Matteo Rivadossi
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Lucifero: Costa dell’Anglone, Valle del Sarca
Planetmountain
Bellezza
Primi salitori
Matteo Rivadossi, Simone Monecchi e Silvio Fieschi dal basso con il trapano il 16 e 23 maggio, il 2 e 12 giugno 2021. Prima ripetizione (leggasi collaudo generale…) Matteo Rivadossi e Matteo Parecchini il 25 settembre 2021
Autore scheda
Matteo Rivadossi
Versante
Est
Lunghezza dislivello
300 metri (10 lunghezze)
Difficoltà
7b+
Difficoltà obbligatoria
6c/+
Periodo
Da settembre a maggio. Nei mesi estivi possibile nel pomeriggio evitando le giornate afose.

Percorso



Per la Costa dell’Anglone, tempio del plaisir eretto da Heinz Grill e compagni, una nuova via sportiva molto bella ma decisamente più impegnativa delle linee tra cui corre, le ripetutissime Archangelo ed Essusiai. Lucifero è caratterizzata da un’arrampicata estremamente varia e remunerativa: si passa dalle tacche ai buchetti, dalle gocce ai coralli fino alle canne più esilaranti, dall’aderenza agli strapiombi, tanto che non c’è un tiro uguale all’altro. Roccia ottima lungo l’itinerario pur essendoci varie sezioni spazzolate che miglioreranno con le ripetizioni. La chiodatura non è ravvicinata ma i numerosi cordoni presenti permettono di giocarsi la libera abbassando il grado obbligatorio.
Accesso generale
Raggiungere Arco Accesso
Parcheggiare presso il Maso Lizzone raggiungibile dal ponte romano di Ceniga (frazione di Dro). Seguendo la ciclabile sterrata che percorre da Sud a Nord la base della parete, pressappoco in corrispondenza dei grandi tetti della via, imboccare sulla sx un sentiero tra gli uliveti presso masso con scritte blu. Poco sotto la parete s’incontra il sentiero che la lambisce alla base: prendere un bivio a destra fino all’attacco dell’arcinoto Archangelo (scritta alla base). Lucifero parte 6-7 m alla sua destra dopo breve rampa (h 0,25). Itinerario
L1: la Placca Spietata, uno dei due tiri chiave della via. Ai primi passi tecnici (6c) segue una sezione difficile in traverso verso sx caratterizzata da appigli rovesci ed aderenza (7b+). Un tratto verticale conduce al tecnico diedro finale (7a). 30 metri.
L1 bis: breve e banale raccordo fino a S1 dell’Archangelo (II). 10 metri
L2: salire verticalmente (a sx traversa l’Archangelo) l’elegante placca (6a) fino al tetto che va affrontato dal pilastrino di dx verso sx (6b) accedendo al tecnico muro grigio seguente (6c). 30 metri
L3: il Diedro. Salire una facile placca (5c) fino ad un passo in traverso a dx che immette nel diedro (6b/+). Seguirlo atleticamente fino ad un tettino (7a+) e successiva sezione intensa. 30 metri
L4: a sx della sosta alzarsi sopra la lama guadagnando un ottimo rovescio che si segue in obliquo (5c) fino ad un muretto sempre ben appigliato (6a+) quindi obliquare a dx verso la pianta. 15 metri
NB: questa lunghezza e la precedente possono essere concatenate.
L5: il Muro Grigio. Alzandosi sopra la sosta (6a) su placca leggermente appoggiata si supera un singolo deciso (6b/+) poi sempre verticalmente fino ad una sorta di nicchia da cui si traversa lungamente a dx (5b) fino alla comodissima S5 ignorando la sosta intermedia (utile per eventuali calate). 40 metri
L6: il Muro a Gocce. Obliquare a sx con bella arrampicata (5c) seguendo la linea dei pochi spit poi verticalmente fino alla nicchia (6a). sul bordo dx un passo in strapiombo (6a+) permette di arrivare sulla grande cengia. 30 metri
NB: traversando 5 metri sulla sx è possibile raccordarsi con l’Archangelo mentre 15 metri a dx con Essusiai, varie quindi le combinazioni possibili!
L7: i Gialli, lunghezza superlativa nonché secondo chiave della via per continuità. Appena a sx della sosta alzarsi per strapiombo deciso su canne (6c). Un passo più difficile inaugura un muro tecnico a buchi e tacche (7a) fino al tetto che obbliga a traversare 2 m a dx. Esposto e superlativo il successivo tratto obliquo verso sx (7b). Con difficoltà degradanti obliquare a dx verso l’agognato fico di sosta (6b). 35 metri
L8:  il Traverso Sospeso. Dalla sosta traversare 12 m a dx con facile ma esposta arrampicata (5c). Facendo attenzione con i piedi ad un pilastrino mobile, si aggira lo spigolo con difficoltà crescenti cercando i pochi appigli. Tecnici ed estetici gli ultimi 5 metri fino alla scomoda sosta (7a). 20 metri
L9: alzandosi sopra la sosta (6a+) si segue obliquando a dx una stupenda placca sotto il soffitto (6a) fino al suo termine (masso incatenato). Un passo in strapiombo (6b) permette di uscire sul facile. Seguono una dulfer poi un paio di passi decisi (6c) per entrare nel diedro finale (6b). Uscire a sx su strapiombino sporco. 25 metri.
L10: un singolo passo (5c) permette di rimontare una placchetta a buchi. Continuare a salire leggermente verso sx su terreno facile (5a poi III) fino ad entrare nel bosco. 30 metri

Discesa
Alla fine della via seguire le tracce nel bosco tenendo la sx fino sulla pista forestale. Seguirla a sx in leggera salita per circa 8-900 m fino allo spiazzo terminale dove parte l’esposto Sentiero degli Scaloni (h 0,45) che termina presso il Maso Lizzone.
NB: esiste una seconda soluzione di avvicinamento e discesa, più lunga ma con parcheggio più ampio, partendo da Nord presso il campo sportivo di Dro e tornando attraverso il Sentiero delle Cavre. Materiale
14 rinvii, serie di friends (dallo 0.5 al 2 BD) Note
Roccia: ottimo calcare lavorato e concrezionato
Materiale in parete: la via è prevalentemente attrezzata a fix da 10 mm con vari chiodi da fessura. I vari cordoni presenti permettono di giocarsi la libera abbassando il grado obbligatorio. Molte soste sono attrezzate per eventuali doppie (vedi relazione).





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Matteo Rivadossi, Simone Monecchi e Silvio Fieschi dal basso con il trapano il 16 e 23 maggio, il 2 e 12 giugno 2021. Prima ripetizione (leggasi collaudo generale…) Matteo Rivadossi e Matteo Parecchini il 25 settembre 2021
Autore scheda
Matteo Rivadossi
Versante
Est
Lunghezza dislivello
300 metri (10 lunghezze)
Difficoltà
7b+
Difficoltà obbligatoria
6c/+
Periodo
Da settembre a maggio. Nei mesi estivi possibile nel pomeriggio evitando le giornate afose.

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