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Ueli Steck durante la salita della parete nord dell'Eiger parete nord in 2:23 il 16/11/2015
Fotografia di archivio Ueli Steck
Ueli Steck durante la salita della parete nord dell'Eiger parete nord in 2:23
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Ueli Steck durante la salita della parete nord dell'Eiger parete nord in 2:23 il 16/11/2015
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La parete nord dell'Eiger
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Ueli Steck, di nuovo record di velocità sulla nord dell'Eiger

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Il 16/11/2015 l’alpinista svizzero Ueli Steck ha salito la via Heckmair sulla parete nord dell' Eiger in 2 ore, 22 minuti e 50 secondi, battendo di 6 minuti il record precedente stabilito da Dani Arnold nel 2011.

Nuovo record di velocità sulla via Heckmair alla nord dell’Eiger. È questo che lunedì mattina ha "combinato", o meglio ri-combinato, Ueli Steck salendo la storica via Heckmair sulla parete Nord dell’Eiger. Lo start è scattato alle 8 e 49. E, dopo 2 ore 22 minuti e 50 secondi è arrivata la vetta. Un tempo… strabiliante. Un tempo che non soltanto migliora la sua (già di per sé eccezionale) performance del 2008 di 25 minuti, ma che "batte” anche il precedente record stabilito dal connazionale Dani Arnold che, il 20 aprile del 2011, aveva salito la stessa via in 2 ore e 28 minuti. Sono questi i numeri dell’ennesima performance della "Swiss Machine", ai quali bisogna però cercare di aggiungere altri dettagli, sia per capire la portata di questa ennesima veloce salita della mitica via aperta nel 1938 ma anche per riaffermare (seguendo il pensiero dello stesso Steck) che l’Eiger, come tutte le montagne, non è certo una pista d’atletica.

Ueli, beh, che dire ancora una volta? Complimenti! Ci spieghi da dove arriva questa salita?

Grazie! Arriva dal fatto che ero curioso. Curioso di verificare la differenza adesso con quello che avevo fatto in passato, applicando uno stile di salita diverso, in condizioni diverse. Nel 2008 avevo salito la via tutta in libera e senza traccia battuta. Quest’anno, invece, la traccia c’era e mi sono chiesto quanta differenza avrebbe fatto seguirla utilizzando inoltre i mezzi (chiodi e corde fisse ndr) già in parete.

Guardando l’orologio, almeno 25 minuti di differenza…
Si, però in tutta onestà sono salito relativamente tranquillo. Nel 2008 il mio battito cardiaco era a 190, questa volta segnava 160. Diciamo che fisicamente ho spinto meno.

Ma comunque eri nettamente più veloce
Beh la traccia c’era. Poi ultimamente avevo già salito la via altre tre volte, una volta come sapete con Kilian Jornet Burgada, poi la settimana scorsa insieme a Nicholas Hojat salendo in 3:46, forse la più veloce salita finora come team. Sapevo quindi cosa mi aspettava e anche che le condizioni erano perfette.

E come sei salito?
Non tutto in libera. Dove c’erano chiodi da tirare li ho tirati, sul traverso Hinterstoisser ho usato le corde fisse. Per quanto riguarda lo stile, insomma, l’ho ripetuta come la maggior parte dei ripetitori. Per quanto riguarda il materiale, invece, con me avevo soltanto un piccolo zaino con le scarpe per la discesa, mezzo litro da bere, alcuni gel energetici. L’imbrago, una fettuccia e 4 metri di cordino, che però non ho dovuto utilizzare.

Sapevi bene che saresti stato veloce
Un po’ me lo aspettavo, ma ripeto, l’ho fatto perché volevo capire la differenza. Poi c’è da aggiungere che le condizioni erano veramente molto, molto buone, mi sentivo sicuro.

Che porta a questa domanda forse impertinente: ma non avevi detto che volevi smettere di fare cose di questo genere?
Non avete torto. Dopo la salita del 2008 sull'Eiger, dopo l’Annapurna nel 2013 mi era chiaro che non aveva senso continuare sempre nella stessa direzione, è semplicemente troppo pericoloso. Ma lunedì è stato diverso, le condizioni erano ottime. Sono cose che non si possono paragonare. Anche se forse non ci crederete, in realtà era tutto molto sicuro. E come dicevo, non mi sono spinto al limite.

Diciamo che ti sei divertito
Estremamente! Ma appunto, le condizioni devono essere perfette, bisogna esserne consapevoli. Visto in quell’ottica, fare un salita di questo tipo ha senso.

Eiger parete nord - via classica del 1938
Prima salita luglio 1938, Heinrich Harrer, Anderl Heckmair, Fritz Kasparek e Wiggerl Vörg. 
Sulla parete nord si sviluppano diverse vie di diversa difficoltà. La meno difficile è ancora la via classica aperta dai primi salitori nel 1938. Si tratta di un itinerario che supera 1800 m di dislivello, con una difficoltà complessiva valutata in ED+: passaggi su roccia fino al V-, tratti di artificiale (A0), pendii ghiacciati fino a 60°. La salita richiede mediamente da 1 a 3 giorni, a seconda delle capacità dei salitori e delle condizioni della parete; in alcuni casi, può anche richiedere più tempo. La via è considerata estremamente pericolosa per via delle cadute di sassi, delle valanghe e del possibile distacco di lastre di ghiaccio.


I '"TEMPI" SULLA VIA HECKMAIR
18:00 Leo Forstenlechner, Erich Wascak, 1950
10:00 Peter Habeler, Reinhold Messner, 1974
8:30 Ueli Bühler, 1981
6:00 Franc Knez, 1982
4:50 Thomas Bubendorfer, 1983
4:30 Christoph Hainz, 2003
3:54 Ueli Steck, 2007
2:47 Ueli Steck, 2008
2:28 Dani Arnold, 2011
2:22 Ueli Steck, 2015

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