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Ivan Peri sotto le Tre Cime di Lavaredo, Dolomiti
Photo by archivio Ivan Peri
Ivan Peri
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Ivan Peri sotto le Tre Cime di Lavaredo, Dolomiti
Photo by archivio Ivan Peri
Il percorso di Across the Alps di Ivan Peri
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Ivan Peri e Across the Alps: un sogno di 80 giorni

24.07.2014 di Teddy Soppelsa

Ivan Peri non è un personaggio immaginario e nemmeno si è messo in cammino per una scommessa. Semplicemente vuole realizzare il suo sogno: attraversare le Alpi a piedi in 80 giorni. Di Teddy Soppelsa per Good For Alps, magazine AKU trekking & outdoor footwear.

Era il 1873 quando Jules Verne pubblicò uno dei suoi più famosi libri: “Il giro del mondo in ottanta giorni”. Da allora le avventure del ricco londinese Phileas Fogg e del suo cameriere francese Passepartout, che tentarono per una scommessa di circumnavigare il mondo in 80 giorni, continuano ad ispirare autori, romanzieri e avventurieri in ogni angolo della Terra.

Attraversare le Alpi a piedi in 80 giorni è una di queste belle avventure che Ivan Peri, giovane livignasco, sta realizzando proprio in questi giorni. Lo abbiamo raggiunto a Unser Frau in Schnals (Madonna di Senales, 1500 m). Appoggiato il pesante zaino per terra, gli lasciamo giusto il tempo per prendere fiato e bere un sorso d’acqua.



Ciao Ivan, raccontaci chi sei e cosa fai qui?
Mi chiamo Ivan Peri, ho 37 anni e vivo a Livigno. D’inverno faccio il maestro di sci. Insegno a sciare ai turisti di tutte le nazionalità e d’estate, come Accompagnatore di Media Montagna, li accompagno alla scoperta dell’Alta Valtellina e della vicina Svizzera. Lo sport, la natura e la montagna sono la mia vita (Ivan è laureato in Scienze Motorie e diplomato ISEF, ndr). Durante il corso di Accompagnatore ho effettuato diverse ascensioni alpinistiche con Ismael Santos Rodriguez, un grande amico spagnolo e compagno di corso che in quel periodo stava compiendo le salite a tutti i 4000 delle Alpi. Sono qui per realizzare il mio sogno: “Across the Alps - Il giro delle Alpi in 80 giorni”. Un desiderio che avevo da anni e che è cresciuto ancor di più dopo aver trasformato una delle mie passioni, l’andare in montagna, in una professione.

Quando sei partito?
Sono partito il 12 giugno da Trieste e prevedo di arrivare a fine agosto a Montecarlo dopo 80 giorni, con almeno 2000 Km e un dislivello attorno ai 120.000 metri. Sto registrando il percorso con il GPS e alla fine vedremo…

Quale percorso stai seguendo e come sei organizzato?
La traccia di rotta prevedeva quasi subito di sconfinare in Slovenia e poi proseguire sul confine Italia-Austria, ed è quello che ho fatto. Da qui in avanti camminerò lungo il confine di Svizzera, Francia, Italia e Principato di Monaco. Cammino in gran parte in autonomia. Ho con me una tenda e un sacco a pelo e solo se necessario, anche per questioni economiche, dormo in rifugi, ostelli, agriturismi, ecc. Scelgo il percorso in modo da trovare sempre un posto dove “fare la spesa”. Raccolgo in ogni tappa informazioni e cartine specifiche per meglio muovermi e decidere il percorso, anche in relazione alle condizioni d’innevamento o altri imprevisti.

A parte il tuo sogno, c’è qualcosa altro che ti ha spinto a partire?
Per una sfida personale… e poi mi sono detto: “Ivan vai. Ora o mai più!”. Infatti quando torno voglio mettermi a costruirmi la casa e non avrò più tutto questo tempo. Ho scelto di attraversare le Alpi perché credo sia uno dei luoghi più belli della Terra, con una varietà di ambienti, popoli, fauna e flora veramente notevole. Camminare a piedi è il modo migliore per vedere tutta questa bellezza e poterla apprezzare appieno.

Come sta andando il viaggio fino a questo punto?
Per ora molto bene. Sono ad un terzo del viaggio e non mi sembra vero. È stata molto dura nei primi giorni. Mi mancava l'abitudine al carico giornaliero, senza mai riposare, con 22 kg di zaino da portare per strade e stradine, per tratti asfaltati o sterrati molto duri. E poi lungo i sentieri, dov’è più faticoso ma fisicamente assorbo meglio la fatica. Anche sotto l’aspetto mentale va bene. Sono concentrato sulla meta e ho molto entusiasmo, stupore e appagamento per tutto quello che vedo. Solo un paio di giorni, causa le condizioni meteo difficili, mi è venuto qualche pensiero negativo. Mi chiedevo: “Quanto saranno lunghi questi 80 giorni?”. Ma il pensiero ricorrente è sempre rivolto ad immaginare la felicità che proverò alla fine del viaggio, quando potrò dire: “Ho realizzato un sogno!”. Questa è la cosa che mi dà forza e consapevolezza che ce la posso fare.

Raccontaci di qualche incontro
Gli incontri sono tantissimi e ogni volta che c'è il tempo per spiegare cosa sto facendo, sono tutti incuriositi, disponibili e premurosi, ognuno a modo suo. Il fatto di viaggiare da solo, per così tanto tempo e con uno zaino così carico, lascia tutti affascinati e con una punta d’invidia, o il desiderio di provare anche loro. Un incontro particolare è stato con l'avanguardia dei pellegrini di Forni Avoltri diretti al Santuario della Madonna di Luggau. Abbiamo mangiato, bevuto liquori e chiacchierato a lungo. Un altro incontro è stato quello con un vecchietto in un alpe dell’Austria. Quando mi ha visto è entrato in casa ed è uscito con delle ciliegie per me.

