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Aaron Durogati in allenamento per il Red Bull X-Alps 2017
Fotografia di Red Bull Content Pool
Aaron Durogati in allenamento per il Red Bull X-Alps 2017
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Aaron Durogati in allenamento per il Red Bull X-Alps 2017
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Il meranese Aaron Durogati, classe 1986
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Aaron Durogati e l'aria imperdibile e sempre diversa del Red Bull X-Alps 2017

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Intervista al campione di parapendio Aaron Durogati che il 2 luglio prenderà il volo da Salisburgo per partecipare al suo terzo Red Bull X-Alps, la gara in parapendio ed a piedi di oltre 1100km attraverso tutte le Alpi fino a Montecarlo.

Aaron Durogati non vede l'ora di spiccare il volo. Il 31enne atleta altoatesino sta per partecipare al suo terzo Red Bull X-Alps, l'estenuante gara attraverso gli Alpi da Salisburgo al Principato di Monaco in parapendio ed a piedi che prenderà il via il prossimo 2 luglio. Dopo il 6° posto ottenuto nel 2015 e il 7° ottenuto nel 2013, abbiamo ora chiesto al due volte vincitore della Coppa del Mondo di parlarci di questa gara e del suo speciale modo di vivere l’aria e il volo ma anche la montagna e l’alpinismo.

Aaron, come stai?
Sto molto, molto bene. Non vedo l’ora di partire per la gara

Appunto stai per partire per il tuo terzo Red Bull X-Alps… cosa ci puoi dire di questa gara?
E’ una gara molto particolare perché non è solo una gara di parapendio, anche se la parte del volo è molto molto importante. Sicuramente è una gara di endurance perché parte da Salisburgo per arrivare a Montecarlo con un percorso di oltre 1000 chilometri in linea d’aria. Questo vuol dire che l’atleta non ha altro modo se non camminare o correre per portarsi avanti e per provare a decollare, poi se il meteo non lo consente deve per forza proseguire a piedi. Questo è come funziona la gara... in realtà tutto è molto più complesso perché per riuscire ad attraversare le Alpi volando e camminando non basta essere in forma o saper volare bene ma sono importantissime anche la preparazione e la scelta dei materiali, dalla banale scelta delle scarpe o dell’abbigliamento per poi andare più nello specifico con l’attrezzatura da volo, gli strumenti di navigazione… insomma è una gara difficile e molto complessa…

Detto così però sembra ancora quasi “semplice”. Allora proviamo a ribaltarla… Cos’hai imparato da questa gara nelle due volte che l’hai corsa? Ricordiamo che nel 2013 sei arrivato 6° e nel 2015 7°.
Diciamo che in ciascuna di quelle due edizioni ho fatto alcuni errori da cui sicuramente ho imparato qualcosa. A partire dalla navigazione a terra poi anche per alcune scelte strategiche in volo, addirittura scelte su come gestire le proprie forze. Però, forse la lezione più grande, cioè quello che ti rimane di un X-Alps - che ripeto comunque è una corsa durissima - è la consapevolezza (almeno per me che sono arrivato al traguardo in entrambe le due edizioni in cui ho partecipato) che devi riuscire ad attraversare le Alpi, e quindi percorrere grandissime distanze, solo con le tue forze. E questa è la libertà più grande - secondo me - per un atleta che pratica il mio sport.

Hai detto un atleta del mio sport… sicuramente sei uno che vola in parapendio ma sei anche uno sciatore e sei anche un corridore… cioè che atleta sei di preciso?
Sono uno che cerca di combinare assieme le sue passioni. E forse è un po’ per questo che è difficile inquadrarmi in un unico segmento. Hai detto bene: sono uno sciatore (vengo dalle gare di sci), pratico molto lo sci ripido e un po’ anche l’alpinismo. E lo faccio per riuscire a combinare le mie passioni.

Ma qual è allora la tua qualità più grande?
Secondo me è che mi impegno molto in quello che faccio. Non penso di avere molto talento, però quando ho un obiettivo mi metto davvero di impegno e quindi mi alleno tanto. Per questo sono riuscito negli ultimi anni a raggiungere un alto livello nelle discipline che mi interessano. E questo mi permette di poter combinare varie cose. Per esempio quest’inverno ho arrampicato tanto su ghiaccio per poi volare giù con il mio compagno di arrampicata. Oppure ho potuto fare delle uscite che uniscono ghiaccio e scialpinismo e poi percorrere delle nuove linee di speed riding. Tante cose insieme… Poi sono anche riuscito a vincere per la seconda volta la Coppa del mondo di parapendio… sì forse è un po’ difficile inquadrarmi.

