A rischio di crollo la est dell'Eiger

Due milioni di metri cubi della parete est dell'Orco possono precipitare e schiantarsi a Valle a causa di un'enorme fenditura orizzontale lunga quasi 300 che incide, a 1600m di quota, la prima parte della parete orientale della mitica montagna dell'Oberland bernese, in Svizzera.
Ueli Steck

L'Eiger crolla! Non è una metafora, né il titolo di un film catastrofico. La notizia è stata ripresa da tutti i maggiori quotidiani: due milioni di metri cubi della parete est dell'Orco, di giorno in giorno, di ora in ora, possono precipitare e schiantarsi a Valle. Il tutto è causato, come riporta Swissinfo, da un'enorme fenditura orizzontale lunga quasi 300 che incide, a 1600m di quota, la prima parte della parete orientale della mitica montagna dell'Oberland bernese, in Svizzera.

L'eccezionale spaccatura è costantemente monitorata da un gruppo di geologi e glaciologi che, oltre ad aver effettuato delle verifiche sulla montagna, hanno piazzato uno strumento ottico sul fronte opposto della vallata che permette loro di osservare momento per momento le variazioni dell'enorme crepa. Un fenomeno in continua, velocissima, evoluzione tanto che Hans-Rudolf Keusen, uno dei maggiori esperti svizzeri di geologia e di glaciologia alpina, l'ha definito di proporzioni come "non si era mai vista finora". L'unica "consolazione" è che l'enorme crollo non dovrebbe interessare alcun abitato.

Da sempre le montagne si muovono. Da sempre sono materia viva che si evolve per l'azione di erosione dei fenomeni atmosferici e dell'acqua che si trasforma in ghiaccio. Quello che colpisce e che è assolutamente inedito, in questi nostri tempi segnati dal ritiro abnorme di tutti i ghiacciai alpini, è la velocità con cui tutto questo avviene sotto la spinta di variazione e trasformazioni climatiche che sono diventate sempre più veloci, sempre più pressanti.

Negli ultimi anni ogni estate le cronache riportano questi crolli, sempre più frequenti. Come sono anni che si sono levate le grida di allarme degli esperti per il continuo (e veloce) ritiro dei ghiacciai, un fenomeno con tutta probabilità responsabile anche di quest'ultima ferita aperta sull'Eiger. Dalle Dolomiti all'Eiger (anch'essa una montagna, come in Monti Pallidi, costituita da "tenero" calcare) ora possiamo solo assistere al fenomeno. Intanto, anche l'enorme crepa sul versante est dell'Eiger è diventata un'attrazione turistica...


www,swissinfo.org
www,corriere.it
www,repubblica.it
Christoph Hainz e l'Eiger
Ueli Steck su The Young Spider, nord dell'Eiger


Nella foto: Ueli Steck su The Young Spider, nord dell'Eiger (ph arch. U. Steck)


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