Cosa ti saresti aspettato di trovare e invece non hai trovato?
Sinceramente un po' più di bel tempo. Quello che invece non mi sarei aspettato di trovare sono gli enormi danni causati dalla neve di questo inverno. Specialmente in Slovenia e in Carnia. Boschi devastati, sentieri distrutti, tanta neve e detriti ancora nei canaloni da valanga e tanti, tanti danni. Rispetto al modo con cui abitualmente cammino in montagna - si sale una vetta e poi si scende spesso per il medesimo percorso - ho provato un piacere e una soddisfazione nuova. E’ la bellezza, la curiosità e il piacere di andare a scoprire cosa c'è al di là di un passo, di una valle, di un colle. E’ un modo di andare verso una direzione, con una forma mentale completamente diversa che dà continuità e comunicazione.

Con quali pensieri ti addormenti alla sera sotto la tenda?
In genere i pensieri sono rivolti alla giornata appena trascorsa che ricordo annotandoli sul mio diario di viaggio. Nei pochi giorni dove ho incontrato delle difficoltà, con giornate davvero pesanti, i miei pensieri erano invece rivolti ad immaginare quali ostacoli avrei potuto trovare l’indomani. Poi tutto passa e anche oggi è stata una gran bella avventura e sono felice.

Fino ad ora, quali diversità hai notato nei gruppi montuosi attraversati?
Dal punto di vista morfologico mi ha impressionato il Carso con le famose doline e la mancanza d'acqua, di cui ero a conoscenza. Però non immaginavo lo stupore che avrei provato quando, dopo 10 giorni, ho udito il rumore dell'acqua nei ruscelli. Sulle mie montagne l’acqua è sempre una compagna di viaggio. Sempre nel Carso e nella zona del Triglav mi hanno affascinato le rocce fessurate, gli imbuti e le crepe che associavo ai crepacci dei ghiacciai, chiaramente a scala ridotta. Culturalmente invece è stato molto istruttivo passare da un “paese verde” come la Slovenia, splendido per le immense foreste dove l'uomo sembra sia ancora un ospite nella natura, alle zone dell'Alto Adige dove l'uomo ha messo la natura al suo servizio e ne gode i benefici dello sfruttamento agricolo e turistico.

L’intervista, per ora, termina qui. Anche noi ci accomiatiamo da Ivan con un po’ d’invidia. Le descrizioni del viaggio e il suo entusiasmo ci hanno contagiato, il desiderio di mollare tutto e partire è forte. Lasciamo Ivan alle sue incombenze serali, con la promessa è di ritrovarci per un’altra chiacchierata, prima che finisca il suo sogno. Intanto chiunque può seguire Ivan, giorno per giorno, comunicando con lui attraverso la sua pagina facebook Across the Alps.

L’EQUIPAGGIAMENTO DI IVAN:
Per dormire:
Materassino ad aria Therm-a-rest
Sacco piuma Ferrino
Tenda MSR
Per mangiare e bere:
Fornellino Jetboil e bombola gas
Piatto, posate e termos
Scatola viveri
Viveri e liquidi più o meno in abbondanza
Per vestirsi:
Cosa indosso: pantalone leggero e maglietta Mountain Hardwear
Ricambio pesante: pantalone, 2 camice (manica corta e manica lunga), gillet, pile Mountain Hardwear, canottiera lana, 2 calze lana (pesante e leggera)
Copri pantaloni per la pioggia Montura
Piumino Patagonia
Guscio Mountain Hardwear
Occhiali da sole
Berretto, fascia e cappellino
Mantellina
Ai piedi
Scarponi AKU Superalp GTX
Le guide alpine di Livigno, che da anni sono tester di alcuni scarponi AKU, mi avevano suggerito di rivolgermi a loro. AKU mi ha messo a disposizione due paia di scarpe adatte al mio viaggio: la Fastalpina Gtx di taglio basso e la Superalp Gtx di taglio alto. Alla fine del secondo giorno ho optato per usare solo la Superalp, anche se la comodità della Fastalpina erano un vero piacere. Fin dal primo giorno ho camminato in montagna sui sassi, oltre che sugli sterrati in prossimità dei villaggi. Con il peso che porto sulle spalle avevo bisogno di una scarpa solida e ho sentito subito la differenza rispetto ad una scarpa bassa.
Ciabatte Crocs
Per lavarsi:
Asciugamano piccolo e grande
Borsetta igiene personale
Extra:
Zaino da 60 lt. Osprey
Copri zaino
Sacchetto con prese, cavi, carica batterie vari per fotocamera, telefono e gps
Fotocamera Canon
GPS Garmin 64s
Pannellino solare Goalzero
Coltellino multiuso Victorix
Lampada frontale Petzl
Occhiali da sole Oklay
Borsa documenti: denaro, cartine, diario di viaggio e penna

"Across the Alps" è una storia di GOOD FOR ALPS
Magazine di AKU trekking & outdoor footwear
09/07/2014 - Camminatori, il lungo sentiero della scoperta
12/06/2014 - Contadini - La montagna non è un parco giochi
16/04/2014 - I riparatori del fragile mondo della montagna
27/03/2014 - Pastori e guide alpine. Due mondi a confronto

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