Però magari riusciamo a dire la tua “giornata tipo” di allenamento per questo X-Alps…
La mia giornata di allenamento cambia molto tra i mesi in cui c’è la neve e i mesi in cui non c’è. Praticamente d’inverno faccio un allenamento di scialpinismo al giorno per almeno 3 ore, 3 ore e 1/2 per 2000 / 2500 metri di dislivello, segue la parte di volo con il parapendio, e poi la sera faccio un po’ di palestra. Invece nei mesi in cui non c’è la neve corro tanto. Prevalentemente in salita (con un parapendio nello zaino di circa 2 kg e mezzo): faccio i miei 1500 / 2000 metri di dislivello e poi volo giù.

Dunque quante ore ti alleni e quanti giorni alla settimana?
Mi alleno sei giorni alla settimana con il volo, lo sci, la corsa e la palestra. In media sono dalle 5 alle 8 ore al giorno di allenamento. Poi cerco di fare un giorno di pausa alla settimana... Appunto cerco di farlo, perché anche nei giorni di pausa ho bisogno di “muovermi” e il mio modo per rilassarmi e comunque fare qualcosa l'ho trovato nella slackline.

Nell’edizione 2015 di X-Alps eri 3° a 11 km dal traguardo di Montecarlo, poi però sei finito 6°, cos’è successo?
Ho fatto una scelta sbagliata. Come in tutte le gare per fare un risultato molto buono, in questo caso non per vincere ma per andare sul podio, mi son trovato a dover fare una scelta rischiosa e… non mi è andata bene. E questo è quanto.

Come mai hai definito estrema quell’edizione 2015 del Red Bull X-Alps? Ricordiamo che l’X-Alps è per definizione estremo…
Perché abbiamo avuto almeno 3 giornate in cui le condizioni meteo erano veramente oltre il limite, con delle forze per aria così forti che era difficile riuscire a gestire il volo. Diciamo che più che gestire dovevi incassare i colpi. Una situazione così è veramente molto difficile per la testa: dal momento in cui decolli sai che non potrai più atterrare fino a sera perché il vento è troppo forte. Quindi sai che fino a sera starai per aria a prendere botte…

E a fare poca strada magari…
In realtà un giorno ho fatto poca strada perché il vento era contrario, un altro invece ce l’avevo a favore e ho percorso più di 200 chilometri. Però è stata veramente un'esperienza estrema perché non riesci più a gestire una situazione che diventa più grande di te. Quindi devi riuscire a rimanere talmente calmo e concentrato da dire: “Ok, adesso sono qui, e non posso più scendere da questa giostra.”

Quindi viene sfatata l’idea che quando volate siete tranquilli e sorridenti e che il volo all’X-Alps è il momento fisicamente più rilassante…
No, no… il momento più rilassante è quando sei a terra, perché è vero che cammini e corri però non devi usare la testa. Invece quando sei per aria… Insomma il volo di certo non è fisicamente così duro come fare 4000 o 5000 metri di dislivello di corsa. Ma la cosa che lo rende molto duro è che è la testa che lavora, che fa tutto. In volo devi mantenere una concentrazione massima.

In queste situazioni che ci hai descritto quanto pesa il rischio?
Di sicuro una gara come il Red Bull X-Alps ti porta molto al limite. Poi dipende dalle giornate, sono le condizioni della meteo che possono rendere il volo più o meno rischioso. Io tendenzialmente cerco di stare comunque il più possibile dalla parte della sicurezza. Però in giornate in cui ci sono più di 50/60 km all’ora di vento non dovresti andare a volare in parapendio… ma eravamo tutti per aria lo stesso… sicuramente è una gara che ti porta al limite.

Però voi siete preparati per affrontare quel limite, giusto?
Sicuramente, e questo è anche il motivo per cui non sono mai successi grandi incidenti.

Non a caso siete selezionati, siete piloti super… a proposito, domanda probabilmente stupida, che qualità bisogna avere per volare con il parapendio?
Credo che essenzialmente bisogna volerlo. Se uno vuole lo può fare.

Immagino però che, come tutte le cose, non sia facilissimo…
Sì, come tutte le cose. Ma non lo vedo assolutamente più difficile che imparare a sciare.

Che qualità bisogna avere per essere in pilota del Red Bull X-Alps?
Un insieme di tantissime cose. Un insieme di esperienza nel volo. Di pianificazione. Di gestione della fatica. Bisogna essere un’atleta. Bisogna avere nelle proprie corde la capacità di fare di seguito 60 / 70 / 80 / 90 chilometri a piedi… insomma di reggere alla pressione massima per almeno 8 o 10 giorni di fila.

