Emiliano Zorzi
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Il tracciato della via 'Il giardino di Eolo' alla Creta di Mimoias nelle Alpi Carniche (Emiliano Zorzi 08-10/2025)
Emiliano Zorzi
Bellezza
Primi salitori
Emiliano Zorzi, agosto-ottobre 2025
Autore scheda
Emiliano Zorzi
Versante
Nord
Lunghezza dislivello
450 m + 100 m per l’uscita (pp. II)
Quota
2294m
Difficoltà
6c
Difficoltà obbligatoria
p. A0 (6a+), S1
Orario
5 - 7 h
Data pubblicazione
03/07/2026

Percorso



Scalata dal carattere sportivo, nel complesso molto bella per la qualità dell'arrampicata, che alterna tratti su placca ad altri decisamente più atletici, le difficoltà omogenee (tranne un unico tiro più impegnativo), lo sviluppo e la qualità della roccia. Interamente attrezzata a fix-spit, sempre abbastanza ravvicinati; consigliabili due mezze corde e 13 rinvii anche se è sufficiente una sola corda da 60 m (anche per l’eventuale discesa a doppie).

Data l’esposizione a nord (parete sempre in ombra e ambiente generalmente ventoso), è adatta alle afose giornate estive.

La via affronta più o meno al centro la parete, iniziando sotto la verticale della vetta. La prima parte si svolge prevalentemente su solide e ripide placche calcaree, generalmente lavorate, dalle difficoltà costanti, tranne una lunghezza (la seconda) decisamente atletica, che è il tratto chiave della metà bassa del percorso.

Giunti alla grande e bucolica terrazza erbosa, dove in caso di evenienze si può interrompere la scalata, una lunghezza più impegnativa porta a superare il muro strapiombante sopra la cengia per una fessura fisica, unico evidente punto debole della parete, a cui seguono un paio di altre lunghezze più semplici (tranne un breve p. A0, su un muretto completamente liscio; il passaggio è stato scalato in libera da G. Barnabà, ma su difficoltà boulder molto alte) che portano alla base della monolitica e strapiombante grande parete finale, che appare insuperabile. Qui il percorso, con una serie di lunghe traversate verso sx, guadagna il lato orientale della parete finale, dove questa diviene di nuovo accessibile. Tramite tre bei tiri su placche e pareti lavorate si giunge sui ripidi prati che permettono di raggiungere la cima.

Accesso generale

Il punto di partenza è lo spiazzo di parcheggio dell’ex Casera Lavardet (1418 m), sulla strada che da Comeglians/Ovaro risale l’intera Val Pesarina verso Forcella Lavardet, ca. 1 km prima del valico (23 km da Ovaro, 42 km da Tolmezzo).

Si segue la stradina forestale (segn. 203, fare attenzione dopo poche decine di metri a imboccare la strada in leggera discesa sulla dx) che conduce verso Casera Mimoias e il Rifugio De Gasperi. Dopo ca. 40 min, poco prima che la strada raggiunga il colle della casera e dove attraversa il Rio Mimoias (1588 m), si prende sulla sx (tabelle) il sent. 202 verso il Passo di Mimoias. Lo si percorre interamente con moderata salita (dopo 10 min si lascia sulla sx – scritta poco visibile – il sentiero per la cima della Creta di Mimoias e quindi, dopo 10 min, si lascia a dx la deviazione per Passo Elbel), transitando sotto lo scudo roccioso dove si svolgono le vie sportive del Mimoias (vedi guida Alpi Carniche Occidentali, it. B.8.1 – B.8.7), fino quasi a raggiungere l’ampia sella erbosa del Passo di Mimoias (1965 m), da dove finalmente è visibile la parete (1.30 h dal parcheggio).

All’ultimo tornante sotto lo spartiacque, conviene lasciare il sentiero e andare a sx per erba per raggiungere il punto più basso dell’insellatura (il sentiero transita poco più in alto a dx) da dove si prende verso sud-ovest la traccia che, tagliando in leggera discesa il versante erboso, conduce sotto la parete in corrispondenza del punto più basso delle rocce (attacco dell’altra via sportiva, ancora non ultimata). Si sale verso sx un canalino detritico ed erboso che in breve conduce all’attacco (spit visibili; 10 min dal Passo di Mimoias; 1.40 h dal parcheggio).

Itinerario

L1. Per bella parete articolata si sale fino alla base della fascia di roccia scura strapiombante che difende le soprastanti placche (20 m, 4c, 6S).

L2. Si supera la fascia strapiombante lungo una fessura leggermente obliqua a sx (tratto atletico, ottime prese ma piuttosto continuo) raggiungendo la base delle placconate soprastanti presso un piccolo terrazzino (15 m, 6a+, 6S).

