Mitico Selvaggio guidaci tu - Monte Garbadeddu
Mitico Selvaggio guidaci tu è un itinerario molto avventuroso che porta in cima al Monte Garbadeddu, una guglia situata ai piedi dell’ imponente parete di Donneneittu. A volte con roccia non proprio bellissima, si può dire che nel complesso è uscito un itinerario abbastanza impegnativo. La via è completamente all’ombra, quindi percorribile anche in stagioni calde.
Raggiungere il parcheggio di Teletottes.
Coordinate GPS: 40.171594, 9.561221
AccessoL'avvicinamento alla via è abbastanza comodo: si lascia la macchina al parcheggio di Teletottes, dopodiché ci si incammina per il sentiero che porta a Cala Luna. Passati 15 minuti si vede un ghiaione sulla destra con numerosi omini e un sentiero che sale per il bosco; lo si imbocca e si comincia a salire per una quindicina di minuti fino a vedere la parete nord del Monte Garbadeddu. Arrivati quasi sotto, si abbandona il sentiero che sale sulla sinistra; si prosegue invece verso destra, puntando un evidente muro di roccia levigata a forma di scivolo. Da qui si vedono i primi spit della via.
Coordinate GPS: 40,17863° N, 9,56790° E
ItinerarioL1: 5c, 50m. Il primo tiro è un po' disturbato dalla vegetazione. Si sale per una trentina di metri lungo il toboga, superando qualche passo di 5c e uscendo sulla destra all'altezza di un cordone in una pianta. Da qui si sale per rocce rotte e vegetazione per una decina di metri fino alla prima sosta, anche questa su cordone su pianta, proprio alla base dello spigolo della montagna. S1.
L2: 5b, 35m. Si prosegue sul pilastro incontrando qualche spit fino a un cordone su pianta sulla destra, dove si effettua un traverso di qualche metro fino a incontrare un altro spit. Da qui si sale per una decina di metri fino alla successiva sosta con un cordone su solido ginepro. S2.
L3: 5c+, 25m. Ora si attraversa a destra in obliquo per una ventina di metri, incontrando qualche spit fino a un passaggio ben protetto che conduce alla sosta su spit. S3.
L5: 6a, 25m. Da qui si attraversa tutto sulla sinistra fino al primo spit; una volta effettuato un delicato passaggio, si inizia a salire per un diedro che poi diventa placca fino alla prossima sosta, che volendo si potrebbe anche saltare per andare alla successiva. S4.
L6: 5c, 25m. Ora ci si porta a destra per qualche metro e, dopo un delicato passaggio, si inizia a salire per facili roccette fino alla prossima sosta. S5.
L7: 6a+, 35m. Questo è l'ultimo tiro. Si procede sulla sinistra fino a raggiungere la prima protezione, dove si inizia a salire su un muro leggermente strapiombante che, dopo una serie di passaggi su placca, conduce a un diedro di una decina di metri fino a un tettino da sormontare con un passaggio di forza. Usciti in vetta, si va a sostare su una grossa quercia proprio davanti, dove si trova un cordone con una maglia rapida. S6.
DiscesaCi si cala per 40m sul cordone della S6 tenendo leggermente la destra fino a incontrare, su un comodo terrazzo, la seconda sosta di calata (due spit con cordone). Da qui, con altri 35 metri, si arriva alla terza calata, un cordone su grosso leccio. L'ultima calata di 20 metri conduce al sentiero, un vecchio itinerario dei pastori ben segnalato perché utilizzato da diversi escursionisti. In una quindicina di minuti ci si trova all'attacco della via.
MaterialeDue corda da 50m, una decina di rinvii e qualche fettuccia per rinforzare le soste. Due o tre friend medi sono utili ma non indispensabili.
NoteLa via è stata ripetuta e ripulita da Lanzetta insieme a Elisa Costa. La via è dedicata al caro amico Giampietro Carta, profondo conoscitore di queste zone nel quale ci ha dedicato un intera vita e comportandosi con correttezza e ospitalità verso tutte le persone che incontrava nei suoi giri.




