Lungo le creste delle Alpi Orobie

Tra il 12 e il 24/9, Simone Moro e Mario Curnis hanno effettuato la prima traversata integrale di tutta la catena delle Alpi Orobie.




Dati tecnici:

Lunghezza oltre 200 Km.
Vette salite 100
Dislivello totale (oltre 20.000 metri)
Durata 13 giorni
Luogo di Partenza: Passo del Vivione
Luogo di Arrivo: Piani di Bobbio
Team: Simone Moro 32 anni e Mario Curnis 64 anni




nelle foto Mario Curnis in alcuni punti della lunga traversata: qui sopra in cima al Curò e in alto a destra sulla cresta della Coca.
Foto Simone Moro.


Dal 12 al 24 settembre Simone Moro e Mario Curnis, hanno effettuato la prima traversata integrale di tutta la catena delle Alpi Orobie, lungo la linea di creste che fanno da spartiacque tra la provincia di Bergamo e quelle di Brescia, Sondrio e Lecco.

I due sono partiti dal Passo del Vivione a quota 1828 metri. La prima delle oltre 100 cime salite è stata il Monte Pertecata (2270m), da lì si è susseguita una lunga ed infinita serie di vette principali, secondarie ed altre segnate sulle mappe solo come 'quote'. Le cime più note in ordine di percorso sono state: Monte Venerocolo, Gleno, Torena, Diavolo della Malgina, Coca, Porola, Scais, Curò, Redorta, Soliva, Diavolo di Tenda, Corno Stella, Toro, Fiorano, Verrobbio, Ponteranica, Tre Signori e Camisolo.

Alla fine sono stati percorsi 200 Km di infiniti saliscendi per raggiungere le cime e le guglie - tutte scalate e mai aggirate - che svettano lungo tutto lo spartiacque della Catena. Per i rifornimenti i due alpinisti hanno sempre provveduto di persona scendondo ai vari rifugi lungo il percorso.

E' stato utilizzato il minimo materiale indispensabile (non è stata usata l'imbragatura e le infinite corde doppie sono state effettuate 'old stile'). Vari i bivacchi di cui uno, quello sotto la cima del Pizzo di Scais, durante una furiosa tempesta di grandine che ha provocato (a valle ) danni per centinaia di milioni...

Niente di particolarmente grandioso dunque, anche se è stata tutt'altro che banale questa traversata che aveva un unico vincolo quello di non 'mollare' mai la cresta. Una lunga cavalcata sulle montagne di casa per un alpinismo a contatto con la natura.


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