JC Lafaille disperso sul Makalu

Da 6 giorni nessuno ha più notizie di Jean-Christophe Lafaille, impegnato nella difficilissima prima salita invernale (oltretutto in solitaria) del Makalu, quinta montagna per altezza della terra.
Jean Christophe Lafaille

Da 6 giorni nessuno ha più notizie di Jean Christophe Lafaille, impegnato nella difficilissima prima salita invernale (oltretutto in solitaria) del Makalu, quinta montagna per altezza della terra. La notizia è rimbalzata nei dispacci d'agenzia, sui siti internet, nei giornali nella sua terribile indeterminatezza: Missing! Jean Christophe è disperso e nessuno ne ha più notizia da sabato 26 gennaio, data dell'ultimo collegamento del francese dai 7600m dell'ultimo campo prima del tentativo verso la vetta.

In queste ore la moglie Katia Lafaille, che nel corso della spedizione ha sempre tenuto i contatti con il marito e che è stata la prima a lanciare l'allarme, sta raggiungendo Kathmandu, da dove conta di volare verso il Makalu nel tentativo di ritrovare le tracce di Jean Christophe. Intanto, ieri, una perlustrazione della grande montagna, effettuata da un elicottero e un piccolo aereo, ha dato esito negativo: nonostante il tempo fosse splendido, non si è visto nessun segno del 39enne alpinista francese sia al Campo 1, a circa 6600m, sia attorno alla tenda dell'ultimo campo a circa 7600m.

Ora, mano a mano che le ore passano, è inutile nascondersi che, per il fortissimo alpinista, il termine “disperso” acquista un significato sempre più pesante e nero. Anche se, nel caso di un himalaysta dell'esperinza e della forza di Lafaille (11 ottomila saliti), la speranza è difficile da abbandonare. Lo stesso La faille infatti, come molti ricorderanno, nel 1992 fu protagonista sulla parete sud dell'Annapurna di un incredibile “ritorno alla vita” dopo 5 giorni di solitaria lotta. Una strenua battaglia combattuta con un braccio ferito e dopo aver perso Pierre Beghin, suo compagno in quella avventura. Ecco, ancora una volta in queste ore e giorni di attesa non resta che aggrapparsi ad un altro di questi "possibili" miracoli.


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Nella foto Jean Christophe Lafaille in vetta dopo la salita solitaria del 2004 allo Shisha Pangma (ph archivio JC Lafaille)


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