Hansjörg Auer, Alex Blümel and David Lama durante l'acclimatamento della cresta SE di Annapurna III in Nepal il 21 aprile 2016
David Lama / Red Bull Content Pool

Annapurna III e il tentativo di David Lama, Hansjörg Auer e Alex Blümel

Il breve video del tentativo sulla Cresta Sud-Est dell’Annapurna III (7555m) effettuato la scorsa primavera da David Lama, Hansjörg Auer e Alex Blümel.
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Hansjörg Auer, Alex Blümel and David Lama durante l'acclimatamento della cresta SE di Annapurna III in Nepal il 21 aprile 2016
David Lama / Red Bull Content Pool

Nella primavera del 2016 gli alpinisti austriaci Hansjörg Auer, Alex Blümel e David Lama si sono recati in Nepal per tentare uno dei ultimi grandi problemi ancora irrisolti nel Himalaya: la cresta sudest dell’Annapurna III. Questi 2300m erano stati tentati per la prima volta nel lontano 1981 dagli britannici Nick Colton e Tim Leach che, in spedizione con Steve Bell e arrampicando nel periodo post monsonico, erano riusciti a salire 2/3 del pilastro in stile alpino prima di dover tornare indietro da quota 6500m. Negli anni che seguirono la linea è stata tentata più volte, sempre senza successo, aumentando quindi l’aura e la reputazione di questa sfida.

Superfluo ricordare che Auer, Blümel e Lama sono tre dei più forti alpinisti della nuova generazione. Dopo tre giri di acclimamento sulla cresta est - duranti i quali hanno toccato la quota massima di 6000m - i tre si sentivano pronti per un tentativo sulla famosa cresta SE. Durante il primo giorno sono saliti velocemente dalla base a 4700m lungo un couloir per raggiungere la prima spalla a 5900m, dove hanno bivaccato dietro ad un seracco. Il terreno di misto, descritto all’epoca da Colton come "not hard", si è rivelato tutt’altro che semplice e dove gli inglesi avevano goduto di temperature accettabili, i tre austriaci invece hanno dovuto lottare contro il grande freddo, il forte vento e le nevicate.

Un secondo bivacco è stato effettuato a quasi 6400m, mentre il terzo giorno si è rivelato ancora più estenuante del secondo. Arrampicando al limite, spesso in artificiale, sono riusciti a salire soltanto altri 150m circa prima di bivaccare per la terza volta. A questo punto, racconta Lama, "le possibilità di raggiungere la cima in queste condizioni, e i nostri lenti progressi, non erano grandi."

Quando di sera è arrivata la previsione meteo, che indicava la chiusura della finestra di bel tempo, ai tre è rimasta soltanto una cosa da fare: scendere. Fortunatamente la discesa è filata relativamente liscia e, dopo essere tornati al campo base, hanno definitivamente abbandonato il tentativo a metà maggio. Le riprese dal casco di Lama, pubblicate ieri, fanno intendere le difficoltà e l’esposizione totale di questa magnifica cresta rimasta, ancora una volta, inviolata.





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