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Orazio Codega, presidente e autentica anima di C.A.M.P. dagli anni Sessanta al 2004, con Premana sullo sfondo. Nato nel 1939, si è spento all'età di 80 anni.
Fotografia di archivio famiglia Codega
Orazio Codega (secondo da sinistra) con i fratelli Benedetto, Nicolino e Samuele.
Fotografia di archivio famiglia Codega
Orazio Codega al passo Sella con il gruppo del Sassolungo, Dolomiti
Fotografia di archivio famiglia Codega

Orazio Codega, storico presidente e anima di CAMP, ci ha lasciati

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Orazio Codega, presidente e autentica anima di C.A.M.P. ci ha lasciato all’età di 80 anni. Dagli anni Sessanta al 2004 ha guidato l'azienda di Premana aiutandola a diventare uno degli assoluti leader mondiali nella produzione di attrezzatura per la montagna.

Ci ha salutato di notte, perché di giorno le persone come lui hanno sempre qualcosa da fare. L'operosità era il suo modo di essere, in una prospettiva di servizio che andava al di là della sua azienda. Orazio Codega era un uomo che non si accontentava, che guardava avanti mettendo a frutto il talento della lungimiranza. Sapeva cogliere con prontezza i segni dei tempi, per non farsi sorprendere dal futuro che è sempre più vicino di quanto sembri. E dentro, nel profondo dell'anima, credeva in Dio: aveva una fede radicata di cui molti, oggi, sembrano vergognarsi. Ma lui no, come il suo punto di riferimento Giovanni Paolo II. Così ci piace immaginarli, l'imprenditore e il papa, per sempre insieme lungo i sentieri del cielo: eccoli, intenti a ricordare i grandi alpinisti polacchi di cui Orazio era amico e soprattutto il giorno in cui, entrambi appassionati di montagna, si incontrarono sulla Marmolada. Era l'agosto 1979, Karol Wojtyła era salito in vetta alla regina delle Dolomiti e Orazio lo raggiunse per donargli una piccozza, frutto del suo lavoro.

Fabbricare, ecco, creare qualcosa di bello e di utile, nel miglior modo possibile. In C.A.M.P. ci crediamo perché ci credeva Orazio, entrato in azienda nel 1959 e artefice principale del cambiamento: "Perché – si è chiesto un giorno – non puntare tutto sull'alpinismo?" Aveva capito, in quegli anni di boom economico, che andare in montagna era più di un gioco. Non c'erano soltanto Walter Bonatti e le sue imprese ma anche tanti appassionati, sempre più numerosi, a cui la ditta di lavorazione metallica fondata da nonno Nicola e fatta crescere da papà Antonio poteva fornire l'attrezzatura necessaria: piccozze, ramponi, chiodi, moschettoni che diventano creatività, passione, servizio. Avanti così, allora, insieme ai fratelli Benedetto, Samuele e Nicolino e senza paura di allargare l'orizzonte prima in Europa e poi oltreoceano, ponendo le basi dell'attuale dimensione internazionale di C.A.M.P.: un traguardo tutt'altro che scontato per una realtà nata a Premana, un piccolo paese racchiuso tra le montagne e che oggi, grazie a scelte giuste in anticipo sui tempi, è un marchio di riferimento mondiale all'insegna dell'innovazione. E se non c'è innovazione senza ricerca e sviluppo, già decenni fa Orazio non aveva esitato a convogliare sempre maggiori risorse in questo settore, creando le solide premesse di quello che dal 2007 è l'avanzatissimo centro R&D di C.A.M.P.

C'era una volta l'alpinismo, poi è arrivata l'arrampicata e infine ecco i lavori in altezza. Prima di lasciare il timone, nel 2004, il capitano aveva compreso che altri porti potevano essere raggiunti e nuovamente non si è fermato, preparando C.A.M.P. al suo attuale ruolo nel mondo della sicurezza sul lavoro: una visione lungimirante, come detto, lasciata in eredità ai figli e ai nipoti indirizzati sulla sua strada. Un passo alla volta, con la sana prudenza tipica degli uomini di montagna ma anche con tutto il coraggio necessario per arrivare in vetta: cuore e testa insieme, all'unisono, per guardare con fiducia al futuro nel ricordo di un homo faber nel senso più bello e pieno, da prendere ad esempio come tutti quegli irresistibili sognatori che, con talento e tenacia, sono stati capaci di realizzare i propri sogni.

Info: www.camp.it

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