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Melloblocco 2011
Melloblocco 2011
Photo by Melloblocco - Diego Neonati
Melloblocco 2011
Melloblocco 2011
Photo by Melloblocco - Diego Neonati
Melloblocco 2011
Melloblocco 2011
Photo by Melloblocco - Claudio Piscina
Chris Sharma - Melloblocco 2011
Chris Sharma - Melloblocco 2011
Photo by Melloblocco - Klaus Dell'Orto
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Melloblocco 2011 e la grande tribù del boulder

09.05.2011 di Vinicio Stefanello

Il Melloblocco, la Val di Mello, la tribù dei boulderisti e il più grande meeting dell'arrampicata boulder.

Non starò più a cercare parole che non trovo, per dirvi cose vecchie con il vestito nuovo... Insomma, questa volta (prendendo indebitamente a prestito Guccini) non vi racconterò il Melloblocco n° 8 come al solito. Non vi dirò che è stato bellissimo, anche se lo è stato oltre ogni previsione. Né vi racconterò della Valle dove le cascate fanno le curve. Né dei suoi colori. Non vi dirò del verde smeraldo dei prati. Del sole (quest'anno splendido) che gioca a rimpiattino nella foresta dei Bagni di Masino. Non voglio raccontarvi, ancora una volta, delle meravigliose pareti che si rincorrono l'una sopra l'altra, come fossero state partorite da un artista visionario. Di quei massi che in numero incalcolabile sembrano caduti dal cielo, o dal Precipizio degli Asteroidi, solo per far felici i boulderisti.

E poi non voglio neanche dirvi quanti Melloblocchisti c'erano. Non ci credevo io che c'ero, figurarsi voi. Soprattutto vi sembrerà impossibile che, con tutta quella folla, si riuscisse a sentire sempre e solo il respiro della Valle. E' impossibile e tutto vero... appunto non ci credereste. Penserete che con l'età (la mia) si è tutti un po' più sordi. E comunque non voglio ri-raccontarvelo. Che lo faccio a fare?... se ancora non siete venuti in Valle, mi vien da pensare, con tutto il rispetto, che è peggio per voi.

Dunque, questa volta cercherò di non farvi “piangere”. Come mi ha raccomandato Stefano - uno dei tre della santa trinità degli organizzatori. Per intenderci quello con il berrettaccio di lana sempre calato fin sugli occhi, che si fa notare pochissimo ma, anche cascasse il mondo, ti risolve ogni tipo di problema. Così, questa volta, vi racconterò senza fronzoli il Melloblocco. Sempre, però, frugando tra il solito confuso stordimento del giorno dopo.

Cominciamo con gli incontri. Perché se c'è una cosa che non manca mai al Mello sono gli incontri. Con chi non vedi da una vita, appunto che vedi con cadenza Melloblocco, o che incontri per la prima volta. Ora potrei aggiungere che è il segno del tempo che passa, ma cadrei sul patetico e farei piangere. Certo è che quella ragazzina che mi ha fatto notare che “fumare fa male” mi ha fatto un po' pensare. Lì per lì non sapevo cosa risponderle... la ragione dell'innocenza era tutta dalla sua parte. Così le ho chiesto quanti anni avesse e se era al suo primo “Mello”. 7 anni, mi ha risposto lei, e questo è il mio 6° Melloblocco. Esattamente tanti (non gli anni) quanti i miei...

Sarà per questo che la sera, girovagando per il Villaggio del Mello, mi sembrava di vedere solo giovani e giovanissimi Melloblocchisti. Tanti, tantissimi. Per questo, con fare “ispirato”, ho detto all'altro della santa trinità del Mello: “ma vi rendete conto che questi ragazzi stanno crescendo con il Melloblocco. Che se lo ricorderanno per tutta la vita...?”. Enfasi sprecata, quanto fuori tempo. Eravamo arrivati al masso di Tarzan, quello trasformato in un video gioco interattivo. E lui (per capirci quello dei tre con meno capelli) sembrava ridiventato di colpo un ragazzino. Siamo rimasti a bocca aperta. Increduli. Sarà stata l'una. E tra luci, suoni e musica il boulder-video-gioco continuava ad avere, a ritmo continuo, i suoi protagonisti reali. Come se le giornate sui boulder della Valle non fossero bastate. Come se le dita consumate dal mitico granito della Val di Mello fossero di colpo “resuscitate”. Sarà che il Mello, e il boulder, sono un irresistibile gioco. Oppure sarà che son giovani...

