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L'alpinista Gigi Alippi, membro dei Ragni di Lecco, nato ad Abbadia Lariana il 26 febbraio del 1936
Fotografia di www.resegoneonline.it
PORTFOLIO / gallery Portfolio: Ciao Gigi Alippi
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Ciao Gigi Alippi

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Luigi Alippi si è spento oggi a Lecco all’età di 80 anni. Dalla Sud del McKinley alla Ovest del Cerro Torre fu uno dei protagonisti di una grande stagione alpinistica. Con lui se ne va uno degli alpinisti e dei simboli di Lecco. Un grande lutto per i Ragni di Lecco e per tutto il mondo dell’alpinismo.

Lecco ha perso uno dei suoi Ragni, conosciuto semplicemente come Gigi Alippi, uno dei personaggi che hanno fatto la storia alpinistica e turistica del Novecento della Grignetta, e non solo.

Gigi Alippi era nato ad Abbadia Lariana il 26 febbraio del 1936. Dopo l’alpinismo ha amato tantissimo la caccia. Era uno di quei montanari che si definiscono di vecchio stampo. Che amava prendere per mano un ragazzo alle prime armi, spiegandogli con finta severità, con toni burberi soltanto all’apparenza, i segreti della montagna.

Fu alpinista di spicco, con moltissime arrampicate, ripetizioni di vie classiche, prime salite, prime invernali, nuove vie aperte sulle Grigne, sulle Dolomiti e sulle Alpi, ma pure spaziando in Africa, Nord e Sud America, Asia, ai Poli.

Condusse il rifugio di famiglia ai Piani Resinelli e fu Guida alpina per oltre cinquant’anni. Per molte edizioni fu istruttore alla scuola Nazionale di roccia dei Ragni, formando un’intera generazione di alpinisti prevalentemente lombardi.

Ha arrampicato con i nomi più significativi tra i personaggi lecchesi, alpinisti per eccellenza, come Riccardo Cassin, Carlo Mauri, Casimiro Ferrari, Giulio Bartesaghi, Cesare Guidici, Annibale Zucchi, Det Alippi, Giuseppe Lafranconi, Giorgio Redaelli, Jack Canali, Romano Perego, Benvenuto Laritti, ma anche con monzesi, milanesi e bergamaschi, quali Romano Merendi, Luciano Tenderini, Walter Bonatti, Bruno Ferrario, Roberto Gallieni, Gianni Arcari, Giuseppe Pirovano.

Ampia e notevole l’attività svolta in campo extra-europeo.
Nel 1961 con la spedizione “Città di Lecco” gli arride la storica conquista sulla parete Sud del McKinley in Alaska;
nel 1966 vince il Monte Buckland nella Terra del Fuoco in Cile;
nel 1969 vince il Nevado Jirishanca per il versante Ovest nella Cordillera di Huayhaush in Perù,
nel 1972, sempre sulle Ande Peruviane, nella Cordillera Blanca, conquista il Nevado Huantsan Ovest (si tratta della cima realizzata nel logo della Paramount Pictures);
nel 1974 partecipa alla storica conquista dell’impossibile versante Ovest del Cerro Torre, in Argentina, la più ambita vetta patagonica;
nel 1975 partecipa alla spedizione del CAI Nazionale con obiettivo l’inviolata parete Sud del Lhotse. Il tentativo giudato da Riccardo Cassin si arresta a 1000 metri dalla vetta a causa di una serie di catastrofiche valanghe;
nel 1976 partecipa alla spedizione scientifica e alpinistica organizzata da Renato Cepparo, attiva nei dintorni dell’arcipelago delle Shetland australi;
nel 1983 partecipa alla spedizione del CAI Sezione di Lecco che ha per obiettivo la Cima Est del Lhotse Shar, respinta a circa 1200 metri dalla vetta per le condizioni climatiche particolarmente avverse;
nel 1985 prende parte con un gruppo composto da bergamaschi e altri lecchesi, alla spedizione diretta alle Isole Svalbard, nei territori artici, ai limiti della banchisa polare;
nel 1986, ricopre il ruolo di capospedizione, conseguendo un altro successo con la conquista del Sarmiento Nordovest, in Terra del Fuoco, ai confini con la Cordillera di Darwin.

A settembre del 2014 era uscito un libro “Il profumo delle mie montagne”, firmato da Gigi Alippi ed edito a cura di Alpine Studio, dove infatti sono pubblicati dei suoi brevi articoli, riguardanti la ricostruzione dei relativi periodi storici. Questi racconti ci consentono di conservare un ricordo di Gigi Alippi che vale un patrimonio, un’autentica e preziosa lezione di vita.

Ammalato dall’ultimo 14 febbraio, è morto il 28 marzo all’ospedale di Lecco. Resta il vuoto.

Gigi ci ha lasciati, non è più con noi, mancherà a tutti. Non è riuscito a vincere la partita più dura. Adesso vogliamo ricordare Gigi così, nel nostro affettuoso ricordo. Per questo lo piangiamo e lo ringraziamo al tempo stesso, nell’attesa di rivivere poi con i suoi cari e i suoi amici, quei momenti che non dimenticheremo mai più e mai più, senza di lui, sarà possibile gustare. Abbiamo avuto più volte Gigi Alippi al nostro fianco. Ma ci sarà sempre.

In questo profondo e triste momento siamo vicini con un abbraccio ai figli Moira e Stefano, alla sorella Ornella, da parte di tutti quelli che hanno goduto della stima ed amicizia di Gigi.

Renato Frigerio

I funerali di Gigi Alippi saranno celebrati mercoledì 30 marzo presso la Chiesa ai Piani Resinelli, alle ore 15.

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