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Kurt Diemberger
Photo by WebTv TrentoFilmFestival
Walter Bonatti & Doug Scott
Photo by Anna Piunova
Piolets d'Or 2012: Robert Paragot riceve il premio alla carriera "Walter Bonatti" da Kay Rush
Photo by Gughi Fassino

Piolets d'Or 2013 al via. A Kurt Diemberger il premio alla carriera

06.02.2013 di Planetmountain

Dal 3 al 6 aprile Courmayeur e Chamonix tornano ad essere le capitali dell’alpinismo mondiale grazie alla 21° edizione dei Piolets d’Or, il premio internazionale di questa disciplina.

Tre giorni di incontri e dibattiti sul tema della montagna, che eleggeranno la/e migliore/i ascensione/i del 2012.
Il Piolet d’Or Carrière 2013 sarà dedicato al grande alpinista austriaco Kurt Diemberger.

Dopo Walter Bonatti, Reinhold Messner, Doug Scott e Robert Paragot sarà Kurt Diemberger a ricevere il Piolet d’Or alla Carriera 2013. Il prestigioso riconoscimento, dal 2012 intitolato a Walter Bonatti, sarà assegnato al grande alpinista austriaco in occasione della 21^ edizione dei Piolets d’Or, gli Oscar dell’alpinismo, in programma dal 3 al 6 aprile a Courmayeur e Chamonix.

Il 2012 ha visto un susseguirsi di scalate spettacolari su tutti i massicci del mondo: dalla Patagonia all’Alaska, dal Karakorum all’Himalaya, senza dimenticare le Alpi, da sempre teatro di imprese straordinarie. Tantissime le spedizione quindi che si stanno contendendo le nomination finali, tutte operate nel rispetto della natura, dei loro abitanti, della loro cultura e di un’etica sportiva valorizzando l’avventura e l’impegno. La lista delle ascensioni nominate per il 2013 saranno disponibili sul sito dei Piolets d’Or a dal 7 febbraio 2013.


5° PIOLET D’OR CARRIERE “Premio Walter Bonatti”

Il Piolet d’Or Carrière è stato ideato per premiare una carriera alpinistica eroica, il cui spirito ha ispirato le generazioni successive, rispettando i criteri stabiliti dalla Carta dei Piolets d’Or. Il primo Piolet d’Or Carrière è stato assegnato a Walter Bonatti nel 2009, seguito da Reinhold Messner (2010), Doug Scott (2011) e infine Robert Paragot (2012). Quest’anno sarà Kurt Diemberger a ricevere il quinto Piolet d’Or alla carriera, dal 2012 premio intitolato alla memoria di Walter Bonatti.

Nato nel 1932, a Villach (Austria), Kurt Diemberger ha conosciuto una giovinezza tumultuosa sulle montagne. Kurt iniziava le sue estati tra le Alpi occidentali, quando il ghiaccio era in buone condizioni, e terminava sulle rocce delle Dolomiti, a settembre. Con questo ritmo, Kurt Diemberger accumulò rapidamente un lista di imprese impressionanti. Tra il 1956 e il 1958, l’alpinista austriaco con il suo amico e compagno di cordata Wolfgang Stefan scalarono Cervino, Eiger e Grandes Jorasses, senza dubbio, le tre pareti Nord per eccellenza. Nel 1957, partecipò alla prima scalata del Broad Peak (8051 m), una spedizione audace per l’epoca, con soli 4 alpinisti: Kurt Diemberger, Markus Schmuck, Fritz Wintesteller e il leggendario Hermann Buhl, autore della prima scalata al Nanga Parbat (8125 m) nel 1953. Dopo il Broad Peak, Kurt partì con Buhl per l’ambita cima del Chogolisa (7665 m), in stile alpino. Purtroppo, Buhl sparì nella nebbia a causa della rottura di un costone. Nel 1960, grazie ad una spedizione svizzera, Kurt ritrovò la gioia della vetta al Dhaulagiri (8167 m). Divenne allora un dei pochi uomini ad aver scalato due volte gli ottomila. Queste, però, non sono le sue uniche avventure sull’Himalaya.

Kurt compie diverse spedizioni leggere in Hindu Kuch, conquistando l’Afghanistan, dopo l’Austria, al volante di un minibus VW. Tra le diverse spedizioni in stile leggero, va ricordata anche quella del Tririch Mir IV (7338 m). Durante la primavera del ’78, Diemberger salì il Makalu, poi l’Everest con Pierre Mazeaud in autunno. Nel 1986 incatenò Gasherbrum II (8035 m) e il K2 (8611 m). Colto dalla tempesta, Kurt e la sua compagna Julie Tullis rimasero bloccati in altitudine. Julie morì per un edema, Kurt rientrò con un congelamento il quale lo sottopose a diverse amputazioni.

Kurt Diemberger continuò successivamente a correre tra le montagne, in particolare in Cina. Eroico alpinista condivide le sue opere scrivendone, filmandone e parlandone a conferenze, testimoniando la sua vitalità, la sua passione per la montagna, e la sua eccezionale longevità.


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