Le sirene cantano ancora - Monte Gallo

Massimo Flaccavento
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Le sirene cantano ancora: M. Flaccavento in apertura sul quarto tiro de Le sirene cantano ancora
Planetmountain
Bellezza
Primi salitori
Mattia Guzzetti e Massimo Flaccavento il 19/20-09-2014 con un bivacco al 9° tiro
Autore scheda
Massimo Flaccavento
Versante
Ovest
Lunghezza dislivello
465m
Difficoltà
VII/A2

Percorso



Via di stampo strettamente alpinistico che presenta delle belle lunghezze su buona roccia, ma purtroppo anche alcuni tiri su roccia mediocre e sporca di vegetazione. Nonostante questo si tratta di una salita di notevole impegno e dunque da non sottovalutare. La via è dedicata allo scalatore siciliano Roby Manfrè Scuderi, pioniere dell’arrampicata in Sicilia e apritore di numerosi itinerari sulle montagne dell’isola, e che nel 1991 sullo stesso pilastro, tracciò in solitaria la sua “Ho sentito le sirene cantare”.

Accesso generale
Da Palermo raggiungere Sferracavallo, famosa località di mare Palermitana. Accesso
Dopo aver trovato un buon parcheggio per la macchina (fanno multe un po’ ovunque) percorrere interamente a piedi tutta la via Barcarello, che in pratica sarebbe il lungomare, raggiungere così la punta di Barcarello che segna la fine del lungomare stesso e l’inizio della riserva di Capo Gallo.
A questo punto proseguire ancora a piedi per la sterrata che si inoltra nella riserva di Capo Gallo, quindi dopo aver varcato il cancello d’ingresso e percorsi circa 100 m, svoltare a destra e risalire il “Sentiero del Gabbiano” che con vari tornanti attraversa un bel bosco, una volta fuori ci si trova su una stradina che a mezza costa costeggia le pareti.
Seguirla e portarsi sotto la verticale dell’evidente pilastro Ovest del pizzo della Sella, costeggiarlo e giungere quindi all’attacco sotto la verticale di un diedro rosso molto evidente. Cordone lasciato all’attacco. (40 minuti dall’auto) Itinerario
1) Salire per una fessura obliqua da destra verso sinistra, e poi dopo un piccolo diedrino, zigzagare puntando alla successiva placconata sotto il diedro rosso; S1 30 m, VI  (Uno spit).
2) Superare il risalto sopra la sosta e poi tendere a destra evitando così la vegetazione, puntando poi a sinistra alla base di un diedro fessurato. S2, 30 m, IV+ (Uno spit).
3) Risalire la faticosa fessura che solca il diedro e superata una pancia, evitare a sinistra un grande lastrone appoggiato (pericolosissimo). Rientrare poi a destra e riprendere nuovamente la fessura e seguirla fino ad un rampa grigia verso sinistra, e quindi in sosta; S3, 35 m, VII/A1 (Uno spit).
4) Leggermente verso sinistra, superare un bel muretto grigio, quindi stare sulla destra nei pressi di grossi massi evitando la vegetazione, e poi puntare a sinistra verso un largo cengione alla base del diedrone rosso che segna la direttiva della via; S4, 30 m, V+ (Uno spit).
5) Salire un camino di roccia delicata e immettersi nel diedrone prima citato. Risalirlo interamente quindi e fare sosta alla base di un piccolo tetto; S5, 25 m, VII/A1 (Uno spit).
6) Uscire dal tetto seguendo la fessura che lo solca, quindi diritto per un diedro evidente e al termine del quale, uscire a destra sostando su una piccola cengia inclinata; S6, 30 m, VII/A1 (Uno spit).
7) Traversare (faccia alla parete) a destra e dopo pochi metri salire obliquamente verso destra (massi e folta vegetazione) puntando alla selletta; S7, 35 m, V- (Uno spit).
8) Salire una costola rocciossa per una decina di metri, e poi superare una zona molto alberata, e quando questa termina spostarsi sulla destra verso un terrazzino (tiro in comune con la via “Ho sentito le sirene cantare”); S8, 40 m, IV (Uno spit).
9) Salire obliquando a sinistra e attraversare una zona con pilastrini, puntare quindi all’estremità destra di una cengia presso la quale si fa sosta su un gradino; S9, 35 m, V (Uno spit più chiodo).
10) Dalla sosta percorrere tutta la cengia fino ad uno spit, quindi risalire tutto il diedro strapiombante con bella arrampicata. Al termine dello stesso salire verso destra su una placca di ottima roccia e rientrare poi a sinistra verso un pilastrino evidente; S10, 45 m, VI+ (Uno spit).
11) Risalire alcuni grossi massi e puntare ad un camino strapiombante. Superarlo e dopo aver raggiunto una cengia, salire un bel muro grigio da sinistra verso destra (chiodo lasciato), quindi al termine dello stesso traversare orizzontalmente verso sinistra per 10 metri e fare sosta alla base di una fessura; S11, 30 m, VII/A1 (Uno spit).
12) Scalare direttamente sopra la sosta, una bella fessura, poco prima che questa termina uscirne a sinistra e risalire una rampa fessurata fino ad un muro verticale. Superare il muro prestando attenzione ad una grossa lastra appoggiata (spit alla sua sinistra) e prima dello strapiombo, traversare a destra guadagnando una comoda cengia ; S12, 35 m, VII/A2 (Uno spit).
13) Traversare nuovamente a sinistra sulla parte finale del precedente tiro e risalire per intero tutta la fessura fino ad uno scomodo gradino di sosta ; S13, 20 m, VII/A1 (Uno spit).
14) Ancora dentro la fessura e poi superato lo spigolo, puntare ad un diedro grigio. Quindi a destra e poi in verticale per placche grigie fino ad una zona terrazzata dove si sosta; S14, 45 m, V+ (Uno spit). Discesa
Assolutamente sconsigliato lungo la via. Una volta fuori dalla parete dirigersi verso Sud, oltrepassare la ben visibile Punta Baloo e una volta raggiunto il pianoro, immettersi nella pietraia che riporta nuovamente verso il mare. (1 ora e 45 minuti) Materiale
Nprmale dotazione alpinistica. Mezze corde da 50 metri, 12 rinvii, una serie completa di friend fino al 5 BD, kevlar per eventuali clessidre, chiodi vari e ovviamente il casco.




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Autore scheda
Massimo Flaccavento
Versante
Ovest
Lunghezza dislivello
465m
Difficoltà
VII/A2

Percorso



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