L3. Si affrontano le belle placche che presentano qua e là qualche passaggio più tecnico. Sosta su terrazzino erboso (35 m, 5c, 12S).

L4. Non si imbocca il camino a sx della sosta, seguendo invece gli spit sulla parete di ottima roccia alla sua dx. Una rampa verso sx porta di nuovo verso il camino nel quale infine si entra al suo termine. Un breve diedrino conduce alla sosta, in comune con l’altra via che giunge da dx (30 m, 5b, 11S).

L5. Delle due, si segue la linea di spit sulla sx, che sale per placche fessurate, traversando infine verso sx alla sosta (30 m, 5b, 10S).

L6. Dopo un breve obliquo a sx, si supera un leggero strapiombo con un brevissimo passo liscio in uscita (p. 6b o A0), dopo il quale per una bella rigola si raggiunge la sosta sotto un tettino obliquo a sx, dove il terreno inizia ad abbattersi (30 m, 5c p. 6b o A0, 13S).

L7. Si segue verso sx il diedro formato dal tettino e quindi per roccette con erba (pp. II) si raggiunge, piegando di nuovo a dx, la grande e comoda cengia erbosa a metà parete, alla base dell’unica fessura che incide la soprastante barriera di strapiombi (30 m, 4c poi II, 6S, libro di via a dx della sosta, spit rosso di sosta).

NB: da qui, camminando verso sx senza difficoltà sulla grande terrazza erbosa, si può raggiungere la pista di calata a doppie (vedi discesa). Se invece si continua sulla cengia per altri 20 m si trova la sosta dell’altra via sportiva, attualmente in fase di realizzazione, e più avanti ancora un ulteriore progetto.

L8. Si scala la fessura leggermente strapiombante e obliqua verso dx fino a un piccolo pulpito alla fine del tratto strapiombante (25 m, 6c, 10S). L9. Si lascia la direttiva della fessura, che prosegue verso un marcato strapiombo, obliquando invece a sx su placca, prima appigliata e appoggiata, e poi per un breve tratto verticale e molto compatta (breve p. A0), oltre il quale si sosta (15 m, 6a+ p. A0, 6S).

L10. Si supera una breve fascia strapiombante, spesso umida, tramite un diedrino, dal quale poi si esce a dx per immettersi in un canalino appoggiato che conduce alla base del grande muro strapiombante sommitale (20 m, 6a, 7s).

L11. Si obliqua a sx, sotto il muro, per una facile rampa di roccia rotta, si traversa a sx su un terrazzino erboso (breve spezzone di corda fissa), e si prosegue nella traversata, leggermente ascendente fino alla sosta su piccolo e scomodo terrazzino (40 m, 4b, 9S).

L12. Si sale per parete verticale di ottima roccia, uscendone poi verso dx per portarsi di nuovo alla base del monolitico muro superiore, dove si sosta all’interno di un canalino (15 m, 5c, 5S).

L13. Si sale interamente il canale (breve strettoia all’inizio) con sassi e qualche lastra rotta, fino dove termina nei pressi di un piccolo pilastrino. Aggirato verso sx uno spigolo appena accennato ci si immette su una cengia spiovente che si segue verso sx (qui il muro sommitale inizia a lasciare posto a placche via via via più appoggiate) per ca. 30 m fino alla sosta, alla base di due rigole nerastre che incidono la placconata soprastante (55 m, I II, 4S; proseguendo ancora 10 m per la cengia si può raggiungere una sosta di calata della pista di corde doppie, p. I e II – vedi discesa).

L14. Con arrampicata molto bella si sale interamente la rigola di sx, su bellissima roccia pungente (35 m, 5b, 12S).

L15. Ci si porta alla base di un diedrino, salendo poi alla sua sx per rocce articolate, sostando poco prima di una grande rientranza della parete (20 m, 4b, 6S).

L16. Si sale per parete con fessure su quella sorta di pilastro che si trova a dx della rientranza, fino ad uscire su terreno più facile dove iniziano i ripidi prati sommitali (35 m, 5b, 10S). Se si scende a doppie si termina qui la scalata.

L17. Si sale verso sx (p. II, 1S) raggiungendo l’inizio di una sorta di cengia di morbida erba inclinata che si segue verso dx senza difficoltà fino a sostare molto comodamente (25 m, p. II poi I, 1S).

L18. A dx della sosta si sale per roccette solide e poi per una serie di gradinetti rocciosi con erba direttamente in verticale fino a sbucare sulla cresta sommitale. Sosta su un roccione emergente sulla cresta (30 m, I p. II, 2CL).

