere della fondazione Kukuczka Foundation, e stanno raccogliendo fondi per la famiglia di Tomasz Mackiewicz. Si prega di notare che al momento la Fondazione non sta effettuando tale raccolta. Fate attenzione.” Per chi volesse fare una donazione per i soccorsi ed aiutare la famiglia di Mackiewicz esiste il sito: www.gofundme.com/rescue-on-nanga-parbat

Aggiornamento delle 12:31

Ludovic Giambiasi, il compagno della Revol, ha scritto "Vorremmo ringraziare molto calorosamente tutte le persone che ci hanno aiutato nell’organizzazione e nel soccorso (in disordine e sicuramente ci sono persone che mancano dalla lista!):
L'ambasciata polacca e l'ambasciata francese, Michel Nehmé (console di Francia in Pakistan), Masha Gordon, Daniel Nardi, Stefania Mondini, Robert Szymczak, Mauri, Agostino, Riaz ul Hassan, Yann giezendanner, l'esercito pakistano, generale Khan, dott. Cauchy, il dottor Ahmad Shahab, Ali Saltoro, i piloti dell’elicottero e un posto speciale ed un grande pensiero per Anu Antonina, la moglie di Tomek e i suoi figli.
Un enorme ringraziamento ed un profondo rispetto a Denis URUBKO, Adam BIELECKI che hanno portato a termine un’impresa eccezionale. Grazie anche agli altri soccorritori Jarek e Piotrek.
Un pensiero profondo per Tomek che rimarrà per sempre scolpito nella storia di NangaParbat e del mondo intero. Ludo e Jean-Christophe"


AGGIORNAMENTO delle 10:35 Elizabeth Revol al Campo Base!
È la notizia di pochi minuti fa: la 37enne francese è stata portata a Campo Base. Dopo i primi accertamenti verrà portata in elicottero prima a Skardu, poi a Islamabad per ricevere le prime cure.

Pubblicato ore 09:42 del 28/01/2018
Impressionate, al limite del possibile, quanto i soccorritori Adam Bielecki, Denis Urubko, Jarek Botor e Piotr Tomala hanno fatto e stanno facendo in queste ore per soccorre la 37enne francese Elizabeth Revol. Dopo essere saliti in tempo record nel buio della notte Adam Bielecki e Denis Urubko avevano individuato la Elizabeth Revol grazie al suo Spot tracker e le luci della sua lampada frontale, e dopo un breve riposo è iniziata la difficile discesa sul versante Diamir. Non c’è nulla di scontato ma gli “ice warriors”, i guerrieri del ghiaccio come sono soprannominati stanno riuscendo nell’impresa che sembrava impossibile. Mentre Bielecki e Urubko scendevano insieme alla Revol, Botor e Tomala sono venuti loro incontro dal Campo 1. È di due ore fa il comunicato che i cinque sono scesi al Campo 1, e che dovrebbero arrivare fra poco gli elicotteri. Di Tomek Mackiewicz purtroppo nessuna notizia.

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