D'altra parte, o meglio dall'altra parte del prato, continuava ad essere gettonatissimo il pannello dei lanci. Quello stesso volo solo un po' più corto che, qualche ora prima, aveva avuto per protagonisti i Mello baby. Mi avevano strappato più di un sorriso quei bambini. Sarà che sono un sentimentalone... Anche se un po' più tardi, nella notte, lo stesso sorriso, rigorosamente tra l'ebete e l'infinito, mi è riapparso mentre, maldestro, mi dondolavo al ritmo dei percussionisti africani... instancabili come quei ragazzi che s'improvvisavano danzatori e percussionisti anche loro. Era quella la danza della tribù del Melloblocco? Intanto poco più in là, nel tendone, si continuava a ballare una sorta di musica “balcanica” che mi ricordava quella di Kusturica. E ancora più in là, per tutta la Valle, tra le centinaia di tende, la festa continuava. La festa totale del boulder. Impressionante... e, lo ammetto, incredibile.

Così non vorrei raccontarvi della magia di quelle luci che si sono infilate tra le stelle. Sono rimasto ipnotizzato a guardarle scomparire. E vi assicuro non avevo preso nulla di strano – se non un sorso di qualcosa di “rinfrescante” che mi aveva offerto quel boulderista (dicono molto forte) con i capelli rossi. E poi, attorno a me, altri subivano lo stesso incanto. Ho i testimoni. Anzi, mi hanno detto che quelle luci si chiamano “lanterne thailandesi”... e che sono state lanciate anche in Valle di Mello. Uno spettacolo!

Ora, ve ne sarete accorti, comincio a perdermi tra i ricordi... Ma prima di chiudere avrei tante altre cose da dire. Troppe. Vorrei raccontarvi di Adam Ondra, per esempio. Degli applausi a scena aperta che hanno accolto gli spezzoni del film che sta preparando. Di quanta tenerezza mi ha fatto vederlo conversare come fossero amici da sempre con Stevie Haston. Chissà cosa si dicevano... forse parlavano di Hard Grit, un must di ritorno per i giovani climber di cui l'intramontabile Stevie sa ben qualcosina. Dell'incredibile “Adamino” poi, vorrei riportarvi quello che mi ha detto il custode della Valle, mister Pedeferri: “Oggi l'ho seguito e l'ho conosciuto meglio. E sai cosa ti dico? Anche se facesse solo il 6a lo considererei lo stesso una gran bella persona”. Anche i fenomeni per fortuna crescono... nonostante continuino a “tenersi” come mai era stato immaginato da nessun climber.

E poi vorrei anche raccontarvi di Chris Sharma. Di come abbia rischiato di rovinarsi il polso per firmare centinaia di manifesti. Dello speciale zaino con cui si è presentato in Val di Mello: sembrava simile in tutto e per tutto ad una borsetta da supermercato. Ho il sospetto che farà tendenza, gli stilisti sono avvisati. E ancora sempre di Chris vorrei ricordare la sua lotta, insieme a Michele Caminati (chapeau al Tin Tin dei boulderisti) e di Gabriele Moroni (sempre lui) su “The English dream”, alla fine rimasto intonso. Ma anche della speciale sessione di blocchi in compagnia non solo di Adam Ondra - è stato Chris a cercarlo e l'incredibile Adam sembrava al 7° cielo per la gioia – ma anche di Mauro Calibani che da par suo non ha certo sfigurato, anzi. Belli questi incontri al vertice. Come del resto sono sempre imperdibili le battaglie dei boulderisti per così dire più “umani”. Tipo, per prenderne una a caso, la performance di Riccardo Caprasecca che ha chiuso, con 4 boulder risolti, al 2° posto. Parimerito con un certo James Pearson che pare sia - nonostante molti non l'abbiano riconosciuto - una delle assolute stelle britanniche.

Ne avrei ancora di flash. Ma è chiaro che già sono stato troppo lungo... Quindi non vi dirò degli occhi di quella giovanissima coppia di climber siciliani (da Catania credo). Non vi parlerò della loro pura felicità di essere in viaggio e al Mello. Anche perché ho detto che non vorrei farvi piangere. Invece vorrei finire con una piccola fuga che mi hanno quasi costretto a fare Michele (la guida alpina della Valle che completa il santo trio dei “signori Melloblocco”) e Nicola (sempre il tizio con i capelli come optional). Finalmente mi hanno fatto conoscere la Valle dall'alto. Mi hanno portato su una via. Così, su quelle fantastiche pareti, questa volta volevo piangere io. Prima per quella placca sprotetta di attacco: quei vecchi climber che l'hanno aperta erano davvero pazzi. Poi, quando è arrivato il momento di scendere perché era troppo bello essere lì nel cuore della Valle delle meraviglie. Ma tanto, lo so, non mi credete. Anche se questa volta ce l'ho messa tutta. Peggio per voi: non sapete cosa perdete e cosa vi siete persi. Al prossimo Mello, chissà... ritento.

Vinicio Stefanello


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Sito ufficiale: http://www.melloblocco.it

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