Vertical Pleasure - Cima Tosa
Vertical Pleasure segue un lunghissimo camino che solca da cima a fondo la parete nord-nord-est della Cima Tosa. Si sviluppa in modo quasi del tutto indipendente anche dagli itinerari estivi. Su 1.200 metri, solo i primi due tiri ricalcano la via aperta da Tita Piaz nel 1911, per poi tornare a sovrapporsi nuovamente ad essa per un breve tratto all’ingresso del caminone enorme che segna l’ultima porzione di parete, dove poi la via estiva si sposterà sullo spigolo, mentre la nostra proseguirà sul fondo, entrando nelle viscere della montagna. Da segnalare anche come nella prima parte Vertical Pleasure corre per alcuni tiri parallela alla Via del Cinquantenario, ma mentre la via aperta dalla cordata Stenghel-Cabas corre sulle placche e sullo spigolo sinistro del grande camino, la nostra si sviluppa direttamente fondo di esso, dunque pur apparendo vicine, seguono due linee ben distinte.
Importantissimo fermarsi a sostare in posti riparati, in modo da non essere a sotto tiro quando il primo di cordata farà cadere blocchi di neve. Unendo il decimo e l’undicesimo tiro si eviterebbe un difficile boulder in traverso verso sinistra all’uscita del decimo tiro per raggiungere un punto di sosta riparato dall’enorme fungo sul tiro successivo.
I tratti di ghiaccio sono pochi e quindi si scala principalmente in dry su roccia con ramponi e piccozze, ma l’ascesa richiede abilità scalatorie complete. Forma e dimensione dei funghi di neve potrebbero modificare sensibilmente di anno in anno la via, saranno loro a decretare dove e se passare, quindi chi vorrà cimentarsi in una ripetizione, dovrà mantenere la mente aperta ed essere pronto a tutto, senza focalizzarsi troppo sulla nostra relazione.
Tra grotte e cenge nevose i posti dove bivaccare comodamente sono numerosi, eventualmente portarsi un cambio integrale del vestiario, in quanto pulendo i tappi di neve ci si ritroverà presto con gli indumenti completamente fradici.
Tutte le soste sono da attrezzare con protezioni veloci. Tutti i sette chiodi da noi usati sono rimasti in parete, sei si trovano lungo i tiri, uno in sosta.
Da S. Antonio di Mavignola raggiungere in auto il parcheggio della Val Brenta.
AccessoProseguire risalendo tutta la Val Brenta, prima su strada forestale passando dalla Malga Brenta Bassa, poi seguendo il sentiero 323 raggiungere la Malga Brenta Alta. Attraversare tutta la piana, risalire il ripido canale sotto il rifugio Brentei e risalire in direzione del Neri. Non entrare nel canalone, ma nei pressi del suo imbocco piegare a sinistra e costeggiare la parete nord-est della Cima Tosa fino ad incontrare il ripido ed evidente canale che conduce all’attacco. Seguirlo e alla biforcazione imboccare quello di destra(salendo dritti si arriva invece all’attacco di Pazzione Primavernale) e in circa 100 metri si giunge al suo termine, dove inizia la via. Tre ore circa dalla macchina.
Se si vuole pernottare al locale invernale del Rifugio Brentei, giunti sotto la verticale del Canalone Neri, risalire i pendii sul versante opposto ed in breve si arriverà al rifugio.
In alternativa, da Madonna di Campiglio prendere a piedi la strada che conduce a Vallesinella, chiusa alle macchine in inverno e primavera, seguire il sentiero n° 317 per il rifugio Casinei e quindi il n° 318 per il rifugio Brentei e il suo nuovo bivacco invernale. Circa due ore e mezza. Dal bivacco puntare in direzione del Canalone Neri, abbassandosi di 200 metri di dislivello circa, fino alla sottostante valle, da dove ci si ricollega con quando descritto in precedenza. Dal R. Brentei, l’attacco della via si raggiunge in un ora o poco più, dipende dalle condizioni della neve.
Con gli sci è praticamente obbligatoria la prima opzione dalla Val Brenta, la seconda andrebbe presa in considerazione solo nel caso in cui fosse possibile raggiungere il Brentei a piedi per via dell’assenza di neve.
DiscesaUsciti definitivamente dalla parete in un’ampia spianata, dirigersi a sud ovest, percorrendo inizialmente una cresta nevosa generalmente piuttosto larga, ma con qualche piccolo tratto un po’ più affilato. Dopo alcuni piccoli sali e scendi, si arriva al grande plateau sommitale della Cima Tosa, dove si piega in direzione ovest e si raggiunge l’imbocco del Canalone Neri. Si scende interamente in canalone, che riporta direttamente alla base della parete.
MaterialeDoppia serie completa di friends più una di micro, una mazzetta di nuts, 3-4 viti da ghiaccio, chiodi e martello.
NoteCome sempre chiedo ai ripetitori di rispettare il nostro stile di apertura, siamo fortemente contrari all’uso di trapano e spit, alle soste quanto lungo i tiri, quindi abbiamo volutamente scelto di salire la via senza.
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