Pagliaccio Ridi - Mandrea di Laghel
Pagliaccio Ridi è una via che riesce a rappresentare bene il carattere dell’arrampicata di Mandrea: tecnica, continua e mai banale. La linea sale con logica moderna lungo un tratto di parete compatta, senza mai risultare forzata, e obbliga a mantenere attenzione e precisione praticamente per tutta la salita. Non è una via da “singolo passo”, ma un itinerario dove contano soprattutto lettura, gestione delle energie e qualità del movimento.
La roccia, praticamente perfetta lungo tutto l’itinerario, offre un’arrampicata varia fatta di appoggi e appigli da interpretare (ogni tanto pensi che le prese siano state messe tutte al contrario…), piccole tacche, rovesci, verticali, blocchetti, gocce, spalmi, sezioni di equilibrio e qualche tratto più fisico. La chiodatura ravvicinata permette di scalare con serenità, pur lasciando intatta la sensazione di continuità e di impegno tipica della parete. Ne esce una salita completa, mai monotona, che richiede concentrazione soprattutto se si vuole provare la libera.
L’ambiente del Laghel, più appartato rispetto alle altre pareti di Arco, contribuisce parecchio al fascino della via: esposizione aperta, luce tipica del Garda e quella combinazione di roccia grigia e panorama che rende riconoscibile il settore.
Da Arco seguire le indicazioni per Laghel. Seguire la strada fino ad una chiesetta bianca dopo la quale andare a sinistra per una strada in salita piuttosto stretta (sconsigliata con i camper o grossi furgoni). Prima del suo termine, cercare posto sulla sinistra (ci sono tre/quattro possibilità di parcheggio).
Coordinate GPS parchgeggio: 45° 56’370153’’N 10°53’0.796’’E (indicazioni Google Mandrea parcheggio vie multipitch, vicino centro di meditazione Kushi Ling)
AccessoRaggiunta località Le Fontane, qualche metro più a Nord del parcheggio, alla fontana, prendere la strada sterrata a sinistra (sbarra), percorrerla fino al suo termine a ridosso della parete. Costeggiare la parete verso sinistra su traccia per 50 metri, fino alla base del pilastrino di attacco (targa metallica con nome della via).
Coordinate GPS attacco
45.9434000N, 10.8831078E
45°56'36.240"N, 10°52'59.188"E
L1: Salire in corrispondenza della targa con nome per vago pilastrino di roccia rotta (IV+), 1 cordino su clessidra, un chiodo ed uno spit. 20 metri. Sosta su alberello. Eventuale variante d’attacco tramite diedro rosso a destra della partenza.
L2: Si risale per placca verticale a gocce e blocchetti con arrampicata tecnica (6b). In corrispondenza di un fix servito da cordino bianco, rimontare con passaggio più intenso fino a prese più buone (6c). In breve alla sosta verso destra. 20 metri
L3: Altra placca molto bella a gocce. Arrampicata sempre tecnica e mai faticosa (6b) con un passaggio singolo di 6b+. 20 metri
L4: Si traversa orizzontalmente a sinistra con facilità (5c). Evitate la prima sosta che si incontra, continuare a traversare a sinistra fino alla prossima sosta (6b+). 20 metri
L5: Si segue la lama leggermente strapiombante ma bene appigliata (6a+) fino a dove questa finisce. L’uscita dalla lama impone un passaggio con sequenza obbligata su microgoccia e piedi in spalmo (7a+). Una volta effettuato il ribaltamento si prosegue per breve placca a gocce fin sotto uno strapiombetto, da superare fino alla sosta (7a+, 6c e A0)
L6: Dapprima si obliqua a sinistra per placca tecnica a gocce (6b+) poi si risale una lama spaccata fino alla sosta, alla base del tiro della fessura. Non sostare qui, ma continuare lungo la fessura/diedro (6b) sempre bene ammanigliata con arrampicata entusiasmante. Uscita entrando tra i rami dell’albero (cordone) e poi ancora un muretto fino in sosta sopra un pilastrino. 20 rinvii, 40 metri
L7: Si è alla base di un pilastro, con a destra il camino della via delle Fontane e a sinistra la variante Klif Klof. Si risale il pilastrino con arrampicata tecnica (6b) fino ad una parte finale un po' più impegnativa e non di immediata lettura (6c). Fate sosta alla prima che trovate. 25 metri
L8: Tiro molto bello e continuo su spigolo, roccia compatta a gocce, prese rovesce e verticali. Saltare la prima sosta e continuare fino a sosta attrezzata su albero con mega maillon rapide. (7a) 35 metri
L9: Tiro su muro/anfiteatro rosso di roccia cotta a listoni orizzontali. All'inizio facile, poi mano a mano più atletico e strapiombante (6b). 30 metri
L10: Traversare leggermente a sinistra, a prendere una fessura (6b), superarla, poi per bella placca fino all'uscita su bosco alla sinistra. Sosta su alberi (6b) 25 metri
DiscesaScendere attraverso il bosco puntando a sinistra per vaghe tracce (no ometti) fino a raggiungere una casa (cartelli Privato/Arco). Costeggiare il giardino della casa verso sud-ovest, direzione Arco, continuare fino a raggiungere la strada asfaltata Varignano-Padaro. Dopo 300 metri, un sentiero si stacca verso sinistra, scendere per questo in direzione Bocchetta di Padaro, svalicare verso Est per raggiungere la strada sterrata in discesa, tenere la sinistra al primo tornante e quindi alla macchina.
Materiale16/18 rinvii (un paio da allungare), sufficiente corda singola da 60 (doppie vivamente sconsigliate)
NoteAttenzione, possibile presenza di vipera alla sosta n. 8! Decisamente da sconsigliare nelle calde giornate estive.




