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Durante l'apertura di 'L'eterna giovinezza' sul Monte Foscagno in Vallaccia Corta (Eraldo Meraldi, Lorenzo Giacomelli, 28/05/2017)
Fotografia di Eraldo Meraldi, Lorenzo Giacomelli
Durante l'apertura di 'L'eterna giovinezza' sul Monte Foscagno in Vallaccia Corta (Eraldo Meraldi, Lorenzo Giacomelli, 28/05/2017)
Fotografia di Eraldo Meraldi, Lorenzo Giacomelli
Lorenzo Giacomelli durante l'apertura di 'L'eterna giovinezza' sul Monte Foscagno in Vallaccia Corta (Eraldo Meraldi, Lorenzo Giacomelli, 28/05/2017)
Fotografia di Eraldo Meraldi, Lorenzo Giacomelli
Monte Foscagno in Vallaccia Corta (Catena del Paradiso, Alpi Retiche, Alta Valtellina) e le sue vie alpinistiche
Fotografia di Eraldo Meraldi, Lorenzo Giacomelli
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L’eterna giovinezza, nuova via alpinistica sul Monte Foscagno in Alta Valtellina

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Il report di Eraldo Meraldi e Lorenzo Giacomelli che, nel maggio del 2016, sull’avancorpo NE del Monte Foscagno in Vallaccia Corta, Alta Valtellina (SO), hanno aperto L’eterna giovinezza, una nuova via alpinistica di misto.

Il Monte Foscagno non si smentisce e sorprende sempre, il terreno di gioco si amplia e si prende nuovi spazi. Il particolare inverno non ha dato tante possibilità di potersi esprimere, quindi aspettando la primavera e tenendo a freno i desideri alpinistici in continua mutazione, finalmente è arrivata la giusta ispirazione in una giornata pessima dal punto di vista meteorologico; si sa che a volte gli alpinisti cercano le avventure complicate.

Questa volta sono salito in compagnia del giovane amico Lorenzo Giacomelli; la nuova via ha uno sviluppo di quasi 600 metri lungo un logico sperone-spigolo sull’avancorpo nord-est del Monte Foscagno e va ad aggiungersi alle già presenti Nice to have met you - E’ stato un piacere averti conosciuto di fine novembre 2015 (Eraldo Meraldi, Stefano Bedognè), Di mamma ce n’è una sola del marzo 2015 (Eraldo Meraldi, Stefano Bedognè) e Tracce di Sangue dicembre 2011 (Fabio Meraldi, Enrico "Beno" Benedetti); la salita non è molto difficile ma sicuramente è divertente e porta ad avventurarti in un ambiente affascinante, intricato e complesso fatto di rampe, canali, fasce rocciose, diedri, spigoli, eccetera. Insomma di tutto di più, un mix di ogni tipo di terreno che si possa trovare sulle grandi pareti.

A volte delle piccole perle vengano scovate così sotto gli occhi di tutti, senza che nessuno si sia mai reso conto che lì ci potesse essere qualcosa di meraviglioso; non v’è alcun motivo particolare perché a qualcuno è venuta l’idea di andare a metterci gli occhi, semplicemente perché avevano voglia di mettersi in gioco, di divertirsi, di sentire il rumore sordo delle piccozze e dei ramponi che entrano nella neve e nel ghiaccio, delle piccozze e dei ramponi che stridono delicati sulla roccia. Questi attrezzi di solito rinchiusi in luoghi angusti e bui, quando vengono tolti e messi nello zaino tirano fuori il loro prepotente desiderio d’azione; la tenacia in apparenza esanime, rapidamente colma tutto lo spazio intorno con un’equilibrata sottile tensione. Di tutta questa preziosa energia noi non ci accorgiamo ma ci rendiamo conto che senza di loro la salita non sarebbe possibile, quindi è un dare-avere perché risvegliarli dalla loro quiete viene a creare una sorta di comunanza di cui l’unico desiderio è salire in alto.

Lorenzo è giovane, ha la mente fluida e gli piace conoscere il mondo, fare tante cose, leggere e andare a scuola. Quando ha iniziato con me ad andare in montagna era di poche parole, forse per timida riverenza nei miei confronti, poi piano piano siamo diventati amici anche se abbiamo un divario di tanti anni. Mi piace ascoltare le sue esperienze e il suo modo di pensare, è riflessivo, paziente e contento della vita, proprio un buon compagno di cordata. La via è dedicata alla giovinezza di Lorenzo che è importante viverla intensamente, capirla e coglierla come una grande e unica opportunità; andare in montagna, è solo un buon modo sano di fare delle esperienze, ma il bello della vita è tutta un’altra cosa.

di Eraldo Meraldi



Nuova salita in Vallaccia Corta
di Lorenzo Giacomelli

Eraldo mi ha proposto di andare insieme a lui a fare una nuova via di misto in Vallaccia Corta. Questa piccola valle è stata negli ultimi tempi teatro di molte nuove salite quasi tutte firmate dall’instancabile Eraldo. Nonostante la mia inesperienza con picche e ramponi sono curioso di vedere cosa c’è ancora ad attenderci in un luogo tanto accessibile e comodo dopo le varie "scorribande" della guida alpina di Valfurva.

La partenza è fissata per il primo mattino e uscire dalle coperte non è facile ma la voglia di provare questa nuova esperienza mi attira. Il cielo è limpido e l’aria già calda; penso fra me e me che forse non ci sono le condizione adatte ma sono comunque fiducioso. Quando Eraldo arriva a prendermi, puntuale come sempre, vengo subito rassicurato e, rinvigorito dalle sue parole, non vedo l’ora di scendere dalla macchina per mettere i ramponi. L’avvicinamento è abbastanza breve ma le alte temperature già di prima mattina ci fanno sprofondare nella neve.

Fortunatamente siamo attrezzati con le ciaspole e, una volta giunti sotto lo sperone roccioso dove attaccheremo la via, la prospettiva, che fino a quel momento mi aveva ingannato facendomi credere che si trattasse di pochi tiri di corda, mi fa ricredere. Il promontorio, incastonato in questa magnifica valle ad anfiteatro, sembra infatti molto più ripido e grande di quello che credevo. Eraldo parte subito e, senza soffermarmi troppo sulla parte tecnica, dirò che ogni tiro si sussegue piacevolmente all’altro in quella che a me sembra una sequenza infinita di canali innevati, brevi salti rocciosi ed estetiche creste.

Alcuni tratti sono veramente meritevoli e nonostante la qualità della roccia non sia sempre eccelsa, c’è da dire che la salita è molto appagante. Raggiungiamo la cima del promontorio dopo alcune ore, la soddisfazione si mescola con il piacere della salita e anche ad un po’ di stanchezza. Il fatto di trovarmi all’aria aperta quando dovrei essere sui banchi di scuola mi fa sorridere e godo appieno il momento. Mi ritengo molto fortunato di poter vivere esperienze così; esperienze che ad occhi inesperti potrebbero apparire senza alcun fine e una perdita di tempo ma che per me rappresentano un modo per uscire dalla quotidianità pur stando a pochi passi da casa. Queste piccole avventure personali permettono di assaporare pienamente ogni momento e anche quando sono finite resta un piacevole senso di soddisfazione: il tempo è stato speso nel modo migliore.


SCHEDA: L'eterna giovinezza, Monte Foscagno

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