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Il Richiamo dei Sogni
Il Richiamo dei Sogni
di Elio Orlandi
SCHEDA LIBRO / info:
  • EDITORE: Alpine Studio
  • PREZZO: 17,10 Euro
  • PAGINE: 201
  • ANNO: 2013
  • LINGUA: italiano
  • TIPOLOGIA: Narrativa
  • ATTIVITÀ: Alpinismo
  • ISBN: 9788896822494

Il Richiamo dei Sogni

La montagna in punta di piedi
di Elio Orlandi / Alpine Studio

RECENSIONE a cura di Luca Biasi

Già nella prefazione all'opera, Mirella Tenderini scrive efficacemente che per Elio Orlandi le ascensioni non sono che la continuazione della parte iniziale della sua vita, sono centro dell'esistenza, il legame tra la concretezza della vita quotidiana e il mondo immateriale dell'anima.

Chi si aspetta un classico libro di avventure in montagna, di vita vissuta ed anatomia di esperienze potrà rimanere deluso; quello che si ha tra le mani si rivela un testo che richiede attenta lettura, che a volte si rivela spigoloso e che in alcuni passaggi ha bisogno di essere sedimentato, ma che sa poi comunicare più di quanto non appaia di primo acchito.

La domanda per eccellenza con la quale l'autore si cimenta, anzi si deve cimentare, impegnato quasi in una ricerca filosofica, è quella incentrata sui motivi che spingono l'uomo ad andare in montagna. Quello di Elio non deve essere confuso come un mero esercizio di retorica; rifuggendo le classiche e stereotipate analisi e frasi, infatti, ci offre la sua genuina, personalissima risposta, il suo pensiero, proponendoci suggestivi concetti ed immagini che potremo esercitarci a confrontare con le nostre convinzioni, constatandone la semplice e disarmante attualità. Non a caso il libro apre con il capitolo "Radici", un leitmotiv che riuscirà a cucire quasi invisibilmente tra di loro in un unico, organico e coerente quadro il susseguirsi dei pensieri e dei temi che Elio trascrive solo apparentemente in modo sparso.

All'interno di questo gioco di incastri, prova a raccontare e raccontarsi nei momenti legati a più intime esperienze. Il gioco con la propria ombra, durante la salita sullo scudo dolomitico di Cima d'Ambiez: "A volte pare improbabile solamente pensare di avere la capacità di raccontare questi momenti di vita e soprattutto trasmettere le sensazioni, le certezze, le illusioni, le motivazioni, l'impegno, le gioie, le inquietudini, i timori e le esitazioni". Un viaggio dentro sé stessi, nel corso del quale ognuno, con la dovuta tranquillità e pace nell'animo, potrà riconoscersi in parte o trovare descritte certe sensazioni o stati d'animo già provati ma non razionalmente elaborati: trovarli trascritti nero su bianco, sulla carta, può rivelarsi una piacevole sorpresa. "Quella singola ombra, che di lato rincorre i passi della nostra solitudine, rimane a volte l'unica certezza di ritrovarsi finalmente a vivere un po' di tempo riservato a noi stessi, anche solo rivolti a ricercare il nulla per il raggiungimento dell'inutile."

Reale come il fruscio delle pagine che scorrono sotto le dita, dal libro trapela l'amore dell'autore verso la propria valle, la Val d'Ambiez, fin nelle più sconosciute pieghe. Arrampicate anche in solitaria, per motivi intimi, personali, nuove salite senza clamore, senza la preoccupazione "di dirlo, o scriverlo o farlo sapere in giro, perché risulta sempre così grande la soddisfazione di salire solo per il piacere di farlo?"

Il capitolo "Riflessioni? sull'apparente inutilità dell'alpinismo" è vivamente consigliato a tutti, esperti o meno di montagna. Elio espone con schiettezza il suo pensiero sull'alpinismo e la moda di apparire a tutti i costi: tra le righe si possono leggere evidenti le allusioni a noti episodi, realmente accaduti e che hanno ormai assunti toni da gossip o reality show. Capitolo utilissimo, se non indispensabile per i giovani; per nulla retorica, è una fresca collezione di considerazioni e pillole di saggezza da masticare lentamente per poi poterle mettere a frutto al momento del bisogno. "Nel nostro piccolo, per vivere bene la nostra passione non basta solo saper scalare. Anche la più importante o affascinante montagna del mondo, alla fine rimane comunque "solamente" una montagna. E tutto il resto? è vita". Questo lo pensa e si arrischia a scriverlo una persona che di alpinismo ha di certo esperienza e cognizione di causa. "Talvolta la stessa normalità impone il coraggio del silenzio e della discrezione? Forse ci hanno troppo abituati a prendere le notizie come ci vengono proposte e non per come le cose sono state realmente fatte?"

Discutendo e ripensando a fatti ed eventi accaduti, centrando il nocciolo di tanti problemi, Elio sentenzia che "non è necessario dire tutto ciò che si pensa, ma è importante pensare a tutto ciò che si dice". Prosegue quindi la sua analisi della storia recente ed osserva che "il versante più difficile e pericoloso di ogni montagna rimane quello delle polemiche, e anche l'alpinismo sembra ormai un mondo tutto in svendita". Quali i semplici rimedi consigliati? "La sete di avventure si appaga rifuggendo spesso nei sogni, inesauribile terra di fantasia e moltiplicatori di illusioni, e respiro ancora un profondo desiderio di realizzare". Ecco il richiamo ai sogni, il potente motore che ci spinge a pensare in grande; i sogni, creature che vivono "in una parte di cervello sempre parcheggiata in quell'angolo di mondo" (Patagonia).

Accompagnano il libro una serie di raffinate e spettacolari fotografie dell'autore, alternate a plastiche e spesso oniriche raffigurazioni pittoriche di montagne o temi ad essa legati. Da segnalare i caratteristici disegni di cime, diedri, cenge e pareti realizzati, a corredo delle relazioni delle nuove vie di arrampicata, con la tecnica del tratto nero a china: arrotondati spigoli rocciosi o spumeggianti e burrose meringhe di neve e ghiaccio, con l'onnipresente luna, sono contraddistinte da quel caratteristico stile dell'autore che riconduce ad una dimensione onirica e personalissima.

Termina il libro una rassegna di alcune tra le più significative nuove ascensioni, le solitarie ed i film realizzati da questo poliedrico ed introspettivo alpinista.

recensione di Luca Biasi, Levico Terme, settembre 2013

Il libro ha vinto la Pigna d'Argento 2013 come miglior libro dell'anno a soggetto di montagna del Festival della Cultura di Montagna di Bormio.

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