Quanta competizione c’è tra voi?
C’è un buonissimo rapporto tra tutti gli atleti. Ci si trova anche ogni tanto con gli altri team nella stessa posizione, ci si aiuta anche tanto. Nell’edizione 2015 il ragazzo svizzero del team Svizzera 2 ha dovuto dare il paracadute di emergenza. Io mi trovavo lì e l’ho aiutato a ricucire l’imbrago perché si era rotto. Quindi c’è quello spirito che porta ad aiutarsi. Anche perché quello che si sta facendo è una cosa così grande che è sì una competizione però è anche un’avventura e quindi se puoi aiutare qualcuno lo aiuti. Poi è chiaro che quando arrivi proprio verso la fine se puoi passare qualcuno lo passi, ma se lo puoi aiutare ad armi pari lo fai.

A proposito di competizione, se ti dico Christian Maurer a cosa pensi?
Che sicuramente è l’atleta di riferimento per quanto riguarda l’X-Alps: ne ha vinti 4 di fila perciò è sicuramente il riferimento per tutti. Poi penso anche che siamo molto amici, che è una bellissima persona e che però… spero di batterlo!

Certo… quindi a cosa punti in questo X-Alps?
Di sicuro a vincere. Ma per come sono fatto se me l’avessi chiesto anche nel 2013 e nel 2015 ti avrei risposto comunque che correvo per vincere. Dal momento che parto per una competizione parto per vincere, poi quello che succede durante la gara si vedrà… Di sicuro le due edizione passate mi hanno dato tantissima esperienza e quindi sicuramente ho più possibilità di vincere rispetto a 2 anni fa o a 4 anni fa.

Sai che gli alpinisti dicono che la cosa più importante del loro andare in montagna è che riescono a capire anche qualcosa di se stessi… capita anche a te in queste competizioni?
Direi che mi succede di più in altre situazioni. E' vero che in questo tipo di competizioni ti trovi faccia a faccia con te stesso e che ti trovi a conoscere veramente i tuoi limiti però sono altre le situazioni in cui magari riesco a capire di più di certi aspetti di me stesso.

Quali sono queste situazioni?
Quando faccio delle cose in montagna da solo come lo speed riding o alpinismo… Perché comunque con i ritmi che ha una competizione così intensa come l'X-Alps, almeno a me viene più difficile ragionare su me stesso. Mentre quando sono in montagna, da solo, non sono lì per fare una gara ma per interpretare la mia visione di una linea o di qualsiasi altra cosa... ed è molto più facile pensare a se stessi, e cercare di conoscersi meglio.

All'X-Alps ogni pilota può contare su un team di supporto a terra. Quanto è importante questa squadra? Ce lo presenti?
Credo che l’insieme del team sia importantissimo per la riuscita positiva o negativa dell’X-Alps perché soprattutto da un certo punto in poi, quando comincerò ad essere veramente stanco, le scelte le discuterò anche con loro. Saremo in 4... Ondrej Pprochazka, per la pianificazione dei voli e la strategia, Matteo Vettorel che è il coordinatore del team e contatto di riferimento per l'organizzazione della gara, Isidor Fink che è il mio supporto a terra e in volo e poi Tazio Isgor, il mio fisioterapista che mi aiuterà con la gestione dei viveri.

Hai cominciato a volare in parapendio con tuo padre quando avevi 6 anni, da quando ne hai 15 voli da solo… ma quella prima volta con tuo padre te la ricordi ancora? E’ stato amore a prima vista?
Me la ricordo vagamente… comunque fin da piccolino avevo questa idea che volevo volare da solo. Quindi volare con mio padre non era la cosa più speciale del mondo: io volevo volare da solo. Difatti del mio primo volo da solo ho un ricordo molto intenso. Alla fine ho volato in tutto solo 5 o 6 volte con mio padre perché a me non interessava proprio volare con qualcuno: io volevo volare da solo.

Da sciatore conoscerai bene i vari strati e le diverse condizioni della neve… da pilota l’aria è sempre uguale? Come la descriveresti l’aria in volo?
L’aria in volo è sempre diversa. E’ proprio questo il bello: che non trovi mai le stesse condizioni. Forse la cosa più bella è che non potendo vedere come si muove l’aria, lo devi immaginare. E quindi lavori molto di esperienza, di immaginazione, di conoscenze per fare le tue scelte ed è molto gratificante quando poi queste scelte si rivelano esatte e trovi le correnti che ti permettono nuovamente di risalire. Alla fine con l'aria è un po’ come con l’acqua però non la vedi. Quindi sia le turbolenze sia le ascendenze bisogna immaginarsele.

E dunque: come te la immagini l’aria di questo prossimo X-Alps?
La vivrò giorno per giorno! Di sicuro ci saranno dei momenti in cui mi divertirò e dei momenti più duri. Comunque come nelle altre due edizioni dell’X-Alps sarà un mix di tutte le sensazioni possibili.

RED BULL X-ALPS 2017
Red Bull X-Alps 2017, l’ottava edizione dell’adventure race più estenuante al mondo, avrà inizio il 2 luglio. Per seguire la gara visita il sito redbullxalps.com e www.redbull.com la pagina Facebook facebook.com/redbullxalps.

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