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Su Hellzapoppin' in viaggio tra roccia, cielo e mare
Photo by archivio Ivo Ferrari
Su Hellzapoppin'
Photo by archivio Ivo Ferrari
Montagna Spaccata e Mediterraneo
Photo by archivio Ivo Ferrari
Arrampicare a Gaeta
Photo by archivio Ivo Ferrari

Hellzapoppin', viaggio a ritroso nella storia dell'arrampicata di Ivo Ferrari

03.01.2013 di Planetmountain

Ivo Ferrari e il viaggio arrampicata a ritroso su Hellzapoppin', una delle più belle vie del Mediterraneo, aperta nel 1977 da Gianni Battimelli, Fabrizio Antonioli, Paolo Bellotti, Giorgio Mallucci, Cristiano Delisi.

Hellzapoppin' è un capolavoro. Un'autentica visione irriverente, farsesca e “senza senso”, perciò è imperdibile e immortale. Stiamo parlando del film, naturalmente. Di quella pellicola del 1941, firmata da Henry C. Potter, che riprendeva uno degli spettacoli più importanti e innovativi di Broadway. Ma stiamo parlando anche della via, illogica, irripetibile e perciò bellissima, che traversa verso l'alto quella straordinaria Montagna Spaccata di Gaeta che sorge dal Mare Nostrum. Era la fine degli anni '70 quando Hellzapoppin' nacque. In quel tempo di mezzo in cui s'inventava una nuova epoca dell'arrampicata che poi, a torto o a ragione, si trasformerà in “sportiva”. Di tutto ciò, nulla o quasi, sapevano quei giovani e “sciammannati” arrampicatori romani che, anche in quel di Gaeta, presero a cambiare il gioco della scalata. Così per una visione, in verità per l'epoca più simile ad un'allucinazione, di Gianni Battimelli, e con la sentita partecipazione di Fabrizio Antonioli, Paolo Bellotti, Giorgio Mallucci, Cristiano Delisi prese vita Hellzapoppin', una via ancora oggi simbolo di bellezza. La sua storia (imperdibile, quasi quanto le mozzarelle di bufala, l'altro gioiello della Gaeta dell'arrampicata) è raccontata dallo stesso Gianni “Batman” Battimelli su unfinishade.typepad.com/climbing. Da leggere, assolutamente! Non prima però di fare questo piccolo viaggio a ritroso su Hellzapoppin' insieme a Ivo Ferrari che, come sempre, ci accompagna alla ricerca di queste perle indimenticabili.


VIAGGIO A RITROSO di Ivo Ferrari

Sono nel bel mezzo di tanti “odori e profumi”, i Pescatori sono appena rientrati e stanno scaricando il pescato, la gente si muove frettolosamente, curiosi e acquirenti, la banchina del porto è diventata in pochi minuti un centro d’incontro, si spinge, tutti vogliono vedere, io …. Voglio conoscere. Mi muovo da un pescato all’altro, un numero considerevole di pesce di ogni tipo, non conosco il pesce di Mare e chiedo affascinato dal sapere, oggi sono molto più attento di ieri, ho meno fretta nelle cose...

Gaeta e le sue imbarcazioni, Gaeta e il suo faro che attira col buio l’attenzione dei miei bambini, Gaeta e la sua storia ricca di polveriere e luoghi militari, io la conoscevo solamente per il suo famoso carcere militare, li durante la “naia” ad ogni guaio che combinavo ero solito sentirmi dire “ti spedisco a Gaeta” e... Mi sto calando in doppia verso un Mare meravigliosamente calmo, fa caldo, non c’è ancora nessuno, siamo i primi, Silvano mi guarda mentre scompaio inghiottito lungo la via dei Camini, la prima linea aperta nel lontano 1955 lungo i “faraglioni”, una bella via, ricca di appigli e storia, ora la stiamo scendendo, la nostra destinazione è un'altra linea che conosco e sogno da “sempre” talmente mitica che ancora oggi che i miei avambracci hanno imparato a conoscere la mitologia, ne sono intimorito!

Il Mare è ha pochi metri da me, calmo da sembrare uno specchio, io sono a pochi metri da lui, agitato da sembrare insicuro, non so nuotare e anche se legato per bene ad una corda del dieci, non mi sento proprio a mio agio! Il profumo di salsedine ricopre ogni appiglio e appoggio, che strano posto per un “nordista”, ma col passare del tempo, ogni nuovo posto che visito diventa automaticamente “strano”, sono tornato sui banchi di scuola, non uso libri, ma imparo molto più facilmente usando occhi, naso, orecchie... Conosco tanti alunni come me, di accenti differenti, culture diverse, ma Tutti impegnati nella stessa materia, o meglio sulla stessa materia!

Un colpo di braccio e la corda si sfila dall’ultimo ancoraggio di doppia e si ritrova accanto a noi, ora non c’è altro modo che risalire, ora mi sento più un marinaio che un... La salsedine segna il tempo e le protezioni a volte lo dimostrano, vecchi chiodi di un’epoca “fantastica”. Sono corrosi, le placchette inox resistono fissate a bulloni arrugginiti. Tutto è fantastico, tutto molto unico, siamo fuori luogo in un posto finto, come una favola! Non mi meraviglierei se, mentre mi preparo il materiale e sistemo il tutto, un Pesce enorme m’inghiottisse portandomi a fare un giro al suo interno come Pinocchio!

Il traverso di Hellzapoppin' è come un viaggio panoramico, se soffri il mal di mare, vomiti sicuramente! Piano e attento inizio il “viaggio”, strizzo gli appigli netti e schiaccio quelli spioventi, non guardo sotto, attraverso lasciando il Silvano nascosto alla mia vista, attraverso e la corda dietro mi segue. 1977, 2012, un’infinità di cose verticali sono state fatte, un’infinità di gente a ripetuto Hellzapoppin, tanti, ma non io! E oggi siamo soli, oggi è “una prima volta” ed è quello che mi rende felice.

Arrivo in sosta sudato, non farei mai il “pescatore” troppo verde il mare, troppo scuro il mare... Dopo un'altra breve lunghezza ci ritroviamo su famoso terrazzino raggiunto diverse volte dal “formidabile” Gianni BAT Battimelli nel corso di numerosi tentativi durante la creazione della via, ci si potrebbe bivaccare, un bivacco vista mare, confortevole e con una visuale perfetta!! Mare, MARE, MARE!

Ora numerosi fix rendono il tutto più domestico e se salti, il tuo compagno se non si è addormentato alla sosta, cotto dal Sole e cullato dalla musica del Mare, ti può ripescare tirandoti fuori dai guai, ma all’ora? Gianni pianto un chiodo artigianale (un picchetto da tenda!) e uso dadi, sicuramente io sarei ritornato indietro!

Le lunghezze seguenti sono da antologia, la linea entra illogicamente con logica nella parete, ci si stacca dal terrazzo con un passo veramente duro, e poi su lungo una fessura arrotondata, più il Mare si allontana, più il vuoto diventa padrone incontrastato, bella, bellissima, forse giustamente “unica”, saliamo piano , godiamo ogni movimento, siamo fortunati, la macchina fotografica immortala immagini, il naso i profumi, gli occhi e la mente ricordi.

La penultima lunghezza ci deposita su una cengia, lì un lungo traverso e una bella “pompata” di avambracci mi scaraventano sulla “terra ferma”, tra ulivi, lecci e una folta macchia mediterranea. SONO contentissimo, finalmente ho salito “la storia”, finalmente Hellzapoppin è un bellissimo giorno di fine Dicembre. Ci stringiamo la mano, e come bambini torniamo a ricalarci per risalire altre due volte, ma oramai sono diventato un Uomo di Mare... Legato ad una corda del dieci ovviamente!

Un sereno 2013 a tutti
Ivo Ferrari

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