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Ines Papert assicura Ian Parnell su 'Blood, Sweat and Frozen Tears' VIII, 8, Beinn Eighe, Scozia
Photo by Hans Hornberger
Ines Papert sale Stirling Bridge VI,7 a Aonach Mor, Scozia.
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Ines Papert assicurata da Ian Parnell su 'Blood, Sweat and Frozen Tears' VIII, 8, Beinn Eighe, Scozia
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Ian Parnell e Ines Papert usano la bussola per orientarsi e scendere dalla montagna.
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Arrampicata invernale in Scozia - il punto di vista di Ines Papert

12.03.2010 di Planetmountain

Dopo il sua primo viaggio arrampicata in Scozia, la fuoriclasse tedesca Ines Papert condivide le sue idee sull'arrampicata invernale in Gran Bretagna e non solo.


Pochi giorni fa abbiamo pubblicato la notizia del primo ice climbing trip scozzese di Ines Papert , che le ha fruttato una serie di difficili ripetizioni - per la cronaca: la salita più difficile mai effettuata da una donna nel Regno Unito, e la prima salita di una breve via chiamata Little Nipper (VI, 8), assieme al forte climber inglese Ian Parnell. La Papert certamente non ha bisogno di grandi introduzioni, le sue credenziali sul ghiaccio sono davvero impressionanti - M13 rotpunkt sulle vie di drytooling, quattro volte Campionessa del Mondo di arrampicata su ghiaccio, e un'attività che nel tempo si è sempre più spostata verso le grandi pareti - ciò nonostante il viaggio si è rivelato, come spesso accade, un'occasione stimolante per aprirsi e scoprire le grandi potenzialità dell'arrampicata su ghiaccio senza spit. Per questo pubblichiamo il suo breve report su quest'esperienza, seguito da una piccola intervista curata da Ian Parnell su quello che la Papert ha descritto come "uno dei miei migliori viaggi di arrampicata in assoluto!"


IL “TRAD” SU MISTO È IL FUTURO! di Ines Papert

"Siete fortunati, la vie in Scozia sono in condizioni perfette ." Così il top alpinista britannico Ian Parnell ci ha accolti in Gran Bretagna. Insieme ai Canadesi Audrey Gariepy e Mat Audibert ho toccato con mano perché in inverno non ci sono enormi code alla base delle vie scozzesi: gli avvicinamenti lunghi, il repentino cambiamento delle condizioni atmosferiche e la difficoltà di proteggere gli itinerari con attrezzatura “trad” rende l'arrampicata ancora una vera avventura.

Le vie di misto protette da spit spesso si riducono ad una serie di movimenti acrobatichi, e su vie di grado M13 la forma fisica dello scalatore gioca un ruolo importante. Visto che le piccozze offrono un buon grip, le vie possono soltanto diventare più difficile se diventina più lunghe e più ripide e, proprio come nell'arrampicata sportiva, cadere sugli spit è all'ordine del giorno. Le cose sono molto diverse in Scozia e questo viaggio mi ha regalato un barlume di speranza... Per anni nel arco alpino sono state salite nuove vie, ma molte di queste mancano di un reale livello di impegno alpino. Cosa sta succedendo con la nostra etica?

Sono sicura che possiamo imparare molto dagli inglesi. Gli alpinisti scozzesi avevano raggiunto il V grado su misto già nel 1950 (1959 Route su Creag Meagaidh) e Dave MacLeod, che rappresenta il presente, ha dimostrato al mondo che si possono salire vie molto difficili di misto utilizzando soltanto protezioni trad. In Scozia gli spit non sono mai stati utilizzati e non lo sono tuttora, e anche i chiodi sono visti con disapprovazione. Il che significa che tutti gli arrampicatori riportato a casa i nuts e friends e non ci sono punti attrezzati per le discese in corda doppia visto che si scende faticosamente lungo l'altro versante della montagna. Non c'è da stupirsi che questo stile di arrampicata sia considerato alquanto poco moderno. Ma non sono le avventure, le sfide che ci piacciono? E se siamo onesti con noi stessi, non è l'esplorare i nostri limiti psicologici quello che stiamo cercando?

Personalmente ho raggiunto il mio limite psicologico con il grado scozzese VIII. Per esempio su "Unicorn", una via da sogno alta 130m che sale un diedro enorme a Glen Coe, e che viene gradata VIII, 8. E anche su "Blood, Sweat and Frozen Tears" sul Ben Eich, valutata come uno delle vie più difficili, VIII, 8. Dopo aver salito queste due vie Ian mi hanno detto che nessuna donna aveva mai salito un grado più difficile di VI, 6. Ora so davvero che cosa significhi l' VIII. Uno strato spesso di neve rende la protezione delle fessure con Camelots molto più difficile, e soltanto nuts, peckers e exentrics offrono l'agognato livello di sicurezza per queste fessure altrimenti così perfette. Una lotta difficile, uno offwidth seguito da un'uscita su una placca liscia (usando soltanto la monopunta del mio rampone) rappresenta il passaggio chiave - scivolare da qui si tradurrebbe in una caduta fino a terra da 12m. Nervi saldi. Ora capisco pienamente perché abbiamo scelto di salire vie molto più facili di quelle che saliamo normalmente.


INES PAPERT, INTERVISTA DI IAN PARNELL


Innanzitutto perché hai deciso di venire in Scozia?
Ogni volta che Audrey ed io ci incontriamo in Colorado per la festa dell'arrampicata su ghiaccio ad Ouray abbiamo una serie di idee di cosa fare insieme, e l'idea della Scozia ci sembrava quella più pazzesca! Dopo aver fatto il pieno delle gare di ghiaccio per 6 anni, ho iniziato ad annoiarmi di quello che io definisco lo "stile scimmia", cioè il salire vie molto difficili a spit. Da quando sono andata al Cirque of the Unclimbables in Canda, mi piace molto l'arrampicata trad, ma non avevo mai fatto vie trad difficili in inverno. Mi piacciono nuove avventure e sto cercando di trasferire il mio livello di arrampicata in montagna - per esempio con delle prime salite in Himalaya. Adesso, dopo il mio viaggio in Scozia, sono certa che questo è il futuro. Niente spit! Mi sembra che l'arrampicata qui sia un terreno ideale per allenarsi per le vie più lunghe e non sorprende che gli scozzesi siano molto bravi sulla difficile scalata tecnica in Himalaya.

Quali erano le tue aspettative, prima di venire?
Lunghi voli fino a terra, ossa rotte e la vendita di tutta la mia attrezzatura! Sto scherzando. Ad essere onesti, ho avuto alcuni sogni folli prima di venire, ma ero anche molto curiosa e ho sempre approcciato le vie con grande stima e rispetto. Scalo tutto l'anno e sto cercando di eccellere in tutti i tipi di arrampicata - tranne l'arrampicata senza corda... Così questo mi mancava ancora nella mia esperienza da alpinista. Mi aspettavo di dover attendere a lungo il tempo migliore e, nel caso in cui le condizioni fossero davvero brutte, mi è stato detto di portare le scarpette per fare boulder indoor. La mia ipotesi prima di partire è stata... se la Scozia è in buone condizioni, faremo un sacco di arrampicata su ghiaccio... ma mi sbagliavo, abbiamo fatto un sacco di scalata invernale! Non c'era molto ghiaccio... e ho usato poco le mie 14 viti da ghiaccio!

Rispetto a quello che avevi immaginato, è andata meglio o peggio?
Diverso, ma generalmente meglio! E ringrazio te, Ian, per avermi ricordato di non portare il trapano - ad essere onesta ho pensato che, se avvessi dovuto salire una nuova via, avrei avuto bisogno di spit per le soste... Con il senno di poi posso dire che questo sarebbe stato superfluo e anche uno stupido errore.

Come hai trovato la nostra arrampicata, con il ghiaccio che si impasta sulla parete e le protezioni trad?
Ghiaccio? Non ce n'era molto! Ma la scalata in generale è stata molto interessante, non puoi mai fare uno Yaniro perché qui ci si arrampica con molta attenzione e molto lentamente. Ci vuole un po' per trovare dove e come piazzare le protezioni veloci, spesso mi sentivo come una lumaca, scusami! Per certi versi mi ha ricordato la scalata in Nepal, quando abbiamo fatto la nostra nuova via sul Kwangde Shar: granito perfetto e buone condizioni di neve e ghiaccio, ma il ghiaccio non è mai stato abbastanza buono da consentire buone protezioni.
Ho capito che il trad climbing in inverno è il futuro del misto di alto livello. L'arrampicata invernale in Scozia è un gradino sopra a tutta l'arrampicata su ghiaccio che io abbia mai fatto in passato. La scalata è molto più interessante e varia... e più difficile! Non mi ha sorpreso salire vie al mio limite che, se fai un semplice paragone dei gradi, sono un bel po' più facile di quello che sono abituata a scalare. La mia via di misto più difficile è M13, e ho salito nuove vie fino all' M12 (in ambiente alpino e senza spit), Ma la Scozia è diversa, non è possibile muoversi velocemente. Non è possibile salire M13 in fretta. Mi sentivo tranquilla e allo stesso tempo era una reale sfida salire vie cinque gradi più facili.

Cosa preferisci della Scozia?
Il whisky! E non è una diceria, gli alpinisti scozzesi portano sempre una buona bottiglia per un viaggio e Simon ha condiviso con me uno dei migliori whisky che io abbia mai assaggiato. Un'altra cosa che mi piace è l'alba: di solito mi alzo più tardi, non come in Scozia, alla quattro di mattina. Roba da pazzi, ma necessario.

E la cosa peggiore?
L'alzarsi presto seguito dalla due ore di avvicinamento. Dopo una settimana di arrampicata questo si fa sentire, i piedi e la schiena ti fanno male ma non vuoi perdere un giorno di arrampicata. E anche il peso dello zaino. L'attrezzatura è pesante ma necessaria e non lascerei un unico pezzo a casa. Ma questo fa parte dell'avventura e, ad essere onesti ... stiamo diventando pigri con tutta questa arrampicata sportiva a spit.

Ti vedremo di nuovo qui al nord?
Sì, spero di tornare l'anno prossimo. Nel frattempo mi auguro però che la gente cambi la sua percezione dell'arrampicata in Scozia. Sì, non ci sono spit, ma ciò che è importante è come si mettono le protezioni e il modo in cui si affrontano le vie psicologicamente.

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