Discesa

Discesa dalla cima: Si percorre verso sx (est) la cresta senza particolari difficoltà, stando in qualche tratto per erba sul lato sud, raggiungendo, dopo aver aggirato a dx un torrioncino roccioso (p. I), la croce della Cima Est (2266 m, libro di vetta, 5 min dall’uscita della via). Da qui si scende sull’erboso versante sud-est per comodo sentiero che prima per i prati sotto la cima e poi, dopo un brevissimo tratto con roccette, oltrepassata la conca con pozza d’acqua sotto il Monte Paradara, per il ripido bosco sottostante (traccia sempre ben visibile) ci si ricongiunge con il sent. 202 pochi minuti più in alto della strada forestale di Casera Mimoias (1.15 h dalla cima). Per questa in 30 min si rientra al parcheggio.

Discesa a doppie:
Dalla sosta 17, se non si vuole salire in cima per i prati terminali o se si è lasciato materiale all’attacco, si può scendere con una lunga serie di corde doppie da 30 m, tutte su soste a fix-spit, fino al Passo di Mimoias.

La linea di discesa a doppie si sviluppa a est del tracciato della via (vedi foto), pertanto se ne dà qui una descrizione. Le direzioni si riferiscono guardando faccia a valle.

CD1 (30 m): dalla sosta 17 alla sosta 16.
CD2 (20 m): dalla sosta 16 alla sosta 15.
CD3 (30 m): non si scende lungo la placca con rigola dove si sviluppa il tiro 15, ma si sta più a dx, raggiungendo una sosta di calata sulla cengia rocciosa a metà del tratto alto della parete (10 m a sx c’è la sosta 14, facilmente raggiungibile in caso di necessità).
CD4 (30 m): ci si cala obliquando leggerm. a dx per placche appoggiate che alla fine divengono verticali, poco più in basso, su piccolo terrazzino esposto si trova la sosta di calata a fix (pochi metri a dx, vecchia sosta di calata a chiodi).
CD5 (30 m): direttamente lungo la parete verticale, in vista della grande cengia mediana, fino a un terrazzino erboso.
CD6 (30 m): in verticale fino alla grande terrazza erbosa.
Lungo la grande terrazza si può raggiungere, verso sx, in pochi minuti la sosta 8.
Per continuare la discesa si cammina verso dx per una ventina di metri, alla fine salendo un po’ su erba, rinvenendo la successiva sosta di calata a fix.
CD7 (30 m): si scende per un breve muretto strapiombante e poi lungo una sorta di diedro obliquo appoggiato, sotto il quale, sulla dx, si trova la sosta su placche molto appoggiate.
CD8 (30 m): per il sottostante dorso di placche. Sosta su piccolo terrazzino, ancora sulle placche.
CD9 (30 m): per la parte finale delle placche e poi per erba con roccette (sosta poco visibile; bollo rosso).
CD10 (30 m): per erba ripida con roccette, spostandosi infine sulla dx, lungo una terrazza di erba ripida.
CD11 (20 m): per erba ripida e qualche saltino fino a un poggio poco sopra la sella del Passo di Mimoias (1.30 h in tutto per la discesa a doppie).

Scendendo per il dorso erboso del poggio, stando preferibilmente a sx dello spartiacque, si raggiunge rapidamente l’insellatura erbosa del passo, sul percorso d’accesso. Per questo in 30 min si scende a Casera Mimoias e con altri 30 min al parcheggio.

Note

Roccia ottima, tranne qualche breve tratto (facile).

NB: parallelamente sulla dx, con una sola sosta in comune alla L4, si sta sviluppando un'altra via (di altri scalatori) più impegnativa, non ancora ultimata (tracciato arancione sulla foto), che al momento, si esaurisce due lunghezze sopra la cengia mediana.

Inoltre, sulla cengia mediana, ca. 40 m a dx della sosta di inizio della seconda parte, inizia un ulteriore progetto inconcluso di alcune lunghezze, non ultimato (tracciato giallo sulla foto).





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05/07/2026 Rolando M.

Luogo solitario e maestoso, una via percorribile facilmente con mezzi tradizionali: mi chiedo se qualcuno si sta davvero interrogando su questa deriva trapanatoria. Che tristezza...

Bellezza
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Emiliano Zorzi, agosto-ottobre 2025
Autore scheda
Emiliano Zorzi
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Nord
Lunghezza dislivello
450 m + 100 m per l’uscita (pp. II)
Quota
2294m
Difficoltà
6c
Difficoltà obbligatoria
p. A0 (6a+), S1
Orario
5 - 7 h
Data pubblicazione
03/07/2026

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