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Ines Papert su terreno inviolato su Kwangde Shar, Nepal
Photo by Cory Richards
Ines Papert sulla cima di Kwangde Shar, Nepal
Photo by Cory Richards
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Ines Papert e Cory Richards aprono una nuova via sul Kwangde Shar, Nepal

20.01.2009 di Planetmountain

Ines Papert debutta nell' Himalaya assieme a Cory Richards e apre 'Cobra Norte' (WI5, M8, TD & R) sulla parete nord del Kwangde Shar 6093m, Nepal, Himalaya.

Il 18 gennaio la tedesca Ines Papert e il canadese Cory Richards hanno raggiunto la cima del Kwangde Shar, la montagna alta 6093m nella valle del Thame in Nepal. I due hanno impiegato 4 giorni per salire la loro via nuova, chiamata 'Cobra Norte' (WI5, M8, TD & R) che raggiunge la via Francese sulla cresta est per poi procedere verso la cima cima.

La 34enne campionessa di ghiaccio si era inizialmente recata in Nepal assieme alle canadese Audrey Gariepy e a Jen Olson con l'ambiziosa idea di aprire una via di misto su questa difficile parete nord con una squadra femminile ed in inverno. I tre hanno raggiunto il loro campo base attorno a natale e dopo un breve acclimatamento sono partiti per il primo tentativo sul lato destro della parete. La salita è andata bene il primo giorno, ma su una sezione di ghiaccio sottile e roccia friabile Ines ha perso un secondo la concentrazione e ha fatto cadere lo zaino... con tutto il materiale. Il trio ha continuato fino a raggiungere la cresta a circa 5850m, ma poi ha saggiamente deciso di ritirarsi.

Purtroppo non c'era più tempo per un'altro tentativo, ma un incontro con Simone Moro e Denis Urubko (in direzione Makalu) ha motivatio e convinto Ines che la parete aveva bisogno di un'altra chance. Mentre Gariepy e Olson sono tornati in Canada, la tedesca ha quindi cambiato i biglietti d'aereo e ha deciso di ritentare, questa volta con il fotografo della spedizione, il candaese Cory Richards.

I due hanno identificato una linea sulla parte sinistra della parete e l'8 gennaio hanno trasportato materiale e viveri per 5 giorni dal campo base fino alla parete. Papert e Richards sono partiti all'alba il giorno successivo e hanno arrampicato per 10 ore in condizioni segnate dal grande freddo e dal forte vento. Ines ha commentato che affrontare un M13 le è sembrato molto più facile di alcune sezioni di neve e ghiaccio sottile salite quel giorno.

La mattina successiva ai primi albori si è sfiorata la catastrofe: una grande scarica di roccia è caduta a pochi metri dal loro bivacco, schivandoli come per miracolo. I due sono partiti subito e dopo altre 10 ore (Ines ha salito quasi tutti i tiri difficili da prima di cordata), hanno scavato il secondo bivacco, solo 300m più in alto.

Il terzo giorno i due hanno realizzato che non sarebbero stati capaci di salire la gigantesca parete finale di granito come avevano sperato; la parete infatti era priva di ghiaccio e arrampicare senza guanti in inverno e a questa altitudine era semplicemente inconcepibile. Ines e Cory hanno quindi optato di uscire verso sinisitra, seguendo una serie di cengie che li ha portati sulla cresta est, salita per la prima volta nel 1996 da una spedizione francese. Finalmente al sole, dopo un breve riposo hanno lasciato il loro materiale sotto due blocchi di granito e hanno proseguito verso l'alto. Il terreno era però più difficile del previsto e alle 17.00, con la cima in vista, i due hanno deciso di scendere giù fino al materiale e al bivacco, piuttosto che rischiare di essere sorpresi dal buio.

Il quarto giorno è iniziato nuovamente con vento forte , ma le corde fisse hanno permesso loro di raggiungere in poco più di un'ora il punto più alto del giorno precedente. Ines e Cory hanno poi continuato attraverso un labirinto di terreno misto e raggiungendo la cima alle 14.30. Dopo le foto di rito sono scesi immediatamente verso il campo 3, lottando contro il vento che gli ha fatto incastrare le corde doppie più e più volte. Il giorno successivo sono scesi al campo base.

La parete nord del Kwangde Shar è stata salita per la prima volta nel dicembre 1982 dagli americani Jeff Lowe e David Breashears (ED2, WI6, 1200m). Congratulazioni quindi sia a Cory Richards sia a Ines Papert per questo bellissimo debutto nel regno delle alte